Ike Quebec – Blue & Sentimental [1961]

Ike Quebec

Ike Quebec. Photo by Francis Wolff ©

«Though he was never an innovator,
Quebec had a big, breathy sound that was distinctive and easily recognizable,
and he was quite consistent when it came to down-home blues,
sexy ballads, and up-tempo aggression»

Con queste parole il critico musicale Alex Henderson ci offre una calzante immagine di Ike Quebec, sassofonista jazz americano. Ike Quebec, classe 1918, emerge durante gli anni ’40, un periodo di grandi cambiamenti, in ambito jazz, un decennio in cui si stavano affermando nuove correnti musicali, che poi troveranno una completa espressione negli anni ’50 e ’60, e anche successivamente.

Anche grazie ad importanti collaborazioni con alcuni noti musicisti dell’epoca, come Roy Eldridge, Benny Carter e Coleman Hawkins, il suo nome non passa inosservato, e, nel ruolo di musicista ospite in album di altri artisti e anche di arrangiatore per alcune incisioni Blue Note di quel periodo, diventa una figura molto richiesta e ricercata.

Come leader, però, per tutti gli anni ’50, riesce ad incidere poco e sporadicamente, senza emergere in modo significativo e senza lasciare un segno importante, soprattutto se paragonato ad altre fondamentali realtà dell’epoca, come John Coltrane e Sonny Rollins. Anche a causa di problemi di droga, di cui fa spesso uso verso le fine degli anni ’50, Ike Quebec rimane preferibilmente nell’ombra, forse anche volontariamente, ma questi sono comunque anni importanti, in cui questa minore visibilità gli permette di maturare una propria coscienza musicale, di concentrarsi su un proprio stile, molto personale, che poi vedremo manifestarsi, in tutto il suo nitido splendore, in alcuni importanti album dei primi anni ’60. La fine prematura avviene nel 1963, in seguito alle conseguenze di una grave malattia. Ciò che rimane, comunque, è una manciata di ottimi album, incisi fra il 1961 ed il 1962 per l’etichetta Blue Note.

Ike Quebec

Ike Quebec, nell’intensità della performance.

I primi album di Ike Quebec che è bene citare si intitolano “Heavy Soul” e “It Might As Well Be Spring”, registrati nel 1961; si alternano splendide e delicate ballate e brani puramente bop, dai colori più accesi ed infuocati; Ike Quebec è il leader incontrastato di queste performance, mentre gli altri componenti appaiono spesso come elementi secondari; in questi due album la presenza di un organo anziché di un pianoforte conferisce alle canzoni un’atmosfera lievemente stucchevole e quasi artificiale, ma siamo di fronte comunque a due album decisamente gradevoli.

“Blue & Sentimental” e “Easy Living” sono altri due album, registrati tra il 1961 ed il 1962; in questo caso il livello generale è decisamente superiore rispetto alle precedenti incisioni, anche se lo stile che caratterizza queste canzoni è ormai definitivamente cristallizzato in quella forma in bilico tra il bop più brillante e quelle meravigliose e romantiche ballate, quindi due mondi apparentemente contrapposti ma, in realtà, in perfetta sintonia ed in totale equilibrio fra loro. “Soul Samba” è l’ultimo album di Ike Quebec, e, come ricorda il titolo stesso, rappresenta una splendida fusione fra il jazz, inteso in tutte le sue molteplici sfumature, e la musica brasiliana; in linea con questo tipo di progetto, proprio in quegli stessi anni, Stan Getz stava realizzando, con il chiarrista brasiliano Joao Gilberto, sua moglie Astrud Gilberto e Antonio Carlos Jobim, uno degli album più importanti della storia, ovvero Getz/Gilberto. Il disco che vi presentiamo oggi è “Blue & Sentimental”, il capolavoro di Ike Quebec.

Ike Quebec - Blue & Sentimental

La copertina di “Blue & Sentimental”.

