Gil Scott-Heron Rest in Peace

Gil Scott-Heron

Gil Scott-Heron (1949-2011)

Il mondo della musica e della cultura piange la scomparsa di Gil Scott-Heron, cantante, musicista, poeta ed attivista per i diritti civili, deceduto all’età di 62 anni nel pomeriggio di venerdi 27 maggio a New York.

Gil era tornato sulle scene lo scorso anno con il nuovo album “I’m New Here” che l’aveva portato ad un lungo tour che aveva toccato anche l’Italia. Tra i più grandi esponenti di spoken word, Scott-Heron è altresi considerato uno dei progenitori dell’hip hop.

Nacque a Chicago nel 1949, da Bobbie Scott-Heron, cantante al New York Oratorio Society e da Gil Heron, calciatore di origine giamaicana che passò alla storia per essere stato il primo calciatore nero ad aver giocato nella squadra scozzese del Celtic Glasgow.

Passò i primi anni dell’infanzia nel Tennessee, per trasferirsi poi nel Bronx. Iniziò successivamente gli studi universitari alla Lincoln University in Pennsylvania. La sua carriera musicale ebbe inizio nel 1970, con l’album “Small Talk at 125th & Lenox Ave”, dove si avvalse del contributo di numerosi e prestigiosi artisti jazz, tra cui il co-autore, musicista e produttore Brian Jackson. L’album conteneva anche la prima versione di quello che sarà uno dei suoi brani simbolo The Revolution Will Not Be Televised.

All’album di debutto seguiranno lavori meno influenzati dallo spoken word e più vicini al soul e al jazz, come “Pieces of a Man” e “Free Will”. Nel 1974 Scott-Heron e Brian Jackson realizzarono Winter in America, considerato dalla critica il miglior lavoro dell’artista di Chicago, contenente il classico The Bottle.

Il periodo d’oro di Gil Scott-Heron continuò fino alla metà degli anni ’80, prima di una lunga pausa dalle registrazioni in studio, dovuta anche alla fine del rapporto con l’Arista Records. Scott-Heron continuò comunque ad esibirsi in tour prima del suo ritorno nel 1994 con l’album “Spirits”, disco inciso con la label TVT Records che includeva il brano Message to the Messengers, un pezzo rivolto al mondo della musica hip hop.

Gli anni seguenti, specialmente quelli a cavallo del nuovo millennio, furono difficili per Gil, alle prese con il carcere e problemi di dipendenza dalla droga. Dal 2007 ricominciò ad esibirsi dal vivo e nel 2010 dette alla luce il già citato “I’m New Here”, suo 13esimo album in studio, pubblicato a distanza di ben 16 anni dal precedente.

Tutto questo prima della sua prematura scomparsa, avvenuta pochi giorni fa. Numerosi i tributi dal mondo dell’arte e della musica, tra i tanti le parole di Chuck D, leader dei Public Enemy, su Twitter: “RIP GSH … and we do what we do and how we do because of you”.

GIL SCOTT-HERON REST IN PEACE
(1° aprile 1949 – 27 maggio 2011)

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3 thoughts on “Gil Scott-Heron Rest in Peace

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