Billy Cobham, Ron Carter & Kenny Barron live @ Piazza San Giustino, Chieti [21-07-2013]

Billy Cobham, Ron Carter & Kenny Barron live @ Piazza San Giustino, Chieti

Il trio al completo in Piazza San Giustino. Photo by Vincenzo Fedecostante ©

Il jazz, si sa non ha una definizione ben precisa, non è un genere limitato a parametri stabiliti con regole ferree. Nella storia ci sono artisti che hanno rivoluzionato questo genere musicale, basti pensare ad uno dei pilastri assoluti come Charlie Parker, che insieme a Dizzy Gillespie inventò praticamente il be-bop negli anni 40, ai vari Miles Davis, Bill Evans e John Coltrane, protagonisti della rivoluzione modale negli anni 50/60.

Uno degli aspetti più affascinanti e sorprendenti del jazz è la sua malleabilità durante le varie epoche, grazie alla quale ancora oggi, possiamo godere di splendide reinterpretazioni di grandi classici, incisi per la prima volta 40-50 anni fa, senza dimenticare, ovviamente, le versioni originali.

Se volete una dimostrazione pratica del concetto espresso pocanzi, dovete dare un ascolto a “The Art of Three”, splendido album del trio Billy Cobham, Ron Carter, Kenny Barron. Pubblicato nel 2001 sotto la Blow it Hard Records, contiene 8 brani live estratti da un tour europeo. Prima di questo, i tre non avevano mai fatto un disco, insieme.

Billy Cobham - The Art of Three

“The Art of Three”, 2001. Primo incontro di tre grandi maestri del jazz.

Viene indicato nelle discografie come un album di Billy Cobham, ma in realtà rappresenta l’incontro di tre maestri assoluti del jazz contemporaneo e in particolare del loro strumento. Kenny Barron, da sempre considerato uno dei pianisti più raffinati ed eleganti che si conoscano, ha all’attivo oltre 70 album tra collaborazioni e dischi a suo nome e ha suonato con gente come Dizzy Gillespie, Joe Henderson, Dave Holland, Stan Getz e molti altri.

Ron Carter, considerato, insieme a Charles Mingus, uno dei contrabbassisti più influenti della storia del jazz. La sua personalità e il suo stile unico lo hanno portato, negli anni a suonare al fianco di gente come Miles Davis, Bill Evans, Dexter Gordon, Herbie Hancock, B.B. King e così via.

A chiudere il trio Billy Cobham, maestro assoluto che ha letteralmente riscritto i parametri della batteria, diventando un punto di riferimento per generazioni di musicisti di ogni età. Nella sua carriera ha suonato con Horace Silver, Miles Davis, Oscar Peterson, George Benson e molti altri. Il disco, come vi dicevo, rientra nella discografia di Billy Cobham e fa parte di un progetto che il batterista porta avanti da anni: “The Art of Jazz Series”, ovvero una serie di album e concerti che mirano a spiegare appunto “l’arte del jazz” attraverso tutte le sue forme, i suoi stili, le sue formazioni in trio, quartetto, quintetto e così via…

L’album si apre con la splendida e frizzante Stella by Starlight, standard del 1944 scritto da Victor Young, ripreso decine di volte negli anni da Bud Powell, Miles Davis, Joe Pass, Ray Charles, Ella Fitzgerald…  In questo brano il piano giocoso di Barron fa da accompagnamento all’eclettico basso di Carter, e Cobham che parte con le spazzole per passare poi ai bastoni. Atmosfera unica.

Billy Cobham, Ron Carter & Kenny Barron live @ Piazza San Giustino, Chieti

Kenny Barron in un intenso momento della serata. Photo by Vincenzo Fedecostante ©

Si passa poi a Autumn Leaves, standard che è in realtà una rivisitazione jazz del classico della canzone francese Les Feuilles Mortes di Joseph Kosma del 1945. Una versione a dir poco straordinaria di questo magnifico classico che, grazie al trio Cobham, Carter, Barron, gode di nuova linfa vitale e di una freschezza unica. Troviamo poi, proseguendo nel disco New Waltz, brano di Ron Carter, seguito dal delizioso bop di Bouncing with Bud, brano di Bud Powell con Cobham e Carter che si inseguono mentre accompagnano l’impeccabile Kenny Barron che con il suo tocco sopraffino, sfiora il piano dolcemente per sette estasianti minuti.

