Crooklyn [1994]

Crooklyn

“Crooklyn”, film del 1994 del celebre regista Spike Lee.

La carriera cinematografica, ormai trentennale, di Spike Lee è ricca di capolavori, dall’indimenticato “Do the Right Thing” (1989) a “Mo’ Better Blues” (1990), da “Malcolm X” (1992) a He Got Game (1998), solo per citare alcuni dei film che hanno reso il regista di Brooklyn un’icona tra gli amanti del cinema.

C’è però un film che probabilmente non rappresenta una delle sue opere più famose, né uno dei suoi film di maggior successo al botteghino, ma che reputo una delle opere più belle e toccanti di Spike. Sto parlando di “Crooklyn”, film datato 1994 di cui voglio parlarvi quest’oggi, ampliando il discorso anche alla splendida colonna sonora.

“Crooklyn”, il cui titolo è un gioco di parole tra Brooklyn, uno dei cinque borough di New York, e “crook”, termine che in inglese sta ad indicare “ladro, truffatore”, è un film semi-autobiografico sull’infanzia di Spike Lee e della sua famiglia, scritto dalla sorella e dal fratello di Spike, ovvero Joie (ammirata più volte nei film del fratello) e Cinqué.

Della regia di “Crooklyn”, nelle intenzioni di Joie e Cinqué, avrebbe dovuto occuparsene la stessa Joie, ma una volta letta la sceneggiatura Spike se ne innamorò e si convinse a girare il film in prima persona.

Il film è ambientato a Brooklyn negli anni ’70 e narra la vita di una famiglia afro-americana, composta dal padre Woody Carmichael (Delroy Lindo), dalla madre Carolyn (Alfre Woodard) e dai figli Clinton (Carlton Williams), Wendell (Sharif Rashed), Joseph (Tse-Mach Washington), Nate (Christopher Knowings) e Troy (Zelda Harris), l’unica figlia femmina della famiglia Carmichael. Proprio la piccola Troy è la protagonista principale del film.

Woody Carmichael è un musicista e compositore jazz che non accetta compromessi nel realizzare la sua musica, evitando così di produrre musica commerciale e di basso livello, che tuttavia probabilmente garantirebbe maggiori entrate economiche per la famiglia. La moglie Carolyn, di professione insegnante, è la vera capofamiglia e dal proprio lavoro dipendono la maggior parte delle entrate destinate alla casa e ai suoi cinque bambini.

Crooklyn - Zelda Harris

La piccola Zelda Harris, nei panni di Troy Carmichael, protagonista del film.

Troy, quarta di cinque figli, ha solo 9 anni ma nella sua innocenza è già una piccola donna che si occupa anche dei fratelli, in particolare di Joseph, il più piccolo della famiglia. La vita di Troy e dei suoi fratelli, nonostante le difficoltà economiche, si svolge come quella di molti loro coetanei, tra giochi all’aperto con i bambini del quartiere, la scuola e la visione della televisione, che è spesso oggetto di contesa tra i bambini e la signora Carolyn, sempre attenta che i suoi figli non esagerino.

In alcuni spezzoni del film possiamo notare la visione di cartoni e film tv dell’epoca, nonché del mitico Soul Train, programma musicale creato e condotto da Don Cornelius che ha rappresentato un’epoca per la comunità afro-americana.

Il quartiere vede alternarsi anche le vicende di altri singolari personaggi come Tommy La La (José Zuniga), il vicino canterino della famiglia Carmichael, Tony Eyes (David Patrick Kelly), un vicino poco avvezzo alla pulizia della propria casa, e Snuffy e Mano Destra (Right Hand Man, per via della mano sinistra amputata), interpretati dallo stesso Spike e da N. Jeremy Duri, due tossici che abusano di colla da sniffare e spaventano costantemente Troy e gli altri ragazzini.

Nella famiglia Carmichael c’è qualche incompresione di troppo tra Woody e Carolyn, genitori amorevoli, ma che devono fare costantemente i conti con le ristrettezze economiche della famiglia, finché i problemi tra i coniugi si risolvono, anche grazie alla mediazione della piccola Troy. Con l’arrivo dell’estate Troy viene mandata in vacanza nel sud degli States dalla zia Song e dallo zio Clem, che hanno una figlia, Viola, di qualche anno più grande di Troy. Dopo un’iniziale antipatia, dovuta ad abitudini e modi di essere differenti, Viola e Troy instaureranno una bella amicizia che caratterizzerà il soggiorno di quest’ultima, nonostante la presenza della zia Song, una signora esageratamente religiosa e troppo attenta ad uniformarsi alle famiglie bianche, che tenterà di cambiare il modo di essere e di apparire di Troy.