“Blue & Sentimental” è un disco molto sobrio, delicato, dove ogni nota sembra essere inserita rigidamente al suo posto, senza sbavature e senza eccessi. C’è poco spazio per le sperimentazioni, e tutto è perfettamente incasellato e caratterizzato, apparentemente, dalla massima precisione e dal più puntiglioso perfezionismo. “Blue & Sentimental” è un disco in cui i musicisti preferiscono dare spazio alle ballate, abbandonandosi sul morbido tappeto blues, in un trionfo di magia. L’introduttiva Blue and Sentimental ci introduce al meraviglioso “mood” che caratterizza in generale questo disco; una bella ballata blues, che quasi ci invita ad abbandonarsi ad un sogno; qua è là i musicisti coinvolti ci regalano bellissimi assoli; oltre a Ike Quebec al sassofono, troviamo anche Grant Green alla chitarra, Paul Chambers al contrabbasso e Philly Joe Jones alla batteria; l’assenza di un pianista è splendidamente compensata dalla magica chitarra di Grant Green, che insieme al sassofono del leader, è lo strumento protagonista di queste canzoni; Ike Quebec suona personalmente anche il pianoforte, in alcune canzoni, ma solo come sottofondo, come lontano contorno, come un’apparizione improvvisata, appena percepibile.

La successiva e bellissima Minor Impulse, composizione di Ike Quebec, introduce l’ascoltatore a quello che personalmente considero il brano più bello dell’album, Don’t Take Your Love from Me; ascoltando questa canzone, l’ascoltatore può essere portato ad immaginarsi qualunque cosa; per esempio di essere comodamente seduto in un caldo salotto, col camino acceso ed in buona compagnia, oppure di trovarsi davanti ad un delizioso drink all’interno di un piccolo ed intimo jazz club; queste sono alcune delle sensazioni che è possibile provare ascoltando, preferibilmente ad occhi chiusi, questo bellissimo brano; Don’t Take Your Love from Me è una canzone scritta negli anni ’40 dal compositore Henry Nemo, e qui riproposta con enorme sentimento; Ike Quebec sembra dialogare con Grant Green, che ci regala bellissimi momenti in cui è proprio la sua chitarra ad essere lo strumento leader; momenti di immenso fascino.

Grant Green

Il chitarrista Grant Green.

Blues for Charlie è un’altra bella canzone, ancora blues, mente la successiva Like, altra composizione di Ike Quebec, ha un ritmo lievemente più acceso, ma mai eccessivo; sempre totalmente controllato; anche in questo caso i due protagonisti, Ike Quebec e Grant Green, si alternano continuamente, in magici assoli, dove gli altri musicisti rappresentano solo un lontano sottofondo; e forse è proprio questo aspetto che conferisce un enorme fascino a queste performance. In Count Every Star troviamo una diversa formazione che, oltre a Ike Quebec e Grant Green, comprende anche un ottimo Sonny Clark al pianoforte, Louis Hayes alla batteria e Sam Jones al contrabbasso; è l’unica canzone in cui troviamo anche un pianista, che ci regala, al pari degli altri musicisti, molte forti emozioni; l’atmosfera della canzone, comunque, non cambia; siamo nuovamente di fronte ad un bellissimo lento, un trionfo di armonia e delicatezza, di calore e di magia; un altro grande, grandissimo brano.

That Old Black Magic è una bella canzone, insolitamente brillante e ritmata, che forse appare leggermente fuori posto in un disco costituito principalmente da ballate dal sapore blues, che sicuramente rappresentano il punto di forza di questo disco, ma più in generale di buona parte della produzione di Ike Quebec. La conclusiva It’s All Right with Me è un altro pezzo forte dell’album; è una composizione di Cole Porter, a metà fra un leggero sapore swing, venature blues, e forse anche altro, qualcosa di indefinto ed indefinibile, che solo ascoltando più volte potremo in qualche modo immaginare; il giusto epilogo di un album che vi regalerà molti momenti piacevoli. Buon ascolto.

Di seguito alcune canzoni tratte da “Blue & Sentimental”.

tracklist:

  1. Blue and Sentimental
  2. Minor Impulse
  3. Don’t Take Your Love from Me
  4. Blues for Charlie
  5. Like
  6. Count Every Star
  7. That Old Black Magic
  8. It’s Allright with Me

anno: 1961
label: Blue Note Records

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