Dee Dee Bridgewater

Sono pochi gli artisti che possono vantare Grammy Awards sia per la loro musica sia per le loro performance teatrali e cinematografiche. Dee Dee Bridgewater è una di questi! Vincitrice dell’Antoinette Perry Awards for Excellence in Theatre, noto anche come Tony Award, un premio molto ambito per gli attori teatrali in America, come “Best Featured Actress” nel 1975 e nel 1976 un Grammy per “Miglior Album per uno Show Musicale”. Il tutto per il musical “The Wiz”, nel quale partecipò anche un giovanissimo Michael Jackson.

Dee Dee Bridgewater

Semplicemente Dee Dee.

Dee Dee è un’artista come poche. È una cantante che rapisce il cuore di chi ascolta con la sua voce calda e avvolgente. Come disse Nick Ashford a proposito del successo planetario di If You Believe: “Il successo di Dee Dee personifica una generazione e da speranza a tutti noi”.

Ambasciatrice del jazz in tutto il mondo Dee Dee Bridgewater (nata Denise Eileen Garrett) ha iniziato la sua carriera da interprete musicale fin da bambina, suo padre, trombettista jazz e insegnante di liceo, le faceva assistere ai suoi concerti e prove di gruppo fin da bambina. Praticamente predestinata a diventare anche lei una musicista o cantante.

A 16 anni fa parte di un gruppo rhythm&blues, a 18 si iscrive alla Michigan State University prima di trasferirsi alla University of Illinois at Urbana-Champaign. Nel 1969 parte per l’Unione Sovietica. L’anno dopo incontra il trombettista Cecil Bridgewater con il quale si sposa e si trasferisce a New York dove Cecil suona nella Horace Silver’s Band.

Nel 1970 diventa vocalist della Thad Jones-Mel Lewis Jazz Orchestra, inizia così la sua carriera jazz. In quel periodo Dee Dee ebbe l’onore di lavorare con musicisti del calibro di Gizzy Gilspie, Sonny Rollins, Dexter Gordon e molti altri. Partecipò al Monterey Jazz Festival nel 1973. Nel 1974 pubblica “Afro Blue”, suo album di debutto e partecipa al Musical “The Wiz” che le farà riscuotere un grande successo, tanto da meritarsi vari riconoscimenti.

Nel 1986 si trasferisce in Francia, dopo esserci stata due anni prima in tour con un musical: “Sophisticated Ladies”. Lo stesso anno partecipa come protagonista a “Lady Day” interpretando la parte di Billie Holiday. Interpretazione che le valse il Laurence Olivier Awards, un premio annuale della Society of London Theatre, che riconosce la professionalità e l’eccellenza teatrale. L’aria della Francia fa bene a Dee Dee che riprende a pieno la sua attività musicale. Nel 1987 viene pubblicato “Live in Paris”, un album immancabile per tutti gli appassionati del genere. Una performance a dir poco indimenticabile della nostra Dee Dee. Pezzi come There’s No Greater Love, Here’s That Rainy Day, Cherokee (omaggio a Charlie Parker), tutti eseguiti in modo elegante, pulito ed impeccabile dalla band. Se lo ascoltate a tratti vi sembrerà di uscire dal vostro corpo e trascinati dalle note del piano suonato da Hervè Sellin varcherete la soglia del mondo del jazz allo stato puro, non sarà tanto facile resistere…

Dee Dee Bridgewater - Dear Ella

L’album tributo ad Ella Fitzgerald.

Nel 1990 partecipa al Montreux Jazz Festival e quattro anni dopo collabora con Horace Silver che ha sempre ammirato, e pubblica l’album “Love & Peace: A Tribute to Horace Silver”. Nel 1997 esce “Dear Ella”, album tributo ad Ella Fitzgerald, sua fonte d’ispirazione fin da giovanissima, che le vale il Grammy Award for Best Jazz Vocal Album nel 1998. Con “Dear Ella” si può ripercorrere la carriera di Ella Fitzgerald attraverso le magiche reinterpretazioni di Dee Dee, suonati altrettanto magistralmente a volte con un’intera orchestra al seguito, altre volte con il semplice trio che dà ai singoli pezzi e al disco delle sonorità uniche.

Sempre nel ’98 “Live @ Yoshi’s” le vale un’altra nomination ai Grammy.

Nel 1999 Dee Dee diventa ambasciatrice delle FAO e contribuisce attivamente alla lotta contro la fame nel mondo, con campagne di sensibilizzazione e impegni concreti.

Nel 2002 esce “This Is New”, album tributo al compositore Kurt Weill e nel 2007 “J’ai Deux Amours”, reinterpretazione di alcuni classici della musica francese. Sempre nel 2007 esce “Red Earth”, con il contributo di tanti artisti del Mali che viaggiarono con lei per tutto il tour, Lo scopo di questo album, oltre che scavare a fondo tra le radici della musica e tradizione africana, è quello di cercare di unire la tradizione jazz alle melodie della musica del Mali e ha lo scopo di promuovere la musica africana e riportare antiche tradizioni dimenticate. Durante il tour, Dee Dee portò con se una schiera di musicisti del Mali tutti vestiti (lei compresa) con abiti tradizionali, un modo in più per promuovere la tradizione.

Nel 2010 (qualche settimana fa) è uscito “Eleanora Fagan (1915-1959): To Billie with Love”, album tributo all’immortale Billie Holiday, altra fonte d’ispirazione per DDB. Contiene 12 brani di Lady Day, tra cui Don’t Explain, Strange Fruit, A Foggy Day reinterpretati da Dee Dee in modo sublime.

Una caratteristica di Dee Dee Bridgewater è proprio quella di riportare alla luce vecchi, molti successi di grandi artiste, come nel caso di Ella Fitzgerald e Billie Holiday, e riproporli al pubblico sotto una luce nuova, senza assolutamente imitare l’originale, ma piuttosto personalizzandola e rendendoli ancor più indimenticabili

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4 thoughts on “Dee Dee Bridgewater

  1. Bella biografia di questa artista che non finisce mai di stupirmi; l'ultimo disco, tributo a Billie Holiday è meraviglioso, come anche i live citati e "Dear Ella", tutti album che considero i miei preferiti di sempre di Dee Dee (e non solo).

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