Raul Midón – Synthesis [2010]

Vorrei aprire la sezione delle “recensioni” musicali con uno degli album che mi hanno maggiormente colpito negli ultimi tempi. È stato pubblicato nell’aprile 2010 sotto l’etichetta Decca, ed appartiene ad un uomo che per vari motivi, considero un genio! Mi riferisco a Raul Midón.

Raul Midon - Synthesis

“Synthesis” – 3° album ufficiale per Raul Midón.

Un chitarrista e cantante americano di origini messicane. Non vedente dalla nascita, per aver passato molto tempo in un incubatore senza un’adeguata protezione agli occhi, Raul è dotato di un talento come pochi.

I suoi ritmi blues/latini sono un piacere per l’udito. Voce da perfetto soulman è stato influenzato molto da grandi del passato come Donny Hathaway, al quale ha dedicato una canzone in “State of Mind”, uno dei suoi precedenti album.

L’album del quale voglio parlarvi è “Synthesis”, prodotto da Larry Klein anche bassista nel disco. Il titolo stesso dell’album ci fa capire qual è la missione di Raul: quella di sintetizzare tutto il suo bagaglio musicale, fatto di soul, jazz, musica latina e neo soul, in un unico album. E lo fa in modo magistrale, registrando l’intero album grazie ad un software a comando vocale che gli ha permesso di perfezionare tutto il suo lavoro.

Un album che scorre piacevolmente dall’inizio alla fine per questo artista che, arrivato al suo 5° album, il terzo sotto etichetta ufficiale, stupisce sempre più.

“Synthesis” è un album che quando avrete finito di ascoltarlo vi dispiacerà perché dura solo 40 minuti. Potrete sempre ricominciare! L’album inizia con Don’t Be a Silly Man, dalle sonorità blues, racconta lo stupore e il senso di devozione in un incontro con uno dei suoi idoli musicali. «…We talked about our virtues and our crimes, we talked about the nature of these tenuous times and how our constant search for immortality will always be denied…». Dettaglio tecnico: è registrata in 7/8… Chi fa musica sa cosa significa!

Pezzi significativi, come Next Generation, che parla della “Twitter Generation”, come una generazione che può tutto, per i mezzi che dispone senza limiti rispetto alle generazioni precendenti. Brano accompagnato da un beat secco ma piacevole. Un invito ai giovani a non sprecare la loro gioventù per cose futili ma dare il massimo per avere un futuro migliore. A metà album ci troviamo catapultati in Sudamerica, ritmo latino sulla frizzante bossa nova di Everyone Deserves a Second Chance.

Raul Midon

Raul Midón in una delle sue splendide performance live.

Quando dicevo Sintesi di diversi generi intendevo davvero diversi. Si passa anche dai ritmi reggae come in Invisible Chains, alle contagiose sonorità pop di Don’t Take It That Way. Fino alla commuovente Bonnie’s Song, e all’altrettanto toccante When You Call My Name, che parla del come, essendo non vedente, è riuscito ad apprezzare il mondo che lo circonda con gli altri sensi e come dice lui stesso, non c’è niente di meglio di sentire una voce affettuosa che chiama il tuo nome.

L’album si conclude con All About You che spiega il perché del Parental Advisory sulla copertina, e con la cover di John Lennon, Blackbird. Una reinterpretazione di una bellezza sconvolgente! Fino a chiudersi a ritmo blues acustico con Why Am I Feeling So Bad?

Raul Midón è un talento unico, dotato di una voce calda e coinvolgente. È dotato di un’espressività che cattura chi ascolta. I testi sono tutti scritti da Lui stesso (tranne Blackbird ovviamente) e sono tutti molto profondi e significativi.

Raul parla spesso del suo “vedere” il mondo in modo diverso e lo fa con il suo talento cristallino, con la sua chitarra latina che suona in modo pulito e docile senza la minima sbavatura. A tratti sentirete una tromba che accompagna i soli di chitarra acustica ma come leggerete nei credits dell’album, non c’è nessun trombettista! Ecco il genio dell’artista: è lo stesso Raul CON LA SUA VOCE che imita in modo sorprendentemente perfetto una tromba jazz che accompagna la sua chitarra in modo semplicemente unico!

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2 thoughts on “Raul Midón – Synthesis [2010]

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