Johnny Griffin – Introducing Johnny Griffin [1956]

Johnny Griffin

Johnny Griffin in un’intensa esibizione. Photo by David Redfern ©

Johnny Griffin è stato un sassofonista statunitense. Cresciuto professionalmente negli anni ’50, quindi in piena era bop, Johnny Griffin è riuscito ad assorbire e a maturare, anche grazie alla collaborazione con alcuni importanti musicisti dell’epoca, proprio quel gusto musicale, quel sentimento di cui gli anni ’50 e ’60 sono stati maggiormente rappresentativi, in ambito jazz.

Una figura poliedrica. Con questo termine è giusto definire la personalità di Johnny Griffin; un personaggio che, in una carriera sfaccettata, multiforme, variegata, ha attraversato una serie infinita di esperienze musicali, esperienze professionali, esperienze di vita vissuta.

Collaborazioni con nomi come Thelonious Monk, T-Bone Walker, Lionel Hampton, Art Blakey e molti altri, dalla seconda metà degli anni ’40 agli anni ’60, sono alla base della sua formazione, e troviamo molto, di questi insegnamenti, nei suoi album. Ma Johnny Griffin era anche un autodidatta; uno che amava imparare le cose a modo suo, e con le proprie risorse.

Johnny Griffin, dalla fine degli anni ’50, inizia a pubblicare album a suo nome. Per la Blue Note incide, nel 1956 e nel 1957, tre storici album, che rimangono tra le sue migliori pubblicazioni; “Introducing Johnny Griffin”, “A Blowin’ Session” e “The Congregation” sono tre capolavori; in particolare “A Blowin’ Session” è una storica incisione a cui partecipano, tra gli altri, anche John Coltrane (uno dei primi casi in cui questo grande sassofonista appare come sideman), Hank Mobley e Lee Morgan. Negli anni immediatamente successivi, vedono la luce altri album, pubblicati per l’etichetta Riverside, tra cui “The Little Giant”, del 1959, prende il nome dal curioso appellativo attribuito simpaticamente a Johnny Griffin a causa della bassa statura.

Johnny Griffin

Johnny Griffin. Photo by Roberto Polillo ©

Nella prima metà degli anni ’60, in collaborazione con il sassofonista Eddie “Lockjaw” Davis, realizza una serie di importanti album, per poi trasferirsi in Europa, pubblicando diversi altri lavori, collaborando con molti musicisti sia europei che statunitensi, e girando il mondo in tour. La seconda parte della produzione di Johnny Griffin, dalla fine degli anni ’60 in poi, è sicuramente meno rappresentativa e meno importante, rispetto ai lavori precedenti. Muore nel 2008 in Francia, dove viveva da 24 anni.

Il disco di cui vorrei parlarvi oggi si intitola “Introducing Johnny Griffin”, realizzato nel 1956 per l’etichetta Blue Note. Questo album, il primo pubblicato ufficialmente da Johnny Griffin a suo nome, ed il primo dei tre album pubblicati per la Blue Note, è un piccolo gioiello di grande valore, da ascoltare e assaporare lentamente. I musicisti che fanno parte di questa storica incisione sono tutti nomi conosciuti, nel panorama jazz dell’epoca: Wynton Kelly al pianoforte, Max Roach alla batteria e Curly Russell al contrabbasso sono i compagni di viaggio di Johnny Griffin, in questo bellissimo percorso musicale intitolato “Introducing Johnny Griffin”.

Johnny Griffin - Introducing Johnny Griffin

La copertina di “Introducing Johnny Griffin”.

L’apertura è affidata ad un bel brano ritmato, Mil Dew, composizione originale di Johnny Griffin; qui il sassofono del leader si erge quasi solitario sugli altri musicisti, che rimangono sullo sfondo, in disparte, con qualche timido assolo qua e là, ma sempre in maniera molto discreta, mai invadente. Le atmosfere si placano nella successiva Chicago Calling, altro brano originale; qui siamo di fronte ad una ballata, molto blues, dai toni più pacati ma di enorme fascino; forse proprio nei brani più rilassati è possibile assaporare la grandezza degli altri musicisti, che, solo in questi casi, riescono ad emergere singolarmente, con bellissimi assoli, nitidamente percepibili rispetto al resto.