A seguire ‘Round Midnight standard famosissimo del maestro Thelonious Monk. Anche in questo caso siamo di fronte ad un brano che rinasce definitivamente. L’interpretazione del trio si concentra molto sul lirismo e sul pathos che questo capolavoro può regalare, piuttosto che, come viene di solito suonato, sulle atmosfere cupe e buie che potrebbe suggerire.

And Then Again, brano di Kenny Barron del 1997 caratterizzato da lunghi soli di basso e batteria con il piano che dopo i primi minuti, riappare nel finale per concludere un pezzo in puro stile bop. Penultimo brano è I Thought About You, standard scritto nel 1939 da Jimmy Van Heusen. Un classico reinterpretato da Dave Brubeck, Billie Holiday, Dinah Washington, Shirley Horn e molti altri. Brano di un’intensità unica fa da preludio al finale con Someday My Prince Will Come, brano tratto dalla colonna sonora di “Biancaneve e i Sette Nani”, del 1937, scritto da Larry Morey e Frank Churchill.

Billy Cobham, Ron Carter & Kenny Barron live @ Piazza San Giustino, Chieti

Lo stile e l’eleganza di Ron Carter nella serata a Chieti. Photo by Vincenzo Fedecostante ©

Negli anni questo pezzo è stato oggetto di decine e decine di reinterpretazioni da parte di Bill Evans, Miles Davis, Grant Green, Oscar Peterson, Clare Fischer, Chet Baker e diverse volte da Herbie Hancock che lo usò spesso come base per i suoi pezzi e improvvisazioni. In “The Art of Three” possiamo godere di una versione particolarmente emozionante con il trio che esprime tutto il suo spropositato talento in un pezzo che è davvero un’opera d’arte in note.

Vi dicevo in precedenza che Billy Cobham porta avanti il progetto “The Art of Jazz” con concerti in tutto il mondo. Bene dopo quasi dieci anni questo trio si è riunito in una data unica al mondo, in Abruzzo a Chieti, nell’ambito della XIV edizione della “Settimana Mozartiana”, ed io ho avuto il piacere e l’onore di essere presente tra il numeroso pubblico in Piazza San Giustino.

Durante la serata il magico trio ha eseguito brani tratti dai loro album live come Stella by Starlight, I Thought About You, ‘Round Midnight e Someday My Prince Will Come. Ma anche classici non presenti nei loro dischi come Invitation, brano scritto da Bronislau Kaper per il film “A Life of Her Own”. L’esibizione è stata anche ricca di lunghe improvvisazioni prima in trio poi singolarmente, il che ha permesso di apprezzare al meglio lo stile e la classe dei tre maestri.

Kenny Barron, dall’alto della sua esperienza ha regalato una performance di un’eleganza e di una raffinatezza eccezionale. Del resto sapevo già della sua grandezza, avendo avuto l’occasione di vederlo anche lo scorso anno a Pescara Jazz, insieme ad altri 3 grandi pianisti.

Ron Carter, elegantissimo con il suo completo nero, cravatta a pois e il suo maestoso contrabbasso (alto quanto lui). La sua personalità sul palco è da vero Maestro, spesso si gira verso gli altri tre, annuisce, sorride… Beh bisognerebbe essere nella mente di quei tre per capire certi linguaggi.

Billy Cobham, Ron Carter & Kenny Barron live @ Piazza San Giustino, Chieti

L’energia di Billy Cobham, ideatore del progetto “The Art of Jazz”. Photo by Vincenzo Fedecostante ©

E poi Billy Cobham, artefice di questo progetto e leader (se vogliamo trovarne uno) del trio. È lui che fa i saluti, che presenta la band e che picchia la sua batteria, poi l’accarezza delicatamente con le spazzole, nei pezzi più intensi o dallo stile più bop, il tutto con l’energia di un trentenne. Se non lo sapessi non direi mai che è alla soglia dei 70 anni! Un grandissimo!

Un’ora e mezza di jazz ad livelli altissimi che ha piacevolmente sconvolto il mio animo di appassionato. Peccato solo per la location, una piazza molto ampia che, un po’ per il vento, un po’ per l’eco non ha permesso un ascolto degno del trio che si esibiva. A farne le spese soprattutto il piano di Kenny Barron. Tutto sommato però è stata una serata spettacolare e unica, dato che il trio non ha un tour stabilito.

Posso quindi ritenermi fortunato ad aver assistito dal vivo ad una delle preziose lezioni di “The Art of Jazz” del Maestro Cobham e soci.

Un ringraziamento particolare va a Vincenzo Fedecostante per le splendide fotografie presenti nell’articolo e al mio amico Nicola per il video che segue!

Buona Musica!

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