Round Midnight [1986]

Round Midnight

Dale Turner, all’inizio del film… racconta la sua storia.

«Sono stanco di tutto, tranne che della musica.»
[cit. Dale Turner]

Spiegare il jazz, dargli una definizione, non è cosa semplice. Ci sono troppe sfumature, troppi personaggi, troppe storie da raccontare. Perfino uno dei capisaldi della storia del jazz, il pianista Thelonious Monk, una volta commentò: «I don’t have a definition of jazz. You’re just supposed to know it when you hear it». Eh si… non c’è una definizione, bisogna solo ascoltarlo e poi, forse, capirai cos’è.

La mia citazione non è casuale, ho scelto Monk perché è legato al film del quale sto per parlarvi. “Round Midnight”, film del 1986, diretto da Bertrand Tavernier. ‘Round Midnight, è anche il titolo di uno degli standard più importanti ed influenti della storia del jazz, ripreso praticamente da tutti i più grandi jazzisti contemporanei e non (da Miles Davis a Herbie Hancock, da Dizzy Gillespie a Chet Baker), composto dal genio di Thelonious Monk, nel 1944.

Questo brano, negli anni è diventato più di uno standard. È diventato emblema di un momento, attorno alla mezzanotte appunto, che dà inizio a quella magia, a quel mood mistico nel quale i musicisti sono particolarmente ispirati e iniziano le loro composizioni, si esibiscono, incidono.

È l’inizio della notte, e il jazz, dall’alba dei tempi vive e si sviluppa di notte, vive nel buio dei club di New York e New Orleans, nei locali affollati di Parigi, avvolti dal fumo e dalla passione. Atmosfere assolutamente magiche.

Atmosfere riprese fedelmente nel film di Bertrand Tavernier che, tornando alla mia citazione iniziale, prova a raccontarci il jazz, in modo assolutamente affascinante; attraverso una storia, quella di Dale Turner un grande sassofonista tenore, interpretato niente meno che da Dexter Gordon, altrettanto grande sassofonista nella vita reale.
Il film inizia con lo stesso Dale Turner che confessa al suo grande amico Hershell di volersi trasferire a Parigi, forse perché ha voglia di cambiare aria, o forse perché la vista del suo amico a letto, ammalato, lo spaventa.

Round Midnight

Parigi, Blue Note. Dale Turner (Dexter Gordon) si esibisce con la sua band. Al piano Eddie Wayne (Herbie Hancock), alla chitarra John McLaughlin.

Sono circa 15 anni che manca dall’Europa e gli piacerebbe tornare a suonare lì. Dale è al tramonto della sua carriera, ha inciso album importanti ma l’età, una carriera fatta di successi ma anche di alcol, droghe e donne lo hanno sfinito. Lo si evince dalle sue parole e da molti suoi atteggiamenti. Nonostante tutto, la sua classe e il suo stile sono rimasti invariati negli anni. Turner è amato dal suo pubblico e farà di tutto per soddisfarlo. Le serate al Blue Note di Parigi passano, ma Dale è insoddisfatto, si sente chiuso in gabbia. Complice la sua band e la sua compagna, nonché “manager” che fanno di tutto per conservare l’integrità mentale e fisica di Dale che purtroppo, come molti jazzisti dell’epoca, è un alcolista.

Nel frattempo, all’esterno del Blue Note c’è un uomo, un giovane grafico pubblicitario, Francis Borier, interpretato da François Cluzet. Francis adora Dale Turner, colleziona tutti i suoi dischi e, come dirà lui stesso nel film, «la musica di Dale gli ha cambiato la vita». Francis in un certo senso è un artista e purtroppo non guadagna abbastanza per permettersi di entrare al Blue Note. La sua passione però, è tale da spingerlo tutte le sere ad ascoltare il suo idolo rimanendo rannicchiato sul marciapiede con l’orecchio alla finestra bassa del Blue Note, anche sotto la pioggia.

Una sera, tra uno spettacolo e l’altro, Dale esce fuori dal club per una pausa dopo l’ennesimo verre de vin rouge negatogli al bancone del bar. Fuori incontra il giovane e dopo una birra e una chiacchierata lo fa entrare al Blue Note. Francis si sente come un bambino nel paese del cioccolato, segue con attenzione, ogni nota, ogni scala, ogni assolo. La band di Dale Turner è formidabile e Francis rimane estasiato. Rimarrà con lui anche dopo lo spettacolo, rendendosi conto che dentro di sé Dale sta soffrendo.

