S a d e

Sensazioni di leggerezza, rilassamento totale del corpo, la vostra anima soul che viaggia dolcemente accompagnata dal quella voce calda, sensuale e raffinata fino a farvi sospirare, appagati di piacere, alla fine di ogni pezzo. È quello che si prova (o almeno chi ama quest’artista lo prova) ascoltando i pezzi di Sade (pronunciato shah-day in inglese e sciadé in italiano). Un’artista che in 26 anni di carriera ha pubblicato solo 8 album, tra cui una raccolta e un live. La stessa Sade ha sempre dichiarato che i suoi album sono dei messaggi per il mondo, rari perché il suo bisogno di pubblicare un album è legato alla necessità di comunicare e non al guadagno economico.

Sade

La splendida Sade in uno dei suoi primi tour.

Sade, all’anagrafe Helen Folasade Adu, nasce ad Ibadan in Nigeria, da padre nigeriano e madre inglese, ma cresce in Inghilterra dove cresce ascoltando i dischi di Nina Simone. Studia alla St. Martin’s School of Art di Londra. Di lì a poco Sade avrà esperienze con 2 gruppi che suonano per lo più latin-funk, gli Arriva e i Pride.

Ma il talento e la classe sopraffina di Sade sono sprecati per un gruppo di scarsa popolarità. Così con il bassista Paul S. Denman, il pianista Andrew Hale ed il chitarrista/sassofonista Stuart Matthewman, fonda un nuovo gruppo che avrà il suo nome, Sade. In poco tempo riescono a mettersi in luce ed avere un contratto con la Epic Records. Così nel 1984 ecco “Diamond Life”, album di debutto che ottiene un successo spropositato, in un periodo, gli anni 80 dove la concorrenza era sfrenata. La chiave del successo sta nell’originalità e nello stile “smooth”, del gruppo che sorprende tutti nell’epoca della dance music.

L’album si apre con la “coverizzatissima”, pluricampionata e celeberrima Smooth Operator, rimasta nella Top 40 di Billboard per oltre tredici settimane e diventato uno dei pezzi di maggior successo del gruppo. Nel testo Sade canta «…Coast to coast, L.A. to Chicago, western male, across the north and south, to Key Largo, love for sale…». È riferito ad un uomo d’affari, affascinante che infrange cuori in giro per gli States. Storiella interessante, anche se, quelli innamorati siamo noi… ma della sua voce! Nel disco appare anche la splendida Your Love is King, altro pezzo di grande successo per le charts.

Sade - Promise

“Promise”, 1985. L’album più elegante di Sade, deve il titolo ad una lettera mandata a Sade da suo padre, nella quale le dice che è malato di cancro e le chiede “a promise of hope”.

1985, esce “Promise”. Un disco decisamente meno commerciale del primo, anzi, diventa il simbolo dell’eleganza suprema che quest’artista possiede. In quest’album troviamo The Sweetest Taboo, un pezzo che parla di come l’amore sincero per il proprio partner possa tirare fuori aspetti della propria personalità, fino a quel momento sconosciuti e di come, il sentimento più bello del mondo possa essere così importante e prezioso da diventare quasi proibito, un Taboo appunto. Una sorta di bossa-nova accelerata, con introduzione e fine accompagnata da un effetto pioggia che rilassa i sensi. Un brano a dir poco imbarazzante per bellezza e per le sensazioni che trasmette, rimasto nella pop-chart USA per sei mesi. Spettacolari anche Never as Good as the First Time e It’s a Crime. Ma un altro pezzo degno di nota è Jezebel. La voce di Sade accompagnata da una chitarra malinconica e inseguita a tratti dal dolce e mai invadente sax di Stuart Matthewman.

Nel 1988 esce “Stronger Than Pride” un album molto simile ai precedenti per sonorità sempre molto languide e romantiche. Una caratteristica questa che il gruppo porterà con sé nel corso degli anni, diventando, col tempo, una pecca che sfocia spesso nel “già sentito, già visto”, rischiando di annoiare il pubblico.

Un altro grandissimo album viene pubblicato nel 1992 ed è “Love Deluxe”. Qui torniamo ai livelli di “Promise” con pezzi di sconvolgente bellezza come la coinvolgente e l’apparentemente banale No Ordinary Love o la semplice Cherish the Day con una base di batteria semplicissima, una chitarra appena accennata e la voce ipnotica, emozionante di Sade che fa davvero sognare! Uno dei pezzi più belli che io abbia mai ascoltato in vita mia. Vi segnalo inoltre Kiss of Life, Like a Tatoo e la profonda e malinconica Pearls, con ancora una volta la voce di Sade che travolge piacevolmente i sensi, e prega con un «Alleluia» nel finale. Semplicemente spettacoloso!

