Stan Getz & João Gilberto – Getz/Gilberto [1964]

Siamo nel 1963. Il mondo del jazz si è ormai lasciato alle spalle l’era del be-bop ed è nel pieno del periodo, cosiddetto “cool”, un movimento che, in realtà, si è sviluppato parallelamente al be-bop, i primi album risalgono addirittura all’inizio degli anni 50 e neanche a dirlo, uno degli iniziatori fu Miles Davis con il suo “Birth of the Cool” del 1949.

Stan Getz

Stan Getz, uno dei maggiori esponenti del cool jazz.

Il “cool jazz” è una corrente del jazz che, seppur nata indiscutibilmente dal bebop, propone una versione più rilassata, anche cantabile, priva di quelle asprezze armoniche e dalle linee melodiche meno complesse con molti riferimenti alle sonorità europee.

I critici dell’epoca considerarono il cool jazz la risposta “bianca” al “nero” bebop. Distinzione puramente giornalistica, considerando il periodo storico e i problemi razziali al seguito e non ultimo, il fatto che molti musicisti cool, erano neri.

Uno degli esponenti migliori del periodo cool fu senza ombra di dubbio, il grande Stanley Gayetsky, meglio noto come Stan Getz, sassofonista di Philadelphia, autore di album indimenticabili capaci di regalare emozioni come pochi altri sono riusciti a fare.

Da sempre aperto a sperimentazioni e collaborazioni, nel 1962 pubblica “Jazz Samba” il primo album che rientra nella categoria omonima che vede sonorità tipicamente jazz “fusi” con i ritmi della bossa nova brasiliana. Al suo fianco il chitarrista Charlie Byrd. L’album ebbe un discreto successo ma durò ben poco. Sempre del 62 è “Big Band Bossa Nova” altro esperimento, stavolta in compagnia di Creed Taylor, fondatore della Impulse! Records che di lì a poco avrebbe prodotto altri album storici.

L’anno successivo, Stan Getz replica con “Jazz Samba Encore!” questa volta al suo fianco Luiz Bonfá. Il disco contiene pezzi classici di Jobim reinterpretati e alcuni inediti dello stesso Bonfá. Anche in questo caso l’album viene accolto bene ma non convince. Stan Getz si accorse che in quei dischi mancava qualcosa. Mancava la saudade, mancava quel senso del ritmo che solo i musicisti brasiliani riescono a dare, mancava quel tocco di autenticità, necessaria per il salto di qualità.

Joao Gilberto

Un giovanissimo João Gilberto, uno dei padri della bossa nova.

Stan Getz decise quindi si recarsi nei luoghi sacri della samba e della bossa nova. Vola a Rio de Janeiro per incontrarsi con quelli che sono considerati i padri della bossa, João Gilberto e Antonio Carlos Jobim. Il 18 marzo 1963, si ritrovano quindi negli A&R Studios di New York. Jobim ha portato con sé anche il suo fedele percussionista Milton Banana e il contrabbassista Sebastião Neto.

Iniziò la sessione di registrazione. L’atmosfera si fece subito calda, in quello studio si respirava un’aria che nessuno mai prima d’allora aveva sperimentato, qualcosa di magico, come lo stesso Creed Taylor, produttore, commentò: «…Avevo rapporti con i musicisti brasiliani in virtù dell’album “Jazz Samba”: amavo quel disco, ma naturalmente non c’erano brasiliani.
Ma quando i veri ragazzi entrarono in studio, João e Jobim, quello fu magico. (…) Wow! Questo è qualcosa di veramente nuovo!»

Arrivò il momento di registrare Garota de Ipanema, classicissimo della bossa brasiliana, scritto da Jobim e dal suo amico e poeta Vinicius de Moraes. A cantare c’era João Gilberto ma Stan Getz ebbe un’idea particolare che si rivelò più tardi, un’intuizione degna di un musicista visionario. Far cantare Garota de Ipanema in inglese alla moglie di Gilberto, l’affascinante Astrud che era lì solo per assistere alla registrazione e per fare da interprete al marito, dato che João masticava poco l’inglese. Inizialmente Gilberto e Jobim furono contrari, anche perché Astrud non aveva la minima esperienza di canto. Alla fine si convinsero e si registrò.