Round Midnight

Locandina del film.

Da qui inizia l’amicizia con il suo idolo che seguirà ogni notte al Blue Note. Una sera mentre tutta la band è nell’appartamento di Ace, un altro musicista della band, arriva Francis in tutta fretta, purtroppo con cattive notizie, Hershell, l’amico newyorkese di Dale, è morto. Questa notizia sconvolge il nostro sassofonista che per evadere dal dolore riprenderà a bere, cacciandosi nei guai.

Il jazz è l’unico mezzo che Dale Turner conosce per esprimere ciò che ha dentro sia che si tratti di gioia che si tratti di sofferenza. La sua anima vive di musica, la sua vita è la musica.
La sequenza in cui, dopo la morte di Hershell, Francis trova Dale seduto fuori dal Blue Note, seduto in un vicolo umido pieno di spazzatura, solo con il suo sax è una delle più toccanti del film, che difficilmente si dimenticano.

Francis ci tiene troppo all’amicizia col grande Dale e farà di tutto per tenerlo lontano dall’alcool; gli correrà dietro, lo recupererà per strada, al pronto soccorso e perfino nei commissariati di polizia. Lo ospiterà anche a casa sua diventando di fatto il suo nuovo manager. Francis è divorziato e vive con sua figlia Bérangère. Con Dale passerà momenti indimenticabili, e non solo per la sua musica. La loro è un’amicizia fatta di stima, ammirazione e sincerità. Vivendo con lui, Francis imparerà molto anche sul jazz e sulla musica. Dale però ha sempre il vizio dell’alcool e dopo l’ennesima notte brava, Francis, dopo averlo assistito, si sfoga piangendo. A questo punto Turner si rende conto che sta distruggendo sé stesso e sta facendo soffrire anche Francis. Perciò la mattina seguente prometterà al suo fedele amico che smetterà di bere.

Sarà la svolta per la carriera e per la vita di Dale Turner. Da qui in poi troverà nuova ispirazione, nuova energia, inciderà anche dei dischi. Il successo sarà tale anche per Francis che ritroverà la sua vena creativa e avrà successo anche nel suo lavoro di grafico pubblicitario.

Una mattina Dale riceve una piacevole visita, è l’affascinante e solare Darcey Leigh, interpretata dall’attrice e cantante Lonette McKee. Darcey è una vecchia fiamma di Dale. I due hanno un feeling particolare e sono visibilmente presi l’uno dall’altro, sia sentimentalmente che artisticamente. È un momento particolare della vita di Dale; ha smesso di bere e la sua ritrovata freschezza gli permette di godersi al meglio la vita e le sue amicizie.

Round Midnight

Dale e Darcey si esibiscono al Blue Note.

Poi, come un fulmine a ciel sereno, Dale confessa ad un incredulo Francis di voler tornare nella sua New York. Ed ecco di nuovo l’Alvin Hotel, lo stesso che frequentava quando viveva a NYC, lo stesso nel quale morì il suo amico Hershell. «New York è una città tosta, la musica è più tosta, perché la gente è più tosta». È così che la descrive Goodley, manager newyorkese purosangue, interpretato (udite udite) da Martin Scorsese, da sempre appassionato di blues e jazz.

A New York ci va anche Francis dove assiste alle esibizioni di Dale in un club gestito da Goodley. Dale è un uomo di poche parole. Esprime i suoi sentimenti attraverso la musica e lo fa anche nei confronti di sua figlia, Chan dedicandole una delle sue composizioni, Chan’s Song. È qualcosa di particolare per Dale, che purtroppo non ha avuto contatti con lei per anni.

Poche serate per Francis che non si sente a suo agio nella Grande Mela, specie di fronte a certi individui come Goodley o come Booker, uno spacciatore vecchia conoscenza di Dale, che invece è voluto tornare a New York perché alla fin fine è quello il suo posto, è lì che ha iniziato ed è lì che vuole concludere la sua carriera. Pochi giorni e stavolta e Francis a dover partire, ha comprato un posto anche per Dale, nel caso voglia seguirlo.

All’aeroporto Francis aspetterà per ore, invano, l’arrivo di Dale. I due non si vedranno mai più. Qualche giorno dopo, Francis riceverà un telegramma che lo informerà della morte del suo caro amico.