A questo punto per Sade inizia una lunga pausa dal palcoscenico, interrotta solo nel 1994 con l’uscita del suo “The Best of Sade” che è una sublime raccolta di tutti i pezzi più affascinanti del gruppo.

Sade

Sade durante il “Lovers Live Tour” nel 2001.

Il successivo album è datato novembre 2000 ed è “Lovers Rock”. Il ritorno alle scene è uno di quelli da ricordare, da grandissima star, quale Sade è. L’album vende quasi 4 milioni di copie solo negli Stati Uniti e nel 2002 le fa vincere un Grammy come Best Pop Vocal Album. Da segnalare nell’album The Sweetest Gift, pezzo dedicato alla  Rainbow Trust Children’s Charity, associazione che si occupa di bambini affetti da malattie terminali.

Dato il grande successo del ritorno di Sade, nel 2002 come omaggio ai milioni di fans nel mondo esce “Lovers Live”, disco live, registrato in due occasioni in California: all’Arrowhead Pond ad Anaheim, Great Western Forum di Inglewood. Il disco fu subito disco d’oro avendo venduto oltre 560.000 copie!

Altra pausa per Sade, conclusasi con la pubblicazione di “Soldier of Love” uscito a febbraio del 2010. Come vi dicevo in precedenza, anche quest’album, seppur caratterizzato dal raffinatissimo stile di Sade, è un album che facilmente stanca, proprio perché per quanto raffinato e sensuale, è sempre lo stesso. In 26 anni di carriera è sempre rimasto tale, ma dopo 10 anni d’assenza dalle scene forse ci si aspettava qualcosa di più. Vi segnalo solo i due singoli estratti, che sono effettivamente i più rappresentativi e originali dell’album: Soldier of Love e Babyfather.

Ascoltare Sade non è semplice. Il suo canto delicato con note prolungate in particolare alla fine delle strofe rendono il suo stile unico e inconfondibile, ma allo stesso tempo risulta ripetitivo, questo però accade soprattutto ascoltando gli ultimi album. Le sue produzioni fino al 1992 sono sconvolgenti, la vellutata voce ammaliatrice di Sade crea atmosfere languide e sensuali che coinvolgono chi ascolta a tal punto da regalare sensazioni di piacere che fermano il tempo con tutti i problemi. Sade è un’esteta, una donna che è stata nel corso della sua carriera, ed è ancora a 50 anni suonati, un modello per gli stilisti, grazie alla sua eleganza prestigiosa e mai volgare, tanto da meritarsi il titolo di “The Queen of Cool”.

Se avete voglia di emozioni forti allora dimenticate Sade, ma se volete della musica che vi faccia venire i brividi e che vi riconcili con voi stessi allora non potete scegliere di meglio.

Annunci

5 thoughts on “S a d e

  1. Seguo da anni Sade, artista che adoro in ogni sua espressione artistica; gli album che preferisco sono i primi quattro, da "Diamond life" a "Love deluxe", passando da "Promise" e "Stronger than pride", ovvero gli album dove quello stile smooth, cool che caratterizza la musica di Sade si manifesta nella sua migliore rappresentazione; gli ultimi lavori di studio, "Lovers rock" e "Soldier of love" forse sono privi di quella freschezza che invece è propria dei dischi precedenti, e sono frutto di troppi ripensamenti o di una probabile mancanza di idee; forse da Sade non ci si aspetta qualcosa di nuovo o di diverso (anche perchè il suo stile, in quasi 30 anni di carriera, è rimasto praticamente immutato, per cui direi che ormai si è definitivamente cristallizzato in quella forma), ma piuttosto, a mancare, negli ultimi album, sono proprio le canzoni, le belle canzoni che ci facevano sognare, ascoltando "Promise" o "Stronger than pride".
    Non voglio dire che gli ultimi dischi siano brutti, ma danno l'impressione di qualcosa di già ascoltato e di poco originale.

    Mi piace

  2. Pingback: Soulful TOP 15 [03.2014] | Soulful Corner

  3. Pingback: Sade… live @ Forum, Assago (MI) [06-05-2011] | Soulful Corner

  4. Pingback: Robert Glasper live @ Moody Jazz Café, Foggia [15-11-2014] | Soulful Corner

  5. Pingback: Soulful TOP 15 [06.2016] | Soulful Corner

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...