Joe – All That I Am [1997]

Joe - All That I Am

“All That I Am”, album capolavoro dell’r&b anni ’90.

Protagonista del nuovo articolo di Soulful Corner è uno degli album simbolo dell’r&b anni ’90! Un disco a cui sono molto legato e che ha certificato il mio amore artistico per questo interprete dell’r&b contemporaneo.

Sto parlando di Joe Thomas, noto semplicemente con il nome d’arte Joe, e del suo album “All That I Am”, disco pubblicato nel 1997.

Joe nasce nel 1973 a Cuthbert, piccola cittadina della Georgia, ma successivamente si stabilisce in Alabama con la famiglia, crescendo ad Opelika.

Il piccolo Joe, come molti futuri artisti afroamericani, muove i suoi primi passi a livello musicale all’interno della chiesa che frequenta, dilettandosi nel canto, suonando la chitarra e talvolta dirigendo il coro.

Gli artisti che influenzano maggiormente la crescita musicale di Joe arrivano dal gospel, da artisti simbolo del genere come The Winans, e da leggende del classic soul come Marvin Gaye e Stevie Wonder. Forte in lui è anche l’influenza di due stelle del new jack swing come Keith Sweat e Bobby Brown.

Nei primi anni ’90 Joe si trasferisce in New Jersey, nella speranza di trovare uno sbocco nell’industria discografica. Dopo aver svolto i più svariati lavori, la grande occasione arriva grazie all’incontro con il produttore Vincent Herbert che da l’opportunità al giovane cantante di incidere un demo tape di tre brani.

Il demo cattura l’attenzione degli addetti ai lavori e soprattutto della Polygram / Mercury Records che decide di mettere sotto contratto Joe. Nel 1993 arriva il suo primo album “Everything”. Il disco, scritto e prodotto in larga parte dallo stesso Joe, è un ottimo album r&b con influenze new jack swing, e seppur a tutt’oggi sia uno dei suoi lavori meno conosciuti, rappresenta a mio parere un disco molto interessante.

Tuttavia “Everything” non ha il successo sperato e produce solo alcune hit minori come i singoli I’m in Luv, The One for Me e All or Nothing. Questo induce purtroppo l’etichetta a sciogliere il contratto con Joe e a non puntare su di lui per il futuro; scelta che, come potete immaginare, non si rivelerà particolarmente felice per la label.

La poca fortuna del disco d’esordio non scoraggia Joe, che nel frattempo continua a scrivere e a dedicarsi alla sua musica, realizzando quello che sarà in assoluto uno dei suoi brani più belli, All the Things (Your Man Won’t Do). Il pezzo, pubblicato ad inizio 1996, è scritto e prodotto da Joe e da Joshua P. Thompson ed è una sexy ed intensa slow jam di gran classe.

All the Things (Your Man Won’t Do) viene pubblicata all’interno della soundtrack del film “Don’t Be a Menace to South Central While Drinking Your Juice in the Hood”, commedia con protagonisti Shawn e Marlon Wayans, due dei fratelli della celebre famiglia di attori. Il successo del brano permette a Joe di stipulare un nuovo contratto con una label, per la precisione la Jive Records, che decide di inserirlo nel proprio roster di artisti.

Mentre Joe lavora a quello che sarà il suo nuovo album, viene pubblicato un suo nuovo singolo, Don’t Wanna Be a Player, prodotto da Rodney “Darkchild” Jerkins, produttore che negli anni a venire avrà un grandissimo successo (basti pensare a The Boy Is Mine di Brandy & Monica). Anche questo brano è incluso in una colonna sonora, per la precisione quella di “Booty Call”, divertente film con protagonisti Jamie Foxx, Vivica A. Fox, Tommy Davidson e Tamala Jones.

Joe

Joe Thomas, uno dei protagonisti assoluti della scena r&b contemporanea.

A settembre dello stesso anno viene pubblicato “All That I Am”, il secondo lavoro di Joe. L’album rappresenta un indiscusso successo in termini di vendite, permettendogli di scalare le classifiche di Billboard (#13 nella Billboard 200 e #4 nella Billboard R&B Chart), e riceve ampi riscontri positivi da parte della critica.

Un disco di indubbia classe che diventa in breve tempo di platino, consacrando Joe tra le giovani stelle del firmamento r&b. Da “All That I Am” saranno estratti in totale la bellezza di ben 7 singoli. Tra questi, oltre ai già citati All the Things (Your Man Won’t Do) e Don’t Wanna Be a Player, troviamo The Love Scene, Good Girls, No One Else Comes Close, All That I Am e Sanctified Girl (Can’t Fight This Feeling).

Ad aprire il disco troviamo All the Things (Your Man Won’t Do), seguita da The Love Scene, una ballad ultra-smooth, ricca di liriche dense ed un mood estremamente sexy, in cui Joe fa propria l’influenza di gruppi significativi come gli Isley Brothers.

