Gene Ammons – Boss Tenor [1960]

Gene Ammons

Gene Ammons.

Gene Ammons è stato un sassofonista statunitense. Cresciuto artisticamente negli anni ’40, la sua musica è molto vicina alle sonorità bop dell’epoca, e dei decenni successivi, e numerose sono le sue collaborazioni artistiche, con personaggi di spicco come Miles Davis, Dexter Gordon e Charlie Parker. Dagli anni ’50 Gene Ammons inizia a pubblicare una serie di ottimi album a suo nome, soprattutto per l’etichetta Prestige, che gli permettono di ottenere un certo riconoscimento ed una discreta stima, nel panorama jazz dell’epoca.

Tra gli album più belli realizzati da Gene Ammons, occorre ricordare “The Happy Blues” e “Boss Tenor”, rispettivamente del 1956 e del 1960, dove troviamo meravigliose e delicate ballate, brani bop più accesi, accenni blues, e molto altro. Questo particolare stile, che caratterizza tutti i lavori di Gene Ammons, soprattutto nella prima parte della sua produzione, è totalmente ispirato al lavoro di altri musicisti, come Lester Young o Ben Webster, che, insieme ai nomi precedentemente ricordati, sono i veri modelli e i riferimenti musicali di Gene Ammons.

Notevole anche la collaborazione con un altro sassofonista dell’epoca, Sonny Stitt, col quale, nel 1961, realizza un bellissimo album intitolato “Boss Tenors: Straight Ahead from Chicago – August 1961”. Infine, l’ultimo album realizzato prima della scomparsa, avvenuta nel 1974, si intitola, curiosamente, “Goodbye”, che è proprio l’ultima canzone incisa da Gene Ammons. Molti altri album caratterizzano la brillante carriera di questo eccelso ma spesso dimenticato sassofonista; il disco di cui vorrei parlarvi è “Boss Tenor”, pubblicato dalla Prestige nel 1960.

Gene Ammons

Gene Ammons.

Abbiamo detto che la musica di Gene Ammons è caratterizzata da diversi sentimenti, che convergono in uno stile unico ed inconfondibile. Bop, cool jazz, blues e soul-jazz (stile, quest’ultimo, che caratterizza in modo particolare alcuni lavori realizzati dopo la metà degli anni ’60) sono sapientemente amalgamati nella musica che troviamo in queste eccelse produzioni.

“Boss Tenor” si apre con un brano originale di Ammons, Hittin’ the Jug, una bellissima ballata, delicata e morbida, quasi evanescente; Gene Ammons si distingue ed emerge al di sopra degli altri musicisti; Tommy Flanagan al pianoforte, Doug Watkins al contrabbasso, Art Taylor alla batteria e Ray Barretto alle percussioni rimangono preferibilmente sullo sfondo, in questo brano. Nella successiva Close Your Eyes, uno standard, i ritmi si accendono, tutto diventa più vivo, e ogni musicista riesce a emergere più distintamente nel gruppo.

My Romance è da brivido. Una ballata intensa, magica, struggente. Uno standard ripreso da infiniti altri musicisti, e qui proposta in una versione sicuramente memorabile. Dopo un inizio in cui il pianoforte di Tommy Flanagan ci offre un morbido assaggio di ciò che ci aspetta, il protagonista assoluto di questa performance rimane Gene Ammons, che si avvia, solitario, seguendo un tracciato dove tutto il resto rimane in disparte, avvolto dall’oscurità.

Canadian Sunset è ancora uno standard, reso meravigliosamente dal sassofono di Gene Ammons, ancora il protagonista della performance. Troviamo sia blues, sia swing, sia qualcosa di misteriosamente sfuggente ed indefinibile, in questo brano dal sapore magico. La successiva Blue Ammons, l’altro pezzo originale dell’album, carico di swing e di blues, perfettamente mescolati e calibrati, finirà per regalarvi alcuni minuti di profonde emozioni.

Gene Ammons - Boss Tenor

La copertina di “Boss Tenor”.

Confirmation, brano di Charlie Parker, già a quei tempi era considerato uno standard; Parker è uno degli imprescindibili modelli a cui Gene Ammons si inspirava, e la devozione e il rispetto con cui questo pezzo viene riproposto lo confermano; i tempi sono veloci, i ritmi incalzano, e ogni musicista, in questo brano più che altrove, ci regala diverse prove della propria bravura. Infine, la chiusura di Stompin’ at the Savoy, altro standard reso magico dal sax di Gene Ammons, ancora protagonista assoluto della performance, concede all’ascoltatore gli ultimi, splendidi, raggi di sole.

Scott Yanow, critico jazz americano, relativamente a questo album, dichiarò: «Unlike his earlier jam sessions, this particular outing finds Ammons as the only horn, fronting a talented rhythm section… This is a fine outing by one of the true “bosses” of the tenor».

E non possiamo certo dargli torto!
Buon ascolto.

tracklist:

  1. Hittin’ the Jug
  2. Close Your Eyes
  3. My Romance
  4. Canadian Sunset
  5. Blue Ammons
  6. Confirmation
  7. Stompin’ at the Savoy

anno: 1960
label: Prestige Records

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2 thoughts on “Gene Ammons – Boss Tenor [1960]

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