Chet Baker – Chet [1959]

Chet Baker

Chet Baker.

Chet Baker è stato uno dei più importanti trombettisti jazz del secolo scorso. Il suo stile è profondamente riconoscibile, vicino a quella corrente musicale chiamata cool jazz; quindi atmosfere rilassate, sonorità morbide, delicate, mai eccessive; Miles Davis è stato uno dei principali precursori di questo genere, anche se poi, negli anni successivi, si è spostato continuamente nella direzione di nuove sperimentazioni, del tutto diverse fra loro e molto lontane delle origini. Invece Chet Baker è sempre rimasto fedele al proprio stile, a tal punto da essere uno dei personaggi più rappresentativi di questo genere.

Chet Baker, nei primi anni di carriera, nella prima metà degli anni ’50, lavora a fianco di importanti musicisti come Charlie Parker e Gerry Mulligan,  e successivamente, distintosi per le sue grandi capacità espressive e la sua musicalità, inizia ad incidere anche album a suo nome, collaborando ancora con diversi altri noti artisti dell’epoca. Quindi il suo stile si cristallizza subito in quella forma che tutti conosciamo, e che trova la sua massima espressione nei tantissimi dischi realizzati nella lunga carriera.

La sua vita è caratterizzata da problemi di varia natura, causati principalmente dal frequente uso di eroina, di cui abusava già negli anni ’50; durante i suoi viaggi in Europa, viene più volte arrestato per spaccio di droga, e addirittura, negli anni ’60, trascorre un intero anno nel carcere di Lucca. Numerose sono le risse violente in cui viene coinvolto, e questi episodi contribuisco al suo deperimento fisico e psicologico. Negli ultimi anni di carriera risiede stabilmente in Europa, e continua ad incidere album, talvolta anche come cantante, ma il declino ormai è inesorabile. Muore nel maggio del 1988, dopo essere caduto da una finestra del Prins Hendrik Hotel di Amsterdam; le cause dell’incidente non sono mai state chiarite, ma nella sua camera sono state rinvenute notevoli quantità di droga. La targa posta come memoria, all’esterno dell’albergo, recita: Trumpet player and singer Chet Baker died here on May 13th 1988. He will live on in his music for anyone willing to listen and feel. Ed è proprio quello che vorrei fare, presentandovi uno dei suoi bellissimi album; in particolare, oggi vorrei parlarvi dell’album “Chet”, pubblicato nel 1959 per l’etichetta Riverside.

Chet Baker

Chet Baker. Photo by Deborah Feingold/Corbis ©

Basta vedere i musicisti che partecipano a questa registrazione, accanto a Chet Baker, per rendersi conto che siamo di fronte ad un disco importante; Bill Evans è il pianista d’eccezione di questa formazione, ma anche tutti gli altri meritano di essere ricordati: Pepper Adams al sassofono; Herbie Mann al flauto; Kenny Burrell alla chitarra; Paul Chambers al basso; Connie Kay e Philly Joe Jones alla batteria. Malgrado non sia una formazione così ridotta come in altri album di Chet Baker, il sound generale è totalmente delicato e pacato, molto molto d’atmosfera.

Ascoltando questo disco, quello che possiamo immaginare è di trovarsi in un piccolo jazz club, in qualche via secondaria di New York, con poche persone, in compagnia di una bevanda calda, mentre fuori magari è freddo o nevica. Ecco, questo tipo di atmosfera è proprio quella evocata dalla musica contenuta in questo album, e più in generale dalla maggior parte delle produzioni di Chet Baker; tutto è assolutamente avvolto da un alone di delicatezza, di sobrietà, di eleganza; c’è poco spazio per gli eccessi, ma ogni nota è totalmente controllata, voluta, sofferta.

Chet Baker - Chet

La copertina di “Chet”.

La tromba di Chet Baker è lo strumento leader della formazione, ma tutti gli altri musicisti sono ugualmente protagonisti della performance. Si viene a creare un tutt’uno omogeneo, dove ogni strumento esiste in funzione degli altri, ed è ad essi complementare. Ogni brano è un piccolo capolavoro. Bellissimi standard senza tempo, proposti in versioni assolutamente indimenticabili. La bellissima apertura di Alone Together ci fa immergere nell’atmosfera del disco; Chet Baker alla tromba e Pepper Adams al sassofono si alternano magicamente in splendidi assoli, durante i quali tutto il resto sembra scomparire; le splendide It Never Entered My Mind e September Song sono un trionfo di eleganza e delicatezza, dove la tromba di Chet Baker duetta magicamente con la chitarra di Kenny Burrell, senza l’accompagnamento del pianoforte sullo sfondo; è impossibile non rimanere incantati da queste performance.

Nella meravigliosa ‘Tis Autumn, l’assolo finale di Chet Baker ci porta letteralmente in un altro mondo, e ci introduce ad un altro bellissimo brano, If You Could See Me Now; qui troviamo ancora un delicato duetto tra Chet Baker e Pepper Adams, mentre la magia di Bill Evans si avverte, si percepisce sullo sfondo; sembra un vero dialogo fra questi eccelsi musicisti, dove ogni nota è meticolosamente inserita al posto giusto, senza sbavature o eccessi, ma dove tutto è avvolto da questa magica ed intima atmosfera. In How High the Moon i ritmi sono lievemente ed insolitamente più accesi, mentre in You’d Be So Nice to Come Home To e Time on My Hands (You in My Arms) le atmosfere si fanno nuovamente più pacate e rilassate; queste due ultime canzoni fanno letteralmente venire i brividi, tanta è l’intensità e l’espressività con cui vengono eseguite.

Avviandosi verso la conclusione dell’album, troviamo una bellissima versione di You and the Night and the Music, mentre la conclusiva Early Morning Mood contiene un’alternanza di splendidi assoli, tra cui rimane impresso quello del contrabbassista Paul Chambers, che ci accompagna, in completa solitudine, nei minuti finali della canzone. Atmosfere delicate, rilassate, soffuse; questo è ciò in cui siamo immersi ascoltando questo album.

Di seguito alcuni brani tratti da “Chet”.

tracklist:

  1. Alone Together
  2. How High the Moon
  3. It Never Entered My Mind
  4. ‘Tis Autumn
  5. If You Could See Me Now
  6. September Song
  7. You’d Be So Nice To Come Home To
  8. Time on My Hands (You in My Arms)
  9. You and the Night and the Music
  10. Early Morning Mood (bonus track)

anno: 1959
label: Riverside Records

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