Ron Carter live @ Blue Note, Milano [23-03-2013]

Ron Carter

Ron Carter. Photo by Klaus Schielke ©

Ron Carter è un contrabbassista e figura fondamentale del jazz di ogni tempo. La sua classe, la sua eleganza, la sua sobrietà sono diventate immediatamente riconoscibili, come un inconfondibile marchio di fabbrica. Grazie a queste sue qualità e alla capacità tecnica che lo ha sempre contraddistinto, nel corso degli anni Ron Carter è diventato uno dei musicisti più apprezzati e richiesti della scena musicale, fin dai primi anni ’60; infatti, oltre ad aver pubblicato un’importante serie di album a suo nome, con tante diverse formazioni, sono da ricordare le numerose e importanti collaborazioni con alcuni dei più grandi musicisti jazz, sia in passato, sia in tempi più recenti.

Negli anni ’60, Ron Carter è uno dei membri del secondo storico quintetto di Miles Davis, a fianco di altri grandissimi musicisti come Wayne Shorter ed Herbie Hancock; questo quintetto, sotto la guida del maestro Miles, porta avanti una serie di innovazioni e sperimentazioni, in ambito jazz, che, in tempi immediatamente successivi, condurranno alla nascita della musica fusion. Sempre negli anni ’60, Ron Carter partecipa alla registrazione di alcuni album di Wayne Shorter, tra cui “Speak No Evil” è uno dei principali e più conosciuti; Herbie Hancock lo convoca per la registrazione del suo capolavoro, “Maiden Voyage”, nel 1965, e anche di altri album meno conosciuti, sempre dello stesso periodo.

Negli anni ’70 presta la sua arte alla realizzazione di “Concierto”, importante album del chitarrista Jim Hall, dove figurano molti altri fondamentali musicisti, come Chet Baker e Steve Gadd. Anche il pianista McCoy Tyner realizza alcuni splendidi album, tra la fine degli anni ’60 e l’inizio degli anni ’70, in compagnia di Ron Carter; e la lista sarebbe davvero infinita, se volessimo elencare tutte le bellissime collaborazioni vissute dal nostro contrabbassista, nel corso della sua lunga e prestigiosa carriera; collaborazioni grazie alle quali sicuramente Ron Carter si è progressivamente costruito una vera cultura musicale, che spazia in ambiti molto diversi, talvolta anche opposti, in ambito jazz, anche per la diversità e la varietà delle esperienze musicali vissute.

Ron Carter Trio sul palco del Blue Note di Milano. Photo by Roberto Cifarelli ©

Non esiste quindi uno stile unico che caratterizza la musica di Ron Carter; il suo tocco, comunque riconoscibile, riesce immediatamente ad adattarsi alle circostanze del momento. Ascoltando la musica di Ron Carter, sia da leader sia a fianco di altri musicisti, possiamo imbatterci in produzioni vicine al free jazz o ascoltarci un album fusion; è possibile trovarsi avvolti dalle meravigliose atmosfere del cool jazz o rimanere affascinati da un energico album hard bop; molti aspetti diversi che convergono in questo unico grande personaggio, e nella sua splendida musica.

Parallelamente a tutto questo, Ron Carter ha realizzato molti importanti dischi da leader. Troviamo bellissimi album dal vivo, spesso realizzati in contesti intimi e con formazioni ridotte, e album di studio, con formazioni che vanno dal semplice trio acustico fino alla big band, quindi in situazioni totalmente diverse, e affascinanti ognuna a suo modo, anche se personalmente trovo che, nel caso di Ron Carter, sia più adatto un contesto ridotto e minimale piuttosto che una formazione più allargata. Nel 2003 Ron Carter realizza un disco, “The Golden Striker”, in compagnia del chitarrista Russell Malone (noto musicista, già a fianco di nomi come Sonny Rollins e Dianne Reeves) e del pianista Mulgrew Miller, formazione denominata The Golden Striker Trio; questo trio è stato spesso in tour, in giro per il mondo, tavolta con un pianista differente ma sempre con performance eccellenti. E proprio questo trio era in concerto al Blue Note di Milano, lo scorso 23 marzo, in una serata di grandi e uniche emozioni, a cui io e Raheem abbiamo avuto la fortuna ed il piacere di assistere.

Il trio è composto, per questa performance, da Ron Carter al contrabbasso, sobrio e distinto leader della serata, da Russell Malone alla chitarra, e dal pianista Donald Vega. Ogni membro del trio rappresenta una realtà distinta, che però si trova in perfetta armonia con gli altri elementi, e ne è complementare; viene lasciato ampio spazio per gli assoli, momenti in cui gli altri due musicisti rimangono in osservazione, lanciandosi semplici sguardi di intesa, come per dimostrare di apprezzare la performance; soprattutto il contrabbasso del leader ci regala, per tutta la serata, una lunga serie di questi meravigliosi assoli. E tutto intorno il tempo sembra fermarsi.