Round Midnight

Francis e Dale a New York, poco prima di dirsi addio.

Cala così il sipario sul grande Dale Turner che però vivrà sempre nei ricordi degli appassionati, grazie alla sua musica, attraverso un tributo della sua vecchia band, guidata dal pianista Eddie Wayne che rende omaggio al suo vecchio leader di fronte ad un grande pubblico in un flash forward conclusivo, anni dopo i fatti del film. E Francis? Francis continuerà la sua vita da grafico pubblicitario con sua figlia, ormai cresciuta e che, con la stessa emozione di suo padre, rivive quei momenti passati con Dale grazie alle riprese che il suo più grande ammiratore e amico fece dei loro momenti passati insieme e delle sue magiche performance nel buio e fumoso Blue Note parigino.

Quest’opera, come si legge nei titoli di coda, è dedicata ed ispirata alla vita di Bud Powell e Lester Young. Due grandissimi musicisti, due rivoluzionari del jazz. Ma sostanzialmente è un tributo a tutto il mondo del jazz.

Il maestro Bertrand Tavernier ci offre una visione romantica del jazz, fatta di passione e devozione come quella di Francis, ma anche di malinconia, vita sregolata e sofferenza, quella di Dale Turner nella prima parte della pellicola. Una figura, quella del protagonista, che non è altro che un mix delle personalità di Bud Powell, Lester Young e in parte dello stesso Dexter Gordon.

Round Midnight

Il sorriso di Dale, in una delle riprese di Francis…

Il rapporto tra Francis e Dale è ispirato alla vera amicizia tra Francis Paudras e il pianista Bud Powell. Fu questo personaggio che nei primi anni 60 fece risalire letteralmente un Bud Powell alla deriva che, stanco, malato e sfiduciato si stava lasciando morire. Paudras, con amore, dedizione e passione, riportò Powell in piena forma fisica e mentale e lo riconsegnò al successo.

Sempre nella figura di Dale Turner troviamo diversi elementi che ricordano anche Lester Young: il sassofono, il cappello e l’utilizzo dell’appellativo “lady” che dà a tutto ciò che ama; al suo sax (Lady Sweet) in primis, ma anche agli amici e ai suoi colleghi musicisti. Inoltre, come vi anticipavo, ci sono elementi del carattere e della vita dello stesso Dexter Gordon che nel 1962 si trasferì in Europa e rimase, tra Parigi e Copenaghen per 15 anni.
Ci sono poi tanti elementi che rimandano ad altri miti del jazz: il nome Chan della figlia di Dale che richiama la moglie di Charlie Parker; il vestito bianco e l’orchidea tra i capelli di Darcey che ricorda molto Billie Holiday legata, in passato, da una grande amicizia proprio con Lester Young.

E poi ci sono loro, i musicisti che compaiono nel film. La cosa stupefacente è che il regista ha voluto dei veri jazzmen per il film, radunando attorno a sé gente come Herbie Hancock nei panni di Eddie Wayne, John McLaughlin, Wayne Shorter, Bobby Hutcherson nelle vesti di Ace, il vibrafonista appassionato di cucina, Ron Carter, Freddie Hubbard, Lonette McKee e molti altri.

Tutte le composizioni del film sono state registrate dal vivo, i brani diretti e arrangiati da Herbie Hancock che ha curato anche la colonna sonora, anche se il disco è a nome di Dexter Gordon. La soundtrack vinse anche un Academy Award come miglior colonna sonora originale e comprende diversi classici e standard del jazz riarrangiati dallo stesso Hancock. Nello stesso anno venne pubblicato anche un secondo disco con le musiche del film (che non appaiono nel disco ufficiale), registrate nella stessa sessione, “The Other Side of Round Midnight” che rientra anch’esso nella discografia di Dexter Gordon.

Un film che, se siete appassionati del genere, non potete non guardare. Per la storia che racconta, per la musica, onnipresente per tutta la pellicola, per gli spunti e le chiavi di lettura che vi offrirà lo stesso Dale Turner. E poi forse, alla fine, riuscirete a capire cos’è il jazz.

«Io spero, Lady Francis, che vivremo abbastanza a lungo per vedere un viale che porta il nome di Charlie Parker, un Parco Lester Young, una Piazza Duke Ellington, e perfino una strada col nome di Dale Turner.»

Buona visione e buona Musica!

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