Wayne Shorter Quartet & Enrico Rava in “We Want Michael!” live @ Pescara Jazz [15-07-2012]

Wayne Shorter Quartet live @ Pescara Jazz

Un’istantanea della performance del Wayne Shorter Quarter. Photo by Yayo ©

L’ultima delle mie tre serate di Pescara Jazz è iniziata (un po’ in ritardo) con grandi aspettative. Ero al Teatro D’Annunzio per assistere ad un concerto di Wayne Shorter, una delle leggende viventi della storia del jazz. Basti pensare che alla sua veneranda età (classe 1933) ha ancora energie da vendere, dopo aver passato più di 50 anni a suonare il suo sassofono in ogni angolo della Terra.

Perché Wayne Shorter è un mito? La risposta sta nel fatto che durante la sua carriera ha fatto parte dei Jazz Messengers di Art Blakey, ha suonato nel quintetto di Miles Davis per circa sei anni, periodo nel quale gli orizzonti musicali di Shorter si allargano notevolmente per via della forte influenza artistica del “monarca jazz”. Ha avuto l’onore di suonare nel “Second Great Quintet”, il secondo quintetto più importante secondo Miles Davis che vedeva tra gli altri anche Herbie Hancock.

Nel 1971 insieme a Joe Zawinul e Miroslav Vitous, fonda i Weather Report, gruppo ecclettico, unico nel suo genere, perfetto per una mente libera come Wayne Shorter. E anche con i Weather Report scrive pagine di storia, pubblicando album storici come “Heavy Weather” o “Black Market”. Un gruppo dallo stile inconfondibile, non classificabile, secondo chi vi scrive, in un genere preciso.

Le sonorità spaziavano dal jazz al funk, dal soul al blues, con non poche contaminazioni di rock e world music. Insomma una mega “fusion” perfetta per Wayne Shorter e il suo genio musicale senza freni. Lo stesso Miles Davis considerava Wayne Shorter un maestro, con grande personalità e stile, secondo solo a John Coltrane.

Nel corso degli anni ha collaborato con gente come Herbie Hancock, Donald Byrd, McCoy Tyner, Freddie Hubbard, Lee Morgan ma anche Joni Mitchell, Carlos Santana e molti altri.

Da circa dieci anni e in formazione stabile con il batterista Brian Blade, John Patitucci al contrabbasso e Danilo Perez al pianoforte. Identica la formazione al Teatro D’Annunzio. Il quartetto si presenta sul palco e dopo un breve riscaldamento inizia il “viaggio” con il jazz di Wayne Shorter. Lunghissime improvvisazioni con molti richiami a diversi capolavori storici tra i quali sono riuscito a distinguere chiaramente una reinterpretazione di The Girl from Ipanema. Performance che ha evocato molto lo stile hard-bop del “periodo davisiano” quando attorno ad una composizione, apparentemente incompleta o troppo corta, i componenti del gruppo improvvisano alla grande tenendo sempre come riferimento la stessa armonia della composizione primaria. Il quartetto va avanti per circa un’ora e un quarto senza interruzioni, le uniche pause sono semplicemente parte della composizione, tipico elemento dello stile di Shorter. Eccentrico, geniale, a volte appare quasi irritato, ma in realtà è l’energia trasmessa da quel magico strumento e dal virtuosismo di John Patitucci, grandissimo, e del resto della band. Finale di concerto, Il quartetto raccoglie gli applausi ed esce di scena…

Enrico Rava in "We Want Michael!" live @ Pescara Jazz

La band di Enrico Rava, protagonista del tour “We Want Michael!” imperdibile! Photo by Yayo ©

Breve pausa e via, si riparte con la band di Enrico Rava composta da 12 elementi di vari ottoni, percussioni, basso e chitarra. La serata di Rava fa parte del suo tour “We Want Michael!”. Un’originale rivisitazione di alcuni brani della lunga carriera di Michael Jackson. Genio assoluto, forse MJ è stato troppo spesso snobbato dalla critica più oltranzista e dai jazzofili puri. Ma Enrico Rava dimostra col suo progetto che la musica del Re del Pop va ben oltre le classifiche pop/r&b. Gli arrangiamenti curati da Mauro Ottolini sono assolutamente originali e composti, seppur fedeli allo stile di Jackson. Si parte con una straordinaria versione di Stranger in Moscow, da brividi. Si capisce subito che non siamo di fronte a semplici cover.

A seguire They Don’t Care About Us nella quale il sestetto di fiati si esalta e nella parte centrale del brano, all’improvviso poi ci si immerge in uno spettacolare quanto inaspettato reggae, non so se improvvisato o facente parte della partitura. Finale in crescendo con assoli di sax e trombe che entusiasmano l’intera platea. Zero pause e subito un lungo solo con il grande percussionista Ernesto Lopez Maturel che introduce la splendida Thriller. Rava è lì che con la sua tromba sostituisce la voce di Michael. Vi giuro che mi è venuta la pelle d’oca…

Continua la scaletta con Smile, canzone basata su un tema strumentale usato nella colonna sonora della pellicola di Charlie Chaplin “Modern Times” del 1936, anche qui, sorpresa, ci si ritrova in un’atmosfera swing-jazz di pura classe. Un (non so quanto vero) fuori programma con Dario Deidda che regala un’inedita I Just Can’t Stop Loving You eseguita solo esclusivamente con il basso. Pubblico sorpreso, apprezza e accompagna con le mani. Senza respirare un attimo, il giro di basso si trasforma nell’intro di Smooth Criminal, pezzo decisamente più energico che mette in luce tutto il talento della band di Enrico Rava, con un finale indimenticabile! Momento di riposo, ora è Giovanni Guidi a introdurre Little Susie, brano meno conosciuto di MJ, che scandisce uno dei momenti più emozionanti della serata.

Sonorità psichedeliche ci riportano agli anni 60, con Blood on the Dance Floor, completamente rivisitata in chiave funk/jazz, molto più dell’originale. Non manca l’aspetto rock di MJ con Privacy, brano tratto dal forse troppo sottovalutato album “Invincible”. Fine della performance con Rava che concede il bis al pubblico del D’Annunzio regalando la splendida Another Part of Me, con un arrangiamento 80’s molto trascinante. La serata si conclude tra gli applausi intensi e il pubblico in piedi che apprezza soddisfatto la performance.

Enrico Rava ha definito MJ un perfezionista ed è per questo che crede molto in questo suo nuovo progetto che lo porterà in giro per i teatri italiani a proporre “We Want Michael!”, tra l’altro è di recente uscita “Rava on the Dance Floor”, disco che raccoglie alcuni dei brani che la band ha rivisitato, registrato live all’Auditorium Parco della Musica di Roma. Il suggerimento che posso darvi è uno: se amate il jazz e la musica di MJ, e avrete la possibilità di assistere ad un concerto di questo tour, non perdetelo per nessun motivo!

Di seguito vi propongo due momenti della performance di Rava, non ho potuto fare nessun video a Wayne Shorter a causa dei divieti imposti dalla direzione del Pescara Jazz su desiderio dell’artista.

Buona Musica!

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