Crooklyn - Famiglia Carmichael

La famiglia Carmichael riunita intorno al tavolo.

In seguito al difficile rapporto con la zia Song, Troy chiederà di essere rimandata a casa ma al suo arrivo a Brooklyn, troverà una cattiva notizia, le cattive condizioni di salute della madre Carolyn, malata di cancro e costretta a rimanere in ospedale. Con la morte della mamma Troy si farà ancora maggior carico di responsabilità in famiglia, aiutando e stando vicina al papà e ai suoi quattro fratelli.

“Crooklyn” è un film che mostra una sorprendente tenerezza in Spike Lee, pur senza risultare sdolcinato. Un film a tratti ironico ma con una forte intimità e un velo di nostalgia verso tempi ormai passati. Un lungometraggio che non manca anche di lanciare messaggi forti contro gli stereotipi all’interno della comunità afro-americana.

Da sottolineare l’interpretazione di Zelda Harris, nei panni della piccola Troy Carmichael, che nonostante la giovanissima età (9 anni, proprio come il suo personaggio), è capace di una performance superlativa. Per Zelda si trattava del primo ruolo cinematografico, dopo alcuni piccoli ruoli televisivi (tra cui “Sesame Street”, varietà per bambini noto per la partecipazione dei celebri Muppets); un’interpretazione che sembrò delineare per lei un promettente avvenire cinematografico. Tuttavia dopo altri ruoli minori, tra cui “The Baby-Sitters Club” e “He Got Game”, nei panni di Mary Shuttlesworth, sorella del protagonista Jesus (Ray Allen), Zelda si ritirò dalla carriera di attrice nei primi anni 2000, per concentrarsi con successo negli studi, conseguendo la laurea alla prestigiosa università Princeton.

Come ogni film di Spike Lee, anche la colonna sonora è di alto livello. Quella di “Crooklyn” rappresenta una grandiosa selezione di  black music di fine anni ’60 / primi anni ’70. La soundtrack è divisa in due volumi, usciti separatamente e composti da 14 tracce ciascuno.

Il primo volume, il più venduto, contiene 12 classici di artisti immensi, tra cui Curtis Mayfield, Sly & the Family Stone e Jackson 5, più 2 inediti registrati appositamente per la soundtrack. Il primo inedito, che è anche il brano d’apertura dell’album, è la title-track Crooklyn e porta la firma dei Crooklyn Dodgers, nome dietro cui si cela un vero e proprio supergruppo hip hop. A far parte dei Crooklyn Dodgers, troviamo 3 MCs originari di Brooklyn, che rispondono ai nomi di Buckshot (leader di Black Moon e Boot Camp Clik), Masta Ace e Special Ed. Tre rapper che rappresentano il meglio della scena hip hop newyorkese. Il brano, prodotto da un altro grande come Q-Tip di A Tribe Called Quest, è l’unico pezzo hip hop della soundtrack e nonostante potrebbe sembrare fuori contesto, lega straordinariamente bene con il resto della soundtrack, rendendo tributo a Brooklyn con una traccia che è senza dubbio una delle più belle della “golden age” del rap.

Crooklyn - Zelda Harris & Delroy Lindo

Zelda Harris e Delroy Lindo in una scena del film.

Il nome Crooklyn Dodgers deriva da Crooklyn (di cui ho spiegato ad inizio articolo il significato) e Dodgers; i Brooklyn Dodgers sono stati una gloriosa squadra della Major League di baseball, attiva dal 1884 al 1957 e vincitrice del titolo nel 1955, nel derby contro i NY Yankees. I Dodgers passarono alla storia anche per essere stata la prima squadra a schierare, durante una partita di Major League del 1947, un giocatore afro-americano, il leggendario Jackie Robinson. Il connubio Brooklyn e Dodgers terminò nel 1957 quando il proprietario della franchigia decise di far traslocare la squadra a Los Angeles, dove si trova tuttora. Nel video di Crooklyn troviamo anche 2 eccellenze sportive native di Brooklyn, due vere e proprie icone come Mike Tyson e Michael Jordan, insieme ad immagini di repertorio di Jackie Robinson e dei Brooklyn Dodgers.

