Michael Jackson – Off the Wall [1979]

«…And when the groove is dead and gone, yeah
You know that love survives
So we can rock forever…»

Michael Jackson

1979 – Un giovanissimo MJ ad un party con l’attrice Tatum O’Neal.

Tempo fa, in un mio articolo vi avevo parlato di un mio modo di interpretare i vecchi grandi album del passato e chiedendomi cosa pensasse il pubblico quando quei capolavori erano nelle classifiche soul e r&b. Chissà se mai qualcuno, in quegli anni, riuscì a presagire che a distanza di 32 anni si sarebbe ancora parlato di album come questo che vi propongo stasera. Vi parlerò infatti di quello che viene considerato da molti il capolavoro assoluto di Michael Jackson, ovvero “Off the Wall” datato 1979.

Quest’album è semplicemente una sintesi di quello che è uno dei periodi musicali più floridi di sempre, ovvero gli anni 70, in particolare per la musica soul, funk e r&b. A soli 21 anni il genio di Michael Jackson riesce a concepire un album del genere che è un tributo alla danza, a quell’aspetto più edonistico della musica black di quel periodo.

Un periodo d’oro per la black music, ricco di grandi nomi, tra i quali il nome di Jackson non è secondo a nessuno e ci ha regalato quest’album che entra di diritto tra i migliori del periodo. Al 68° posto tra i 500 migliori album di sempre secondo Rolling Stone e dal 2008 nella Grammy Hall of Fame.

Ora vi propongo un esperimento (che io ho fatto): mettete su questo disco e chiudete gli occhi… all’improvviso vi troverete catapultati nel 1979, in una discoteca californiana, capelli afro, pantaloni stretti a zampa e bellissime ragazze nere che ballano vicino a voi, luci stroboscopiche e ritmo indiavolato!

Il primo pezzo della serata è Don’t Stop ‘Til You Get Enough, scritto da MJ. Un vero e proprio inno alla danza, con un MJ spensierato che canta e balla per divertirsi e divertire il pubblico, atmosfere dance e r&b si fondono in questo pezzo storico che è una vera e propria opera d’arte! Appena iniziamo a scaldarci arriva Rock with You, scritta da Rod Temperton (lo stesso che scriverà Thriller) che è davvero un concentrato di romanticismo ed eleganza su ritmi r&b che Michael rende ancor più unico con il suo talento innato e con l’esperienza pluriennale con i Jackson 5, in una casa discografica come la Motown che non è proprio una qualunque! È il momento preferito dalle ragazze che impazziscono per MJ, per la sua voce e per la sua classe cristallina.

Proseguiamo con Workin’ Day and Night che vede come special guest un mostro sacro come Paulinho da Costa alle percussioni  in stile afro, su ritmi funky coinvolgenti più che mai. Pezzo quest’ultimo che diventerà ancor più spettacolare durante prima con il Bad Tour poi con il Dangerous Tour, con un arrangiamento di circa 9 minuti di puro funk in cui MJ balla ininterrottamente… esattamente come noi! Ormai siamo caldi e non ci ferma più nessuno! Si arriva così a Get on the Floor, pezzo dance che ha riempito piste da ballo per tutto il periodo degli anni 80 ed è stato ricampionato più volte, così come altri pezzi di quest’album. Un brano che secondo me abbassa un po’ la qualità complessiva dell’album ma ha comunque un ritmo coinvolgente con un basso pauroso che non ci permette neanche un secondo di pausa, ormai siamo preda del funk!

Michael Jackson - Off the Wall

“Off the Wall” – Il capolavoro per eccellenza di MJ.

Si prosegue con la title-track Off the Wall, terzo singolo estratto, che riassume un po’ quella che sarà la filosofia di vita di MJ negli anni a venire: prendere la vita con semplicità anche nelle difficoltà. E lui ci propone di ballare. Per lui la danza è davvero l’unico modo per evadere dal mondo e vivere in pace con se stessi. E noi stiamo ancora ballando… ormai estraniati dal resto del mondo…

Si rallentano i ritmi per riprendere fiato ed energie. It’s the Falling in Love, un pezzo di sicuro poco conosciuto di MJ, che ci regala una performance vocale da gran professionista (e pensare che aveva solo 21 anni) quale era. Il tocco di classe è la presenza di Patti Austin che duetta con Michael rendendo questo frizzante e divertente pezzo ancor più bello.

Break! Con la ballata She’s Out of My Life, pezzo al termine del quale spesso Michael si commuoveva sia nelle sessioni di registrazioni che nei live. Un brano lento e romantico, elegante e morbido, con la voce di MJ che è più delicata del solito e rende questo brano uno dei preferiti dello stesso MJ. Il singolo di She’s Out of My Life vinse il disco d’oro con oltre 500.000 copie vendute! Questo è il momento giusto per stringere la vostra partner e muoversi lentamente con lei, in silenzio…

Ci accingiamo alla fine del viaggio con brani meno conosciuti di Jackson come Girlfriend, ultimo singolo estratto dal disco. La prima collaborazione di MJ con Paul McCartney e rappresenta secondo me il brano peggiore del disco… un po’ fuori posto direi dato che è musicalmente diverso da tutti gli altri. Decisamente pop. Segue I Can’t Help It, scritta da Stevie Wonder. Non entusiasmante ma un ottimo brano riempitivo, nel quale si sente molto l’influenza dello stesso Stevie…

Fine della pausa. Ultimo pezzo dell’album Burn This Disco Out, brano disco music 100% con ritmi indiavolati, sound perfetto ed energia che si diffonde nell’aria «…So DJ spin the sound!». Pezzo ottimo per scatenarsi per gli ultimi 3 minuti e mezzo circa! Non fermatevi! Ma all’improvviso… …Disco finito. Potete riaprire gli occhi. Ora vi renderete conto che sono passati 42 minuti circa e il vostro viaggio nel tempo è appena concluso. Forse siete stanchi… forse sconvolti dall’esperienza…

Ora potete tornare alla vostra vita di tutti i giorni, però date un’ultima controllata ai capelli che fino a poco fa erano afro-style e al vostro abbigliamento che poco prima luccicava! Beh siete effettivamente tornati nel 21° secolo, anno 2011 dove MJ è passato a miglior vita da quasi 2 anni e la musica non sta attraversando un periodo così florido come quello che avete vissuto nella vostra testa fino a poco fa. C’è di bello però che quando ne avete voglia potete sempre mettere su ancora una volta questo disco e tornare a vivere quelle atmosfere in cui il ragazzo prodigo MJ, il più piccolo dei Jackson 5 era agli albori della sua carriera solista e sarebbe diventato di lì a poco una leggenda vivente!

Per approfondire sulla vita di MJ vi rimando al mio articolo:  In Memory of the King of Pop

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3 thoughts on “Michael Jackson – Off the Wall [1979]

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