Calibro 35 – Traditori di Tutti [2013]

Calibro 35

I Calibro 35, cinema e musica sono la loro vita.

«Calibro 35 are the most fascinating, “retro-maniac” and genuine thing,
that happened to this poor Country
in the last three to four years!» – Rolling Stone Magazine

La nostra macchina del tempo della black music stavolta ci porta all’inizio degli anni 70. Negli States, grazie a registi come Melvin Van Peebles e Gordon Parks o ad attori come Richard Roundtree e la splendida Pam Grier, si è affermato ormai il genere della blaxploitation, che in periodi di lotte razziali, rivendicava i diritti e la dignità dei neri sul potere bianco.

Le colonne sonore di questi film erano a dir poco epiche, gente come Isaac Hayes che firma la leggendaria soundtrack di “Shaft”, Curtis Mayfield incide Superfly e il grande Roy Ayers firma quella di “Coffy”.

Parallelamente in Italia nasceva un genere cinematografico che avrebbe fatto epoca, almeno nel nostro Belpaese. Grazie a registi come Umberto Lenzi e Fernando Di Leo, presero piede i film polizieschi made in Italy caratterizzati da scene quotidiane, da azione, inseguimenti automobilistici, storie e intrighi spesso avvincenti che furono le vere chiavi del successo.

La Banda del Gobbo, Italia a Mano Armata, Napoli Violenta e Roma a Mano Armata, sono solo alcuni dei grandissimi successi di questo filone cinematografico! A rendere il tutto più spettacolare c’erano le musiche di questi film, la maggior parte delle quali firmate dal maestro Franco Micalizzi che componeva delle vere perle che hanno ispirato generazioni di musicisti.

Oggi tutte quelle musiche, quelle atmosfere si sono un po’ perse negli archivi cinematografici, rimangono nella memoria degli appassionati del genere e dei pochi gruppi che ne hanno tratto ispirazione. Per quel che riguarda il panorama italiano, la situazione rimane ancora più una nicchia di grande funk e groove. Qualche mese fa vi avevamo parlato dei Funky Snack, formazione pugliese, e del loro album di debutto “Nixploitation” ispirato dal movimento blaxploitation statunitense.

Calibro 35 - Calibro 35

“Calibro 35”, album omonimo per il debutto della band. Era il 2008.

Oggi invece vi parleremo dei Calibro 35, gruppo milanese che poche settimane fa ha pubblicato il suo quarto album, “Traditori di Tutti”, rilasciato sotto l’etichetta Record Kicks. Loro, invece, si ispirano proprio alle sonorità delle soundtrack poliziesche dei film anni 70 italiani.

I Calibro 35 nascono nel 2007 dall’incontro, per un progetto esterno, dei vari componenti: Enrico Gabrielli (già collaboratore degli Afterhours, Mariposa e Vinicio Capossela) alle tastiere, Massimo Martellotta (collaboratore di Stewart Copeland ed Eugenio Finardi) alla chitarra, Fabio Rondanini (collaboratore del Collettivo Angelo Mai e Niccolò Fabi) alla batteria e Luca Cavina al basso.

Il loro album di debutto, “Calibro 35”, datato 2008, viene supervisionato da Tommaso Colliva, famoso produttore italiano della scena indie e alternative rock. Ha prodotto per Eugenio Finardi, Muse, Afterhours, Patrizia Laquidara, Marta sui Tubi e molti altri. Il disco ha un ottimo successo, esso è una fusion di soul, funk, jazz  e rock e comprende varie reinterpretazioni di famose composizioni dei maestri Ennio Morricone, Luis Bacalov e Armando Trovajoli.

Le voci, o meglio il groove corre in fretta e arriva anche oltremanica dove Craig Charles, noto conduttore radiofonico del “Funk & Soul Show” della BBC, li inserisce in alcune playlist; l’energia del Calibro 35 colpisce anche il nord-Europa, dove vengono trasmessi da “Studio Brussels”, network belga-olandese che li porterà ad esibirsi dal vivo anche in quelle zone. In Italia partecipano a vari festival e dato che il loro stile è molto legato alla scena cinematografica, vengono scelti per la partecipazione, con musiche originali, alla colonna sonora di “Said” film pulp “tutto mafia e violenza!”, italo-spagnolo nella quale troviamo anche una collaborazione di Manuel Agnelli, cantante degli Afterhours.

Nel gennaio 2010 esce il loro secondo album, ossia “Ritornano Quelli di… Calibro 35”, ancora una volta prodotto da Tommaso Colliva e pubblicato da Ghost Records/Venus Dischi. Anche qui alcune rivisitazioni di classici come Milano Odia: la Polizia Non Può Sparare. Nello stesso anno l’album viene pubblicato anche in altri paesi europei e i Calibro 35 apriranno il concerto milanese dei Muse.

Nel 2012, terzo album della band, “Ogni Riferimento a Persone Esistenti o a Fatti Realmente Accaduti è Puramente Casuale”. Il disco contiene dieci tracce originali firmate Calibro 35 e due riletture di classici.

Calibro 35 - Traditori di Tutti

“Traditori di Tutti”, ispirato al romanzo omonimo di Giorgio Scerbanenco del 1966.