L’altro inedito della soundtrack è People Make the World Go Round, brano firmato dalla splendida voce di Marc Dorsey e cover dell’omonimo pezzo del 1972 degli Stylistics. La versione di Marc Dorsey non stravolge l’originale, mantenendo una certa fedeltà, ma al tempo stesso riesce a dare a People Make the World Go Round un sapore neo soul, risultando toccante e di altissimo livello. Marc Dorsey è uno dei cantanti r&b/soul più sottovalutati degli ultimi 20 anni, dotato di una voce e un talento assoluto, che tuttavia le logiche di mercato delle major hanno tenuto lontano da un meritato successo, portandolo ad incidere un unico album, “Crave” nel 1999.

A completare il “Volume 1” troviamo altri 12 brani, come dicevo tutti datati fine anni ’60 / inizio anni ’70. Si va da Pusherman di Curtis Mayfield (tratto da un’altra soundtrack, quella di “Super Fly”) ad Everyday People, uno dei brani più conosciuti di Sly & the Family Stone, passando per Respect Yourself del gruppo r&b/gospel degli Staple Singers e Thin Line Between Love and Hate, splendida ballata dei Persuaders (ripresa nel 1996 dagli H-Town). Non potevano mancare, in una selezione anni ’70 che si rispetti, anche i fratelli Jackson, qui con uno dei loro primi brani, ABC.

A far la parte del leone nella soundtrack troviamo altre due slow jams storiche, come Mighty Love degli Spinners e Oh Girl degli Chi-Lites, due ballate letteralmente da pelle d’oca. Impossibile poi non citare il tocco funk dei JB’s con Pass the Peas e le influenze latine di Joe Cuba e la sua El Pito (I’ll Never Go Back to Georgia).

Nel “Volume 2” non troviamo nessun inedito ma altri 14 classici dell’epoca e alcuni nomi che hanno già trovato spazio nel primo volume, tra cui Sly & the Family Stone, Jackson 5 e Staple Singers. Presente nuovamente il brano People Make the World Go Round, questa volta nella versione originale degli Stylistics (nel vol. 2 anche con un secondo brano, I’m Stone in Love with You). Completano l’opera ulteriori artisti simbolo della black music, icone come Stevie Wonder con la sua Signed, Sealed, Delivered I’m Yours, James Brown con l’irresistibile Soul Power e Isaac Hayes con l’evergreen Theme from Shaft. Altre chicche sono la bellissima Soul Makossa del sassofonista camerunese Manu DiBango, brano che ha segnato un’epoca e ha influenzato decine di artisti, e Bra del gruppo funk britannico dei Cymande.

Una soundtrack davvero di alto profilo, in entrambi i suoi volumi! Disco assolutamente consigliato, sia per gli amanti del genere che per chi avesse poca dimistichezza con il sound della black music degli anni ’60 e ’70; questi due volumi di “Crooklyn” potrebbero essere un ottimo inizio per approfondire la conoscenza… e come diceva sempre Don Cornelius «…we wish you love, peace and soul!»

Crooklyn: Music from the Motion Picture, Volume 1

tracklist:

  1. Crooklyn Dodgers Crooklyn
  2. The Staple Singers Respect Yourself
  3. Sly & the Family Stone Everyday People
  4. Curtis Mayfield Pusherman
  5. The Persuaders Thin Line Between Love and Hate
  6. Joe Cuba El Pito (I’ll Never Go Back to Georgia)
  7. The Jackson 5 ABC
  8. The Chi-Lites Oh Girl
  9. The Spinners Mighty Love
  10. Jean Knight Mr. Big Stuff
  11. The Five Stairsteps Ooh, Child
  12. The JB’s Pass the Peas
  13. The Chambers Brothers Time Has Come Today
  14. Marc Dorsey People Make the World Go Round

Crooklyn: Music from the Motion Picture, Volume 2

tracklist:

  1. The Stylistics People Make the World Go Round
  2. Stevie Wonder Signed, Sealed, Delivered I’m Yours
  3. Cymande Bra
  4. The Stylistics I’m Stone in Love with You
  5. Sly & the Family Stone Everybody Is a Star
  6. The Jackson 5 Never Can Say Goodbye
  7. James Brown Soul Power
  8. Manu Dibango Soul Makossa
  9. The Delfonics La La (Means I Love You)
  10. The Staple Singers I’ll Take You There
  11. Eddie Palmieri Puerto Rico
  12. Isaac Hayes Theme from Shaft
  13. Smokey Robinson & the Miracles The Tears of a Clown
  14. Johnny Nash – I Can See Clearly Now

anno: 1994
label: MCA Records

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6 thoughts on “Crooklyn [1994]

  1. Uno dei miei film preferiti di Spike Lee!
    La colonna sonora poi… una raccolta di grandi capolavori… alcuni vere e proprie pietre miliari della black music!

    Mi piace

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