Il risultato fu quel capolavoro che ancora oggi è riconosciuto come la vera e autentica versione di The Girl from Ipanema. Quell’inglese un po’ stentato, l’ingenua e timida voce di Astrud, neanche perfettamente intonata, la semplicità dell’interpretazione, hanno dato a questa “ragazza di Ipanema” un fascino e un’immagine che ancora oggi sono simbolo di bellezza e naturalezza femminile.

La voce di Astrud non ha sovrastrutture, non è una voce modellata e prodotta dal talento e dall’esercizio. È semplice, sensuale, timida e naturale proprio come la sezione strumentale del brano: minimale, sinuoso, con in sottofondo il piano del maestro Jobim, basso e percussioni che accarezzano le voci di João e Astrud Gilberto e affiancano alla grande l’eleganza del sax tenore di Stan Getz che a metà brano interviene impeccabile, senza fronzoli e mai fuori luogo, in perfetto stile cool jazz.

Stan Getz & Joao Gilberto - Getz/Gilberto

“Getz/Gilberto”, 1964. Album che ridefinì gli standard della bossa brasiliana.

Desafinado (Off Key), altro splendido brano di Jobim che racconta ironicamente di un cantante che per giustificare il proprio scarso talento, usava scuse poco credibili. Quando la band dovette registrare Desafinado. Un curioso aneddoto racconta che  la prima cosa che Jobim e Gilberto fecero fu quella di far sentire a Getz come si doveva suonare perché, evidentemente, non erano rimasti soddisfatti dell’interpretazione che ne era stata proposta in “Jazz Samba”.

Ancora la voce di Astrud Gilberto ruba la scena in Corcovado, altra perla immancabile tra i classici bossa del Maestro Jobim. Più tardi sarà tradotto anche in inglese come Quiet Night of Quiet Stars. Il brano, splendido, è ispirato al Corcovado, il colle di Rio la cui cima è dominata dalla famosa statua del Cristo Redentore.

Troviamo poi Só Danço Samba, altro standard ripreso innumerevoli volte da altrettanti artisti tra i quali anche Ella Fitzgerald, Victor Biglione o Eliane Elias, O Grande Amor, Doralice e Para Machucar Meu Coração (unici due brani del disco non composti dal maestro Jobim) e infine, il brano che chiude l’album Vivo Sohando. Tutti brani che, se non avete mai ascoltato prima questo disco, vi faranno rimpiangere il tempo perso ascoltando altro. È una sensazione che poche altre volte ho provato ascoltando un disco.

La sensibilità e la raffinatezza con la quale vengono proposti i brani, con una naturalezza fuori dal comune, sono senza dubbio la massima espressione del romanticismo sognante della bossa nova mai pubblicato prima.

Stan Getz & Joao Gilberto

Da sx: Stan Getz, Milton Banana, Antonio Carlos Jobim, Creed Taylor, João e Astrud Gilberto.

La personalissima “batida” di João Gilberto, tecnica ritmico-armonica nel pizzicare la chitarra, è la protagonista assoluta di tutto l’album. Imprescindibile per l’atmosfera creata da questo capolavoro assoluto! Più tardi, la “batida” sarà imitata da praticamente tutti i musicisti brasiliani. Del resto è ciò che cercava Stan Getz, l’autenticità del sound della bossa, quella saudade che solo se la si conosce davvero, si è in grado di esprimerla. E chi meglio di João Gilberto poteva farlo? Lo stesso Antonio Carlos Jobim, il più grande compositore e musicista brasiliano di tutti i tempi, lo ha definito «…la più grande stella del nostro firmamento, il miglior ambasciatore della bossa nova nel mondo!»

