Incognito live @ Blue Note, Milano [20-01-2012]

Bluey of Incognito

Jean-Paul “Bluey” Maunick, leader e fondatore degli Incognito.

Grande successo per la quattro giorni milanese degli Incognito, che ha visto la celebre band jazz/funk britannica tenere ben otto concerti, due per serata, da mercoledì 18 a sabato 21 gennaio, in quello che è il tempio della musica jazz in Italia, il Blue Note di Milano.

Il gruppo, pioniere di quella scena che ad inizio anni ’90 venne denominata acid jazz, ha raccolto ben 7 sold-out su 8 concerti, ottenendo come sempre in Italia un grande successo di pubblico!

Formatasi nel 1979, la band capitanata da Jean-Paul “Bluey” Maunick (chitarrista, anima e mente del gruppo) ha pubblicato, in oltre 30 anni di carriera, 14 album in studio, oltre a 2 dischi live ed una notevole serie di raccolte, alternando nella propria line-up decine di musicisti e cantanti, sempre di altissimo spessore.

Oltre a Bluey, la band presente sul palco del Blue Note era composta da Matt Cooper (tastiere), Francis Hylton (basso), Pete Ray Biggin (batteria), João Caetano (percussioni), James Anderson (sax), Sid Gauld (tromba), Alistair White (trombone), Vanessa Haynes, Imaani e Mo Brandis (vocals).

In particolar modo vi parlerò del live show di venerdì, il primo della serata, a cui ho avuto il grande piacere di assistere. Il concerto si è aperto con una bella intro strumentale carica di groove, che ha introdotto il giovane Mo Brandis, la più recente new entry nella famiglia degli Incognito.

Mo Brandis, singer tedesco cresciuto in Swaziland e dotato di una voce particolarmente soulful, ci ha deliziato con un’ottima versione di Who Needs Love, title-track dell’omonimo album del 2002, che ha riscaldato a dovere il pubblico del Blue Note.

Incognito

Le cover di alcuni dei migliori album incisi in carriera dagli Incognito.

A seguire ecco l’ingresso delle splendide e bravissime Vanessa Haynes ed Imaani, ormai da diversi anni negli Incognito, in particolar modo quest’ultima. Il secondo brano proposto, cantanto da Vanessa Haynes, è Roots (Back to a Way of Life), un classico estratto da “100° and Rising”, album del 1995 che personalmente ritengo ad oggi il loro miglior lavoro.

La scaletta della serata di venerdì, che presumo sia simile a quella delle altre serate, alterna alcuni dei più grandi successi firmati Incognito a qualche brano tratto dal loro ultimo album, Transatlantic R.P.M.… si passa quindi da una superba e coinvolgente versione di N.O.T., cantata da Imaani, alla deliziosa 1975, interpretata da Vanessa Haynes, di cui potete apprezzare più sotto il videoclip ufficiale della relativa esibizione.

Tra gli altri brani proposti troviamo Talkin’ Loud, Pieces of a Dream, Expresso Madureira, Reach Out, Everyday, Parisienne Girl e la cover di As, classico di sua maestà Stevie Wonder. Ultimo brano in scaletta la hit Always There, brano contenuto nel secondo album del gruppo “Inside Life”, del 1991.

Prima del commiato della band dal pubblico del Blue Note, spazio ad una doverosa e simpatica presentazione finale dei singoli componenti degli Incognito, in cui Bluey ha elencato le varie origini di ogni membro, sottolineando la commistione di culture e la multietnicità del gruppo, non a caso soprannominato dalla stesso Bluey “United Nations of Incognito”. Infine il saluto alla platea sulle note di One Love, indimenticato brano di Bob Marley, che ha chiuso formalmente il concerto.

Un’ora e mezza densa di grande musica, in cui ogni singolo musicista e cantante è salito alla ribalta, con il giusto e meritato spazio. Non sono mancati i momenti strumentali e gli assoli, oltre ad un Bluey sempre molto attento al dialogo con il pubblico. News di non poco conto, giunta direttamente dal leader degli Incognito, è l’imminente uscita del nuovo album della band, che dovrebbe veder la luce verso il mese di aprile.

Per il sottoscritto, che segue con passione gli Incognito fin dai primi anni ’90, è stata una serata indimenticabile, un’emozione che mi porterò a lungo nel cuore. La passione e la gioia nel fare musica da parte di Bluey e soci è a dir poco coinvolgente ed, insieme alla capacità di evolversi e rinnovarsi pur rimanendo fedele al proprio stile, è probabilmente il segreto del successo e della longevità di questo progetto.

Piccola nota a margine da segnalare, è stata la presenza di Mario Biondi, special guest a sorpresa nelle serate di giovedì e sabato, che ha eseguito in duetto con Vanessa Haynes Lowdown, brano incluso nell’ultimo album degli Incognito e cover di un pezzo del 1976 di Boz Scaggs.

Per le foto, vi segnalo la pagina Flickr del fotografo Sergione Infuso, che ha realizzato un notevole set di bellissime foto durante la serata di giovedì 19. Dulcis in fundo, vi lascio anche uno splendido cortometraggio ufficiale, edito da Mo Brandis, che ci mostra il meglio della 4 giorni milanese degli Incognito.

Se volete rivivere, seppur parzialmente, le emozioni di queste fantastiche serate al Blue Note, la visione è assolutamente consigliata! Check it out!

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