«Let’s make a love scene, steamy and blue,
Erotic memories for an audience of two
And we’ll make a love scene, let the foreplay begin
And replay each moment again and again and again.»
[from “The Love Scene”]

Anche il video del singolo risulta particolarmente riuscito e vede Joe nel ruolo di un regista, intento a girare una scene d’amore e alle prese con un’attrice particolarmente attratta da lui.

Scorrendo la tracklist troviamo la già menzionata Don’t Wanna Be a Player e successivamente la romantica Good Girls. Nel brano, da sempre uno dei miei preferiti nell’intera discografia di Joe, il cantante si chiede: «Why are all the good girls, taken every time? And why do I keep falling for someone else’s dime? Every time I says, “Hello”, then they say, “Goodbye” So, why are all you good girls taken every time, taken every time».

“How Soon”, quinto brano in scaletta, è un pezzo prodotto dal compianto Gerald Levert; un’ulteriore slow jam, campo in cui Joe la fa da assoluto padrone, che ci dimostra il perchè sia anche uno dei singer r&b più apprezzati dall’universo femminile. Sonorità più movimentate per la traccia successiva, Sanctified Girl (Can’t Fight This Feeling), mentre con la title-track All That I Am ci tuffiamo in una classica ballata dal sapore acustico.

L’ascolto del disco continua con No One Else Comes Close, traccia presente anche in versione unplugged in chiusura di album. Piccola curiosità, il brano nel ’99 è stato coverizzato dalla pop band dei Backstreet Boys, che hanno incluso la loro versione nel loro terzo album “Millenium”.

Con le due canzoni seguenti, Come Around e U Shoulda Told Me (U Had a Man), prodotte da Larry Campbell, cambiamo registro e troviamo due brani dal sapore più urban, che contribuiscono a tracciare una strada che negli anni a seguire Joe percorrerà diverse volte. Penultimo brano in tracklist è Love Don’t Make No Sense, scritto e prodotto da Joe. Anche in questo caso la tipologia del brano è una slow jam sexy e romantica.

Joe

Joseph Lewis Thomas, in arte semplicemente Joe.

“All That I Am” è a mio parere uno dei capolavori dell’r&b degli anni ’90, un lavoro raffinato dotato di bei testi, produzioni superlative e un Joe vocalmente in stato di grazia, mai sopra le righe e sempre sul pezzo. Come avrete capito le slow jams sono sicuramente il fulcro del disco e rappresentano un buon 80% della produzione, coadiavute da qualche brano più tendente a suoni urban, che chiude idealmente il cerchio.

La voce di Joe è delicata e smooth al punto giusto, donando al disco un’atmosfera particolarmente intrigante. Un album dal mood decisamente sexy, ideale come soundtrack per i vostri momenti più intimi e romantici. A mio parere ancora oggi il punto più alto nell’ampia discografia di Joe.

Il successo del disco farà si che Joe diventi uno degli autori e dei cantanti più ricercati ed apprezzati nel panorama r&b americano. Joe infatti collaborerà con svariati artisti, tra cui Chico de Barge, Mariah Carey, Brandy, Ideal, Barry White, Case e Big Pun, con cui realizza la celebre Still Not a Player, brano che riprende Don’t Wanna Be a Player dello stesso Joe ed è in un certo senso il proseguimento di I’m Not a Player, singolo precedente del rapper di origine portoricana.

Joe appare anche in due ulteriori soundtrack, “Rush Hour” con il brano Faded Pictures, cantato in duetto con il collega Case, e in “The Wood” grazie al brano I Wanna Know, singolo che anticiperà il suo nuovo lavoro “My Name Is Joe”, che sarà il suo più grande successo, ottenendo il triplo disco di platino e sopravanzando anche l’ottimo successo di “All That I Am”.

Il resto della vita musicale di Joe è storia recente. Ad oggi Joe Thomas ha inciso nove album in studio e 2 album natalizi, più alcune raccolte e live. Album spesso di altissimo livello che hanno fatto di Joe Thomas uno dei cantanti di maggior successo nel settore “adult contemporary r&b”, capace di regalarci classici come il qui celebrato “All That I Am”, un disco che non dovrebbe assolutamente mancare nella collezione di ogni amante dell’r&b che si rispetti!

tracklist:

  1. All the Things (Your Man Won’t Do)
  2. The Love Scene
  3. Don’t Wanna Be a Player
  4. Good Girls
  5. How Soon
  6. Sanctified Girl (Can’t Fight This Feeling)
  7. All That I Am
  8. No One Else Comes Close
  9. Come Around
  10. U Shoulda Told Me (U Had a Man)
  11. Love Don’t Make No Sense
  12. No One Else Comes Close (Unplugged)

anno: 1997
label: Jive Records

sito ufficiale: officialjoethomas.com

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9 thoughts on “Joe – All That I Am [1997]

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