Se avete ascoltato altri lavori di Stan Getz, provate a confrontarli. Si ha la sensazione che il nostro sassofonista da Philadelphia, da poco uscito da un periodo di tossicodipendenza, non sia mai stato così appassionato. Sembra quasi essere contagiato dal sentimento e dal ritmo carioca. Le atmosfere hanno un fascino così caldo e rilassato che persino il suo estro prepotente decise di mettersi da parte, lasciando spazio allo Stan Getz sentimentale, passionale ed elegante. Non c’è ombra di dubbio che anche grazie a questo lavoro troverà nuova linfa creativa per il futuro.

Un disco monumentale, una pietra miliare della storia della musica. Rimase ben 96 settimane nella classifica di Billboard e non raggiunse la vetta “per colpa” dei Beatles e di Bob Dylan. Per la prima volta, un disco jazz vinse il premio di disco dell’anno, nel 1965. L’unico a ripetere l’impresa fu Herbie Hancock, 43 anni dopo con “River: The Joni Letters”, album tributo a Joni Mitchell, che vinse lo stesso premio nel 2008.

Nel 2004, la versione di The Girl from Ipanema venne inserita nella National Recording Registry, per l’importanza, per l’impatto che ebbe sul mondo della musica e soprattutto perché da quel 18 marzo 1963, vennero ridefiniti per sempre gli standard della bossa nova.

Questa musica ha un fascino quasi universale. Che siate dei puristi jazz o amanti delle sperimentazioni, che siate amanti della bossa o semplicemente degli ascoltatori occasionali; questo disco metterà d’accordo tutti.
È semplicemente essenziale per la discografia di chiunque ami la buona musica.

tracklist:

  1. The Girl from Ipanema
  2. Doralice
  3. Para Machucar Meu Coração
  4. Desafinado
  5. Corcovado
  6. Só Danço Samba
  7. O Grande Amor
  8. Vivo Sonhando

anno: 1964
label: Verve Records

Annunci

24 thoughts on “Stan Getz & João Gilberto – Getz/Gilberto [1964]

  1. Pingback: J Dilla – il pioniere del soulful hip hop | Soulful Corner

  2. Pingback: Soulful TOP 15 [03.2014] | Soulful Corner

  3. Pingback: Soulful TOP 15 [04.2014] | Soulful Corner

  4. Pingback: Soulful TOP 15 [05.2014] | Soulful Corner

  5. Pingback: Soulful TOP 15 [06.2014] | Soulful Corner

  6. Pingback: Soulful TOP 15 [07.2014] | Soulful Corner

  7. Pingback: Soulful SummerVibes 2014 | Soulful Corner

  8. Pingback: Soulful Corner Awards – The Best of 2014 | Soulful Corner

  9. Pingback: Miles Davis – ‘Round About Midnight [1957] | Soulful Corner

  10. Pingback: Ike Quebec – Blue & Sentimental [1961] | Soulful Corner

  11. Pingback: Doug Watkins – Soulnik [1960] | Soulful Corner

  12. Pingback: Nicola Conte live @ Suonincava, Apricena (FG) [17-08-2010] | Soulful Corner

  13. Pingback: Cannonball Adderley – Somethin’ Else [1958] | Soulful Corner

  14. Pingback: SC consiglia… Cassandra Wilson – Waters of March (Águas de Março) | Soulful Corner

  15. Pingback: Bill Evans & Stan Getz – But Beautiful [1974] | Soulful Corner

  16. Pingback: Wayne Shorter Quartet & Enrico Rava in “We Want Michael!” live @ Pescara Jazz [15-07-2012] | Soulful Corner

  17. Pingback: …Bird Lives… | Soulful Corner

  18. Pingback: Billy Cobham, Ron Carter & Kenny Barron live @ Piazza San Giustino, Chieti [21-07-2013] | Soulful Corner

  19. Pingback: Gal Costa – Gal Costa Canta Tom Jobim ao Vivo [2000] | Soulful Corner

  20. Pingback: Soulful SummerVibes 2016 | Soulful Corner

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...