These Foolish Things è un bellissimo e affascinante standard, dove il sassofono di Johnny Griffin, qui molto più pacato che altrove, sembra duettare con Wynton Kelly, in meravigliosi dialoghi a due; apparentemente la delicatezza del pianoforte di Wynton sembra contrastare con il fraseggio più deciso di Johnny, ma i due riescono a trovare continui punti di convergenza, dove ogni contrasto sembra annullarsi; quello che ne viene fuori e una delle più belle canzoni del disco, un’imperdibile versione di uno standard senza tempo, che rimarrà impressa nella mente anche dopo un solo ascolto.

Wynton Kelly

Il pianista Wynton Kelly.

La successiva The Boy Next Door sembra proseguire lo stesso discorso iniziato con These Foolish Things, e siamo di fronte ad un altro grande pezzo, decisamente swing, con una introduzione solitaria di Wynton, che sembra aprire la strada ed indirizzare gli altri musicisti nella giusta direzione.

Nice and Easy è un’altra composizione di Johnny Griffin, l’ultima che troviamo in questo album; si tratta di una bella ballata blues che, dopo una partenza molto soft, che forse non genera troppi sussulti emotivi nell’ascoltatore, successivamente sembra prendere improvvisamente vigore, ma è solo per pochi istanti; i toni si fanno nuovamente tenui sul finire della canzone; un altro brano di struggente delicatezza.

It’s Alright with Me è uno standard di Cole Porter; il brano è ritmato e carico di energia, un brano in cui Johnny Griffin appare come l’incontrastato leader della formazione; le note del sassofono si susseguono con enorme velocità, con grande rapidità, ed è proprio in questi brani più veloci che possiamo apprezzare la bravura e la genialità del leader; non è un caso, infatti, che Johnny Griffin, già negli anni ’60, quindi in piena maturità artistica, venisse definito “the fastest tenor in the west”. Dopo aver ascoltato questo brano, sarà impossibile non rendersene conto.

Curly Russell

Il contrabbassista Curly Russell.

Se ancora non siete del tutto deliziati ed appagati dalle canzoni ascoltate finora, il consiglio è quello di prepararvi, spiritualmente ed emotivamente, a quello che io considero il brano più bello dell’album, Lover Man; è un famoso standard, una malinconica ballata, di struggente delicatezza, reso famoso da inarrivabili interpretazioni di importanti artisti, come Ella Fitzgerald, Sarah Vaughan, Charlie Parker e Billie Holiday; ma anche la qui presente versione di Johnny Griffin riesce a raggiungere altissimi livelli di magia. Ogni nota, ogni sospiro presente in questo brano ha un sapore di estrema eleganza e di enorme fascino; nulla sembra fuori posto; tutto riesce alla perfezione, e ogni musicista regala un piccolo spicchio della propria grandezza. Il finale della canzone, se ci arriverete con la giusta concentrazione, vi porterà a fortissime emozioni. Meraviglioso.

The Way You Look Tonight è una vera esplosione di energia, che non sarà facile riuscire ad apprezzare pienamente, dopo la meraviglia di Lover Man, appena conclusa; qui Johnny Griffin ci regala altre brillanti prove della sua grandezza, “divorando” metaforicamente il suo sassofono; anche semplicemente ascoltando il brano, non è facile seguire questa performance, nota dopo nota. Max Roach e Curly Russell danno, individualmente, notevole prova di bravura, sempre comunque in sottofondo, rispetto al potente sax di Johnny e all’energico pianoforte di Wynton Kelly. La chiusura è affidata a una bella versione di Cherokee, che non lascia spazio ad indugi; ciò che occorre fare è procurarsi velocemente questo album, che riuscirà a regalarvi bellissimi e piacevoli momenti, a ritmo di jazz.

Di seguito alcune canzoni tratte da “Introducing Johnny Griffin”.

tracklist:

  1. Mil Dew
  2. Chicago Calling
  3. These Foolish Things
  4. The Boy Next Door
  5. Nice and Easy
  6. It’s Allright with Me
  7. Lover Man
  8. The Way You Look Tonight
  9. Cherokee

anno: 1956
label: Blue Note Records

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4 thoughts on “Johnny Griffin – Introducing Johnny Griffin [1956]

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