Il Reverendo Green

Quando nel 2005, Rolling Stone l’ha inserito al 65° posto tra i 100 Migliori artisti ogni epoca, Justin Timberlake commentò così:

«People are born to do certain things, and Al was born to make us smile».

Al Green

La grinta del Reverendo Green in un live.

Dal 1995 inserito nella Rock and Roll Hall of Fame, riconosciuto come uno dei più grandi “Maestri” del genere con 38 album all’attivo, ha venduto oltre 20 milioni di copie in tutto il mondo.

Vi sto parlando di Albert Greene, a.k.a. Al Green o “Reverendo Green”. Una delle personalità più influenti e di maggior successo della musica black, considerando che ebbe grandissimo successo negli anni 70, ovvero nel periodo d’oro per la musica soul.

Ascoltando i suoi lavori si prova una sensazione di pace e calma, nonostante la sua voce a tratti acuta, a tratti vellutata, ma mai eccessiva, che ci trascina sempre più man mano che scorre la playlist… Al Green inizia la sua carriera nel 1967 quando con i suoi “Soul Mates” registrò pezzi come Back Up Train che divenne un successo! I seguenti lavori non seguirono la scia del debutto, così decise di mettersi in proprio.

Il suo primo album da solista esce nel 1969. “Green Is Blues” fece uscire allo scoperto le doti canore di Green che a detta di molti era pronto per rimpiazzare mostri sacri, (nonché suoi idoli) come James Brown, Sam Cooke e Wilson Pickett! E il seguente album, datato 1970, “Al Green Gets Next to You” sembrava confermare le teorie visto che ebbe un enorme successo. Non quanto ne ebbe però il suo successivo album, “Let’s Stay Together” del 1972 che vinse innumerevoli riconoscimenti. Il singolo omonimo dell’album rimase per 9 settimane nella classifica di Billboard. Il successo di questo pezzo fu tale che a distanza di più di vent’anni, appare nella colonna sonora di “Pulp Fiction”, ed è considerata ancora oggi una delle canzoni romantiche più belle di sempre.

Dello stesso anno è l’emozionante “I’m Still in Love with You”. Un album a dir poco splendido ed emozionante. Contiene pezzi come I’m Still in Love with You, Love and Happiness, What a Wonderful Thing Love Is, Simply Beautiful che sono davvero qualcosa di eccezionale per chi ama il genere. Soul music nella sua massima espressione. Insieme al precedente sono secondo chi vi scrive i migliori album dell’intera carriera del futuro Reverendo Green. Album fortemente consigliati!

Al Green - I'm Still in Love with You

“I’m Still in Love with You”… un album immortale.

La svolta per Al Green avviene però nel 1974 quando la sua fidanzata lo aggredì con dei fiocchi d’avena bollenti e in seguito si suicidò, dopo aver ricevuto un rifiuto per una proposta di matrimonio da Al. Scosso da quanto accaduto, Green si converte al Cristianesimo e diventa pastore della Full Gospel Tabernacle di Memphis nel 1976. Da questo momento la sua musica si allontana un po’ dai canoni r&b e soul classici, diventando gospel. Registrò una serie tale di pezzi per la chiesa e per alcuni suoi album tanto da meritarsi dal 1981 al 1989 ben otto Grammy come miglior performance gospel!

Tra i lavori di questo periodo, appaiono nel 1982 “Your Arms Too Short to Box with God” un musical in collaborazione con Patti LaBelle e il suo primo album gospel “The Lord Will Make a Way”. Green continuò sulla sua strada proponendo una serie impressionante di lavori gospel tutti caratterizzati però dallo stile e l’eleganza unica, propria del Reverendo Green. Nel 1984 viene rilasciato un film documentario “Gospel According to Al Green” che mette in mostra la sua vita tra palcoscenico e chiesa.

Dopo diversi anni a cantare gospel, Al Green tornò alle sue radici, realizzò dapprima un duetto con Annie Lennox, Put a Little Love in Your Heart poi nel 1989 uscì The Message in Love, singolo che fece tornare in cima alle classifiche r&b il Reverendo Al.

Al Green

Il Reverendo Green al Newport Jazz Festival nel 2007.

Gli anni 90 furono caratterizzati da alti e bassi, tra produzioni fallimentari come Your Heart’s in Good Hands nel 1995 che vendette pochissime copie e successi come l’introduzione di Al Green nella Rock and Roll Hall of Fame.

Nel 2000 pubblica un libro sulla sua carriera: “Take Me to the River” e riceve nel 2002 un Grammy per la sua carriera appunto. Nel 2003 esce un album non religioso dopo tantissimo tempo, “I Can’t Stop” che vede la collaborazione di Willie Mitchell. Nel 2004 entra nella Gospel Music Hall of Fame.

Il suo ultimo lavoro (finora) è datato 2008, “Lay It Down” sotto la Blue Note e vede il ritorno di Al Green al massimo della sua forma, con pezzi r&b di indiscutibile alto livello. In quest’album Il Reverendo è accompagnato da giovani rampanti nel mondo dell’r&b come Anthony Hamilton, John Legend e Corinne Bailey Rae. Per gli amanti dei numeri, “Lay It Down” finì al 9# posto nelle classifiche degli album venduti di Billboard! Diventando i più grande successo di Al Green dopo 35 anni!

I suoi brani storici sono stati più volte re-interpretati, ri-campionati e coverizzati da artisti quali Tina Turner che nel 1982, interpretò Let’s Stay Together così come fece Michael Bolton anni appresso. Da anni ormai il Reverendo Green è in tour e continua a diffondere il verbo, non solo in senso religioso ma anche e soprattutto nel senso della vera cultura del gospel e del soul che vede in lui uno dei suoi massimi esponenti.

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10 thoughts on “Il Reverendo Green

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