Into the Wild – Nelle Terre Selvagge [2007]

«Un viaggiatore per vocazione, la cui casa è la strada»

Into the Wild - Nelle Terre Selvagge

Alex e il mare – Uno dei momenti più toccanti del film.

Vi parlerò di un film che per certi aspetti, ha cambiato il mio modo di vedere la vita… e non credo di essere l’unico a pensarla così, mi riferisco al pluripremiato film scritto e diretto da Sean Penn, “Into the Wild”.

Fresco di laurea in Storia e Antropologia all’Università di Emory e con un futuro roseo davanti a sè il ventiduenne Christopher McCandless decide di donare i suoi risparmi in beneficenza, abbandonare la sua famiglia, con la quale ha un pessimo rapporto; gli amici e la sua città e partire. Partire, non importa per dove, l’importante è che sia lontano dalla società consumista e capitalista dell’America dei primi anni 90. La sua voglia d’evasione lo porta a viaggiare per 2 anni negli States, in Messico in un viaggio che lo porterà fino alla fredda Alaska.

In quel periodo era meglio conosciuto con lo pseudonimo di Alexander Supertramp. Durante il suo lungo viaggio incontra diversi personaggi che gli cambieranno la vita e a cui lui cambierà la vita con la sua storia, una coppia hippie (Jan e Bob Burres), un giovane trebbiatore del South Dakota, per il quale Alex lavorerà per qualche tempo, e un vecchio veterano di guerra, triste e chiuso nei suoi ricordi a cui cambierà la vita col suo messaggio di libertà e amore fraterno.

Bellissimo il suo discorso sull’amore  proprio con Bob Burres e le riflessioni di Alex sul mare, del quale lui stesso ammette di averne paura, per la sua immensità e forza, ma l’importante come dice Alex stesso è misurarsi con sé stessi e con la natura, perché è lì che viene fuori la vera essenza dell’essere umano, «nella condizione umana più antica, soli davanti alla pietra cieca e sorda»

Il viaggio di Alex è anche una continua ricerca della felicità che lui trova alla fine della sua esperienza, descrive la sua idea di felicità a contatto con la natura, con libri, musica, amore per il prossimo e una donna con la quale condividere tutto. In una delle ultime scene col vecchio Ron dice: «Sbagli se pensi che la felicità venga soprattutto dai rapporti con le persone».

Alex pensava di poter essere felice anche da solo, lontano da tutto e tutti, durante il suo viaggio infatti non si affeziona a nessuno, per continuare il suo viaggio solitario. Ma poco prima di morire, si rende conto che in realtà «la felicità è reale solo se condivisa». Uno dei messaggi chiave del film è proprio questo: nella vita possiamo fare tutte le esperienze che vogliamo ma se non condividiamo niente non saremo mai felici.

Into the Wild - Nelle Terre Selvagge

Alexander Supertramp, un simbolo di libertà.

Alla fine il povero Alex morirà nel suo Magic Bus, il suo rifugio in Alaska, non si sa ancora di preciso per quale motivo, forse il freddo, forse di fame o avvelenato da qualche pianta. Venne ritrovato 2 settimane dopo la sua morte. Nel vecchio autobus, accanto al cadavere, furono ritrovati numerosi appunti da lui scritti, una macchina fotografica con cui aveva effettuato degli autoscatti, una borraccia di plastica verde, alcune pastiglie per purificare l’acqua, un paio di pantaloni imbottiti, guantoni di lana, una bottiglia di repellente degli insetti, un cilindro consumato di Chap Stick, una scatola di fiammiferi, un paio di stivali e alcuni libri di autori quali Lev Tolstoj, Jack London e Henry David Thoreau.

Il film, ispirato alla vera storia di Christopher McCandless e basato sul romanzo di Jon Krakauer, “Nelle Terre Estreme”, molto ben diretto dal grande Sean Penn, affronta tematiche basate soprattutto sull’esperienza di Chris, anche prima che intraprendesse il suo viaggio, attraverso vari flashback che alla fine come un puzzle andranno a completare lo spaccato di vita di un giovane uomo attraverso i suoi rapporti con la società e la sua famiglia. La fotografia e scenografia del film poi sono a dir poco splendide, Penn riesce ad esaltare la bellezza di paesaggi naturali incontaminati che vanno dai deserti del Nevada, ai paesaggi dell’Arizona e del South Dakota, le rapide del fiume Colorado, fino alla rigida Alaska.

Into the Wild - Nelle Terre Selvagge

Una scena del film con il celebre “Magic Bus”, ancora presente nel Parco Nazionale del Denali.

Piccole curiosità: Il Magic Bus di Alex è ancora oggi nel parco nazionale del Denali, ed è meta di tanti appassionati dalla storia di Supertramp. Per il film è stato interamente e fedelmente ricostruito fin nei minimi particolari, dagli utensili fino alle scritte sul soffitto realizzate da Chris, il tutto grazie al sopralluogo avvenuto al vero Magic Bus.

Per portare la storia di McCandless sul grande schermo, Sean Penn si documentò e raccolse varie testimonianze di persone che avevano conosciuto personalmente il ragazzo, inoltre instaurò un rapporto assiduo con la sorella di Chris, che lo aiutò fornendogli i suoi diari e i suoi ricordi.

Da due anni cammina per il mondo. Niente telefono, niente biliardo, niente animali, niente sigarette. Il massimo della libertà. Un estremista. Un viaggiatore esteta la cui dimora è la strada. Scappato da Atlanta. Mai dovrai fare ritorno perché the west is the best. E adesso, dopo due anni a zonzo, arriva la grande avventura finale. La battaglia climatica per uccidere l’essere falso dentro di lui e concludere vittoriosamente il pellegrinaggio spirituale. Dieci giorni e dieci notti di treni merci e autostop lo hanno portato fino al grande bianco del Nord. Per non essere mai più avvelenato dalla civiltà, egli fugge, e solo cammina sulla terra per smarrirsi nella foresta.

Alexander Supertramp

(fonte per curiosità e citazioni: Wikipedia.it)

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