Cassandra Wilson live @ Pescara Jazz [15-07-2011]

Cassandra Wilson live @ Pescara Jazz

Un’istantanea della serata.

Trovare le parole, gli aggettivi appropriati, per descrivervi la serata alla quale ho assistito, sarà difficile. Ci proverò.

Nell’ambito della manifestazione jazz più antica d’Italia ovvero Pescara Jazz ho avuto l’onore e il piacere di assistere ad un’esibizione di Cassandra Wilson (della quale credo di essermi innamorato perdutamente, musicalmente parlando), seguita dai grandissimi Manhattan Transfer che hanno entusiasmato il pubblico!

Cassandra Wilson ha avuto fin da giovanissima la passione per la musica, da ragazzina impara a suonare la chitarra e si accorge delle sue incredibili doti canore. Ai tempi della Jackson State University canta in varie cover band fino a quando, all’inizio degli anni 80 si sposta a New York. Qui affina le sue doti già straordinarie prima e, frequentando varie jam sessions sotto la tutela di Sadik Hakim, un allievo di Charlie Parker, incontra il sassofonista Steve Coleman che s’innamora artisticamente di Cassandra e la promuove come voce ufficiale del gruppo del quale è leader, gli M-Base che vinse anche diversi riconoscimenti per l’originalità delle sonorità che proponevano. Dopo gli M-Base e una breve esperienza con un trio d’avanguardia, i New Air, nel 1985 inizia la carriera da solista di Cassandra Wilson con l’album “Point of View” uscito sotto la JMT. Tra la band spunta ancora il nome di Steve Coleman che più tardi diventerà il suo attuale marito.

Dopo varie produzioni e cambi d’etichetta, la Wilson si trasferisce presso l’etichetta jazz per eccellenza, la Blue Note Records per la quale pubblicherà album per 10 anni circa tra i quali spuntano capolavori come “Blue Light ‘Til Dawn” (1993), “New Moon Daughter” (1996), “Traveling Miles” (1999), album tributo al suo grande amico Miles Davis. Degni di nota sono anche lavori come “Belly of the Sun” (2002), “Loverly” (2008) e l’ultimo album finora ovvero “Silver Pony” (2010).

La bellezza di questi lavori non sta tanto nel talento straripante di Cassandra, quanto nell’originalità degli arrangiamenti, nelle sperimentazioni e nelle reinterpretazioni di grandi classici (Waters of March (Aguas de Março), in “Belly of the Sun”; Harvest Moon in “New Moon Daughter”).

Ma veniamo alla mia serata. Cassandra Wilson entra in scena e si presenta all’anfiteatro Gabriele D’Annunzio accompagnata dalla sua band in abito lungo blu e col suo passo felpato ha salutato il pubblico e ha iniziato il “viaggio” proponendo alcuni pezzi tratti da “Silver Pony”, tra cui Forty Days & Forty Nights e Saddle Up My Pony, con un’introduzione a dir poco spettacolare della band in particolare del chitarrista Marvin Sewell che dialogava con l’armonicista Gregorie Maret in modo sorprendente. Vi ho parlato di viaggio perché ascoltare un concerto di Cassandra Wilson è come fare un viaggio intorno al mondo della musica: si passa da sonorità blues, country a pezzi dal ritmo afro-latino nei quali si è scatenato il percussionista africano Ayodola Babalola, fino ai brani del periodo Blue Note, spesso con la sola voce di Cassandra e la seconda chitarra, quella di Brandon Ross.

E quindi via con le melodie di “New Moon Daughter” fino a You Don’t Know What Love Is tratto da “Blue Light ‘Til Dawn” alla fine del quale mi sono sciolto completamente… Trascinato dalla voce di Cassandra, dolce e flessibile dalla profonda sonorità blues, come le sue radici, mi sono ritrovato in un mondo parallelo, dove una voce inconfondibile mi guidava lungo il percorso. Dopo quasi un’ora e mezza di raffinatissima musica, Cassandra Wilson chiude il concerto con St. James Infirmary, tratta da “Loverly”.

Magiche atmosfere notturne, riletture di brani pop superbamente riarrangiate in chiave jazz e composizioni originali, musica di classe, scandita dallo strumento principale, ovvero la voce di Cassandra Wilson e accompagnata da alcuni dei migliori musicisti del jazz contemporaneo tra i quali (ci tengo a menzionarli tutti) il contrabbassista Lonnie Plaxico e il batterista Johnathan Blake.

Non so se sono riuscito a trasmettervi ciò che ho provato quella sera, di sicuro non è sufficiente per comprendere la grandezza di un’artista come la Wilson, allora fatevi un favore: se ne avrete l’opportunità non perdetevela per nessun motivo!

Di seguito due momenti della serata…

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7 thoughts on “Cassandra Wilson live @ Pescara Jazz [15-07-2011]

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