Una bella immagine di Ron Carter durante il live al Blue Note. Photo by Roberto Cifarelli ©

L’assenza di un batterista può far sospettare, all’incauto spettatore, la mancanza di una ritmica di fondo, che riesca a dare vita alla performance e alla serata nel suo complesso; ed invece è proprio il contrabbasso di Ron Carter a dare la maggiore linfa vitale all’esibizione, rappresentando quindi lo strumento guida del concerto. Prolungati duetti fra Ron Carter e il magnifico Russell Malone conferiscono un qualcosa di magico alla serata, a tal punto che l’unica cosa che possiamo desiderare è che non finiscano mai. Il geniale pianista, invece, riesce ad emergere saltuariamente in momenti forse meno virtuosi ma di enorme delicatezza e raffinatezza. Il pianoforte è l’unico strumento che riesce, per tutta la serata, a mantenere una stabilità di fondo, senza eccessi ma con un totale controllo; spesso le canzoni iniziano e finiscono proprio con un bell’assolo di un pianoforte che poi, nel corso delle canzone, tende a scomparire, rimenendo all’ombra degli altri due strumenti, ma sempre lontanamente e lievemente percepibile.

Tutte le canzoni sono eseguite con magistrale precisione, senza sbavature, con il pieno controllo di ogni nota; basta un rapido sguardo, fra i musicisti, per raggiungere una totale intesa, una totale armonia, base essenziale di ogni performance; non ci sono cali di tensione, ma il livello generale, per l’intera serata, è ovviamente il massimo possibile. E questo è un aspetto che il numerosissimo pubblico ha apprezzato, con enorme intensità e grande calore; visto anche che, da un concerto di Ron Carter, ci si aspetta davvero il meglio.

Russell Malone, chitarrista del Ron Carter Trio. Photo by Roberto Cifarelli ©

Le canzoni proposte comprendono brani dal sapore brasiliano, standard del repertorio jazz tradizionale e composizioni originali dei membri del trio. E molti sono stati i vertici della serata; la bellissima Laverne Walk, che alterna momenti rilassati e avvolgenti ad atmosfere più brillanti, è una delle più belle canzoni proposte, con alcuni passaggi, particolarmente intensi e toccanti, che non è possibile levarsi della testa per diversi minuti. Una insuperabile My Funny Valentine, per quanto mi riguarda, rappresenta probabilmente il momento più bello del concerto; il brano è proposto un una lenta e struggente versione, leggermente stravolta rispetto all’originale, a tal punto che, nei primi istanti, non è stato facile individuarla; un brano intenso, sofferto, emotivamente carico di una serie di bellissime sensazioni, che difficilmente è possibile trasmettere a parole.

La bella Soft Winds è un altro momento magico del concerto; la canzone scorre via dolcemente, con pochi sussulti, ma forse è proprio questo che la rende terribilmente affascinante; un canzone che inevitabilmente riesce a suscitare nell’ascoltatore alcune belle ed intense emozioni. Ogni brano è prolungato indefinitamente; ogni volta che sembra sopraggiungere la sua conclusione, inevitabilmente i musicisti riprendono vita con qualche stupenda improvvisazione. Candlelight, composizione di Ron Carter, è un altro piacevole brano, piuttosto lento, che si adatta perfettamente all’atmosfera soffusa e calda del Blue Note, sicuramente il luogo più adatto per assaporare e godersi al meglio un concerto del genere.

Altre canzoni hanno allietato la nostra serata, canzoni sempre interamente avvolte da un alone di magia. Una serata dal meraviglioso sapore e caratterizzata da una grande sobrietà ed eleganza. Ogni nota, ogni sguardo, ogni emozione hanno reso questo concerto del maestro Ron Carter assolutamente indimenticabile. Ringraziando Roberto Cifarelli, autore delle immagini presenti in questo articolo, vi rimandiamo alla galleria completa delle foto della serata, tratte dal suo sito ufficiale.

Annunci

9 thoughts on “Ron Carter live @ Blue Note, Milano [23-03-2013]

  1. Pingback: Billy Cobham, Ron Carter & Kenny Barron live @ Piazza San Giustino, Chieti [21-07-2013] | Soulful Corner

  2. Pingback: Round Midnight [1986] | Soulful Corner

  3. Pingback: Soulful Corner Awards – The Best of 2013 | Soulful Corner

  4. Pingback: Soulful TOP 15 [04.2014] | Soulful Corner

  5. Pingback: Soulful TOP 15 [10.2014] | Soulful Corner

  6. Pingback: Miles Davis – ‘Round About Midnight [1957] | Soulful Corner

  7. Pingback: Tadd Dameron with John Coltrane – Mating Call [1957] | Soulful Corner

  8. Pingback: Jim Hall – Concierto [1975] | Soulful Corner

  9. Pingback: George Benson… The Guitar Legend | Soulful Corner

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...