Kendrick Lamar live @ Magazzini Generali, Milano [19-02-2013]

Kendrick Lamar

Kendrick Lamar, nuova stella della musica hip hop. Photo by Ben Miller, leveledmag.com ©

Il nuovo fenomeno dell’hip hop mondiale risponde al nome del 25enne rapper californiano Kendrick Lamar.

Kendrick, con la sua abilità ed il suo talento, ha saputo in questi ultimi anni attirare l’attenzione degli amanti dell’hip hop, guadagnandosi il rispetto di colleghi e addetti ai lavori e facendo breccia nel cuore di molti appassionati.

Lo scorso martedì 19 febbraio, nell’ambito del suo tour mondiale di promozione a “good kid, m.A.A.d city”, Kendrick è giunto a Milano, in occasione di quella che ha rappresentato la sua unica data live italiana.

Prima di parlarvi del concerto, a cui ho avuto il piacere di assistere, ripercorriamo insieme le fasi salienti della carriera artistica dell’astro nascente del rap.

Kendrick nasce nel 1987 a Compton, cittadina situata nella contea di Los Angeles, conosciuta ai più per motivi legati alla criminalità ma anche terra natale di grandi rapper, tra cui Coolio, DJ Quik, The Game, Compton’s Most Wanted, ed ovviamente il gruppo che più di ogni altro ha reso popolare il gangsta rap, gli N.W.A. (Dr. Dre, Eazy-E, Ice Cube, DJ Yella, MC Ren e inizialmente Arabian Prince).

Cresciuto nel mito di Tupac Shakur, Kendrick, con il nome d’arte K-Dot, incide nel 2003, a soli sedici anni, il suo primo mixtape “Youngest Head Nigga in Charge”. Il mixtape, oltre a rappresentare il primo vagito musicale di Lamar, permette al giovane rapper di farsi notare dalla label indipendente Top Dawg Entertainment che lo mette sotto contratto.

Dopo “Training Day”, mixtape datato 2005, il rapper di Compton ha l’occasione di collaborare con The Game per due tracce, The Cypha e Cali Niggaz e successivamente realizza insieme a Jay Rock il mixtape “No Sleep ‘Til NYC”. Dopo un nuovo mixtape, il quarto in carriera intitolato non a caso “C4”, Kendrick abbandona il nome d’arte K-Dot per utilizzare il suo nome reale. Il 2009 è forse l’anno della svolta, grazie al suo primo ed omonimo EP e alla formazione del supergruppo Black Hippy, di cui Kendrick è uno dei membri con i colleghi Jay Rock, Ab-Soul e Schoolboy Q.

Un nuovo mixtape “Overly Dedicated”, guidato dal brano Ignorance Is Bliss, attira l’attenzione del grande produttore e rapper Dr. Dre. Così, dopo essersi costruito una solida reputazione con ben 5 mixtape e un EP, Kendrick incide finalmente il suo primo album in studio, sempre la Top Dawg. Il disco intitolato “Section.80”, ottiene un grande successo di critica ed è anticipato dal singolone HiiiPoWeR, prodotto da J. Cole. Significativa della personalità del rapper di Compton una sua citazione, che appare all’inizio del video di HiiiPoWeR:

«I wrote “Section.80” because I was ordered to do so. You’ll never understand my life and my world. Have you ever seen a new born baby kill a man? Kendrick Lamar. The very next scene is a visual of me with the eyes of a 6 year old. My mother told me to keep this outtake because it said who I was. An infant looking for answers. Will you forgive me, twice? Probly not. I watch this video and reminise on that crazy am hour of September 13, 2010. I Got a visit from Tupac Shakur. I remember being asleep. His image said “Don’t let me die”. I was paranoid. I said “why”? He said “because you the…..”»

Kendrick Lamar

La west coast ha incoronato un nuovo re, Kendrick Lamar.

L’album sorprende per la maturità del giovane rapper di Compton e arriva a vendere circa 78.000 copie, nonostante l’assenza di promozione. Lamar ha anche l’occasione di collaborare con grandi nomi del panorama hip hop, tra cui Tech N9ne, 9th Wonder, Drake e nuovamente lo stesso The Game.