Si arriva così all’ottobre 2013 quando viene pubblicato “Traditori di Tutti”, uscito sotto la Record Kicks, etichetta indipendente milanese. Il titolo dell’album è ispirato al romanzo omonimo di Giorgio Scerbanenco del 1966. Il disco potrebbe essere, praticamente, la colonna sonora del romanzo che viene sviscerato per bene dalla band che con un funk energico e avvincente riesce a trasmettere emozioni inaspettate all’inizio.

In una recente intervista su Repubblica.it, i Calibro ci parlano della nascita del loro nuovo progetto:

«…Traditori di tutti è nato in maniera differente rispetto al passato. Siamo entrati in studio con un elenco abbastanza lungo di possibili riferimenti al libro di Scerbanenco: nomi di personaggi, scene, luoghi, oggetti e frasi estrapolate dal loro contesto originario. Questi spunti letterari hanno guidato poi lo sviluppo delle nostre idee musicali. In pratica quando veniva un’idea per un riff, un ritmo, una parte di un brano, ci si faceva aiutare dal libro chiedendosi cosa potrebbe essere questo? Come possiamo svilupparlo nelle atmosfere del libro…»

Un album che all’inizio, se non siete abituati a certe sonorità, vi lascerà un po’ spiazzati ma man mano che prosegue vi coinvolgerà sempre più fino a farvi letteralmente saltare dalla sedia tanta è l’energia!

Play, e via con un “misterioso e oscuro” Prologo che apre il disco per poi catapultarci in un attimo nell’atmosfera poliziottesca della Milano “che trema” o della “Roma violenta”! Si parte con quello che è il primo singolo rilasciato, Giulia Mon Amour che difficilmente vi farà rimanere fermi, proseguendo siamo in piena atmosfera film con i brani Stainless Steel e One Hundred Guests fino a pezzi come Mescaline 6, una fusione di ritmi hard bop, organo in stile “The Doors” e percussioni rock-blues. Senza sosta arriviamo a Butchers’ Bride, brano che descrive uno dei personaggi più grotteschi del romanzo con un tema tutt’altro che macabro. Un riff da film noir a dir poco spettacolare ci porta a Vendetta, tema centrale del romanzo di Scerbanenco.

Deep funk, di quello sporco in You, Filthy Bastards! Pezzo intenso se ce n’è uno, tra i migliori dell’album secondo chi vi scrive. Ci introduce ad un pezzo semplicemente epico, Traitors, ispirato al tema del tradimento, anch’esso presente nel romanzo, nonché al titolo stesso. Questi due pezzi è come se fossero il momento di svolta di un film, o di un romanzo, in questo caso; il colpo di scena che sconvolge i fatti narrati. Assolutamente spettacolari!

Calibro 35

I Calibro 35 al completo. Photo by Alice Pedroletti ©

Ci si avvia alla conclusione del disco con Two Pills in the Pocket e Miss Livia Ussaro. Due brani a tratti enigmatici che ci raccontano della conclusione delle vicende del romanzo, appunto in modo enigmatico. A dare un tocco lugubre al tutto ci sono anche delle risatine e sospiri eterei che fanno piacevolmente rabbrividire.

A concludere, un pezzo che riprende il tema e il groove sospettoso del prologo, in un fantomatico riarrangiamento ancor più intrigante. Annoying Repetitions il titolo, ma vi assicuro che non vi annoierà!

Un album da avere assolutamente per gli appassionati delle sonorità anni 70 e delle colonne sonore italiche. Un patrimonio inestimabile di musica dal quale trarre ispirazione. Le musiche di Morricone e Micalizzi erano, musicalmente, qualcosa difficile da esprimere se si pensa al periodo storico. Erano composizioni visionarie, avanti di decenni rispetto a quelle contemporanee dell’epoca. Ancora oggi infatti, riescono a stupire chi le ascolta per la prima volta.

L’obiettivo e la “missione” dei Calibro 35 è proprio questa: ridare alla musica e all’arte italiana ciò che gli appartiene, dimostrare che ancora oggi, anche se sono passati circa 40 anni, i musicisti del Belpaese posseggono ancora quell’arte di saper raccontare storie con la musica. Hanno ancora nel loro DNA quello che chiamano “crime funk”, proprio perché racconta di storie di malviventi e delitti da risolvere. E che sono capaci, come il maestro Micalizzi e soci prima di loro, di coinvolgere chi li ascolta facendoli innamorare del loro groove! In bocca al lupo Calibro 35!

Vi consigliamo dunque di ascoltare l’intero disco dal player in basso, e vi ricordiamo potete acquistarlo dal sito ufficiale dei Calibro 35, direttamente dal sito della Record Kicks oppure su tutte le piattaforme digitali on-line (iTunes, Juno Records, Amazon)!

Buona Musica!

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6 thoughts on “Calibro 35 – Traditori di Tutti [2013]

    • In realtà c’è pochissimo funk Blaxploitation, i Calibro ripropongono il sound delle colonne sonore italiane degli anni 70 e non quello americano.
      Il filone musicale è più o meno quello, ma ben diverso dal sound blaxploitation.
      Se vuoi un gruppo attuale che fa funk blax ti consiglio i Funky Snack, che trovi sul blog! 😉

      Mi piace

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