A seguito del suo crescente successo firma un contratto con l’Aftermath Records di Dr. Dre, label distribuita dalla Interscope Records, e durante un concerto viene simbolicamente incoronato come “nuovo re della west coast” da 3 mostri sacri come Dre, Snoop e Game.

Ad ottobre 2012 è il turno del tanto atteso secondo album di Kendrick, intitolato “good kid, m.A.A.d city”. Il disco, il primo in carriera distribuito attraverso una major, vede come produttore esecutivo proprio Dr. Dre, che mette ufficialmente sotto la propria ala protettrice il ragazzo di Compton.

Alle produzioni dei brani troviamo producer del calibro di Terrace Martin, Just Blaze, Pharrell Williams, Scoop DeVille, Hit Boy e Tha Bizness. Dal disco vengono estratti diversi singoli, tra cui The Recipe, con lo stesso Dre (brano incluso tuttavia solo nella versione deluxe del disco), Swimming Pools (Drank), Backseat Freestyle e Poetic Justice (feat. Drake).

Il disco, come il precedente, è giustamente incensato dalla critica ed è la definitiva consacrazione di Lamar. Un album che, seppur diverso dal precedente “Section.80”, ci mostra un Kendrick sempre più profondo e capace di rime taglienti. “good kid, m.A.A.d city” arriva a vendere ad oggi qualcosa come 746.000 copie nei soli States, numeri decisamente elevati, considerando anche la crisi attuale dell’industria discografica.

Dopo aver letteralmente consumato il suo ultimo album, l’occasione di poter ammirare Kendrick Lamar dal vivo era decisamente imperdibile. La location scelta per l’occasione è quella dei Magazzini Generali di Milano, un locale noto principalmente come discoteca ma anche per i suoi molteplici concerti dal vivo. La serata vede come opening act il live di Ensi, rapper torinese e componente di OneMic, che si esibisce in alcuni dei pezzi contenuti nel suo secondo album solista “Era Tutto un Sogno“, qui riproposti con storiche basi della west coast. Un piccolo e gradito tributo alla costa ovest data la presenza di Lamar.

Il nuovo fenomeno del rap giunge sul palco verso le 22.15, quando il pubblico, composto da molti ragazzi, gremisce completamente i Magazzini Generali. Il live set è decisamente essenziale e bada al contenuto; a support di Kendrick c’è unicamente il suo dj, Ali, e un addetto del suo staff che riprende con una piccola videocamera gran parte del live. Sul palco Kendrick è a suo completo agio, la sua abilità live conferma in pieno tutte le recensioni positive ricevute in questi ultimi anni. Non manca di interagire spesso con la platea ed il pubblico è decisamente partecipe, rivelando di conoscere alla perfezione ogni singolo brano di Kendrick, creando così una notevole alchimia tra palco e platea.

Lungo il concerto, durato circa 1 ora 15 minuti, Kendrick Lamar ci propone soprattutto i suoi brani inclusi in “Section.80” e in “good kid, m.A.A.d city”, deliziando di tanto in tanto i presenti con alcuni freestyle. Tra i brani proposti Swimming Pools (Drank), una delle sue maggiori hit, Hol’ Up, Backseat Freestyle, Money Trees, Bitch, Don’t Kill My Vibe, The Recipe e A.D.H.D., il cui video della performance trovate incluso nell’articolo.

Nota dolente della serata è a mio parere la scelta della location, uno spazio non particolarmente ampio, quantomeno in larghezza, e che durante la serata ha mostrato un’acustica di livello non sufficiente. Sicuramente un peccato, perchè con una location e un’acustica adeguata il live ne avrebbe guadagnato.

Ad ogni modo una serata sicuramente da ricordare, in cui Kendrick Lamar ci ricorda il perchè sia considerato da molti come l’astro nascente del rap mondiale. Un artista con un notevole carisma e capace di reggere il palco come pochi… non c’è alcun dubbio che sentiremo parlare a lungo di Kendrick Lamar e che il ragazzo di Compton saprà scrivere altre grandi pagine per la musica hip hop!

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