Bob James & David Sanborn feat. Steve Gadd & Scott Colley live @ Teatro Comunale, Pietrasanta (LU) [08-11-2013]

Bob James & David Sanborn feat. Steve Gadd & Scott Colley live @ Teatro Comunale, Pietrasanta (LU)

I quattro musicisti sul palco. Photo by Alice Lorenzini ©

Oggi vorrei raccontarvi di un bellissimo concerto, serata inaugurale del Lucca Winter Festival, manifestazione musicale che si svolge, da alcuni anni, in varie location nella città di Lucca e in altre località della provincia. I protagonisti di questa serata sono alcuni dei nomi più significativi della storia del jazz: si tratta di Bob James e David Sanborn, con la partecipazione di Steve Gadd e Scott Colley.

Bob James è uno storico pianista e compositore, uno dei principali esponenti di quella corrente musicale denominata smooth jazz; notevoli le sue esperienze professionali, sia come solista (con una serie di importanti album in piano solo, realizzati dalla metà degli anni ’70 fino ad oggi), sia in compagnia di altri prestigiosi musicisti; il gruppo Fourplay, attivo dai primi anni ’90, vede come fondatore e membro principale proprio Bob James.

David Sanborn è un sassofonista molto versatile, la cui musica è un misto omogeneo di anime diverse, spesso anche molto lontane tra loro; ascoltando la musica di David Sanborn, possiamo imbatterci in un brano dal sapore rock o rimanere avvolti da atmosfere smooth jazz. Questa caratteristica, unita ad una grande abilità nel suonare il suo strumento, anche sperimentando tecniche e soluzioni melodiche piuttosto complesse, gli ha permesso di diventare uno dei musicisti più importanti e richiesti, dagli anni ’70 fino ad oggi.

Bob James & David Sanborn - Quartette Humaine

La copertina di “Quartette Humaine”.

Steve Gadd ha un bagaglio professionale di assoluto prestigio. Batterista di grande bravura, richiesto e apprezzato da molti artisti di oggi e anche del passato, ha lavorato accanto a Michel Petrucciani, Al Jarreau, Chick Corea e Al Di Meola, tanto per citare solo alcuni dei più importanti. La presenza di Steve Gadd riesce a creare, in qualunque contesto, un inconfondibile alone di magia e di eleganza.

Scott Colley, infine, è un contrabbassista e compositore che ha lavorato, spesso come sideman, accanto a colossi del jazz come Carmen McRae e Dizzy Gillespie, alla fine degli anni ’80, mentre, nei primi anni ’90, lo vediamo a fianco di Jim Hall, Joe Henderson e John Scofield.

Bob James e David Sanborn, insieme a Steve Gadd e ad un altro contrabbassista, James Genus, hanno realizzato, nel 2013, un bellissimo album, intitolato “Quartette Humaine”, costituito principalmente da composizioni originali di Bob James e David Sanborn; un disco fondamentalmente smooth jazz, ma con pesanti contaminazioni funk, pop, post-bop e molto altro.

Il concerto è basato principalmente sulle canzoni di “Quartette Humaine”, ma con uno sguardo al passato; nel 1986, Bob James e David Sanborn avevano già realizzato un altro disco, intitolato “Double Vision”, sempre in compagnia di Steve Gadd ma con altri illustri ospiti, come Marcus Miller e Paulinho da Costa; e, durante il concerto, sono state proposte anche alcune canzoni appartenenti a questa prima collaborazione.

Bob James & David Sanborn feat. Steve Gadd & Scott Colley live @ Teatro Comunale, Pietrasanta (LU)

David Sanborn. Photo by Alice Lorenzini ©

La serata si apre nel migliore dei modi; le note della bellissima Montezuma, uno dei pezzi migliori di “Quartette Humaine” scaldano la platea, quasi come un avviso per gli spettatori, per prepararli spiritualmente alla meraviglia che li aspetta; il concerto appare come un crescendo di emozioni, di calore, dove ogni musicista spesso si abbandona a libere improvvisazioni, prolungate indefinitamente, per interminabili minuti.

Dai musicisti emerge un totale feeling, che si avverte dai frequenti sguardi di intesa fra di loro. Non esiste un leader; ognuno di essi riesce a distinguersi dagli altri, ognuno di loro ha il suo momento, nei numerosi assoli che caratterizzano il concerto.

Geste Humain è un’altra meraviglia. La delicatezza sconfinata di questa canzone genera, tra il pubblico, non pochi sussulti emotivi, e appare evidente che anche gli stessi musicisti sono intimamente ed emotivamente coinvolti nelle loro stesse performance; David Sanborn troneggia al centro del palco, e osserva, a turno, i tre musicisti che lo circondano; sorride, si guarda intorno, evidentemente felice ed appagato da ciò che sta accadendo.

More Than Friends, il successivo brano proposto, appartiene al disco “Double Vision”, ed è stato composto da Marcus Miller; brano caratterizzato da una grande eleganza, che introduce alla successiva You Better Not Go to College, brano di Bob James; la versione dal vivo appare molto più coinvolgente ed emozionante rispetto a quella contenuta in “Quartette Humaine”, regalando agli spettatori altre forti emozioni.

Bob James & David Sanborn feat. Steve Gadd & Scott Colley live @ Teatro Comunale, Pietrasanta (LU)

Bob James. Photo by Alice Lorenzini ©

La parte centrale della serata è ricca di altre splendide canzoni. La delicatissima Sofia è di toccante bellezza; alla fine di questo capolavoro il pubblico non potrebbe chiedere di meglio, tanta è l’emozione trasmessa da questa performance. Nella successiva Deep in the Weeds, Steve Gadd e Scott Colley si abbandonano, per alcuni minuti, ad un bellissimo duetto, che sicuramente è uno dei momenti più belli della serata; totale improvvisazione, grande feeling, pura magia.

My Old Flame è molto emozionante, ma la successiva Maputo, altro brano di Marcus Miller tratto da “Double Vision”, è letteralmente da brivido; non mi sarei mai immaginato, a questo punto del concerto, dopo aver goduto di tanta bellezza, di poter assistere, nuovamente, ad una performance di tale livello; una splendida versione, che sicuramente rappresenta uno dei momenti più belli e toccanti della serata.

Bob James & David Sanborn feat. Steve Gadd & Scott Colley live @ Teatro Comunale, Pietrasanta (LU)

Steve Gadd. Photo by Alice Lorenzini ©

La serata si avvia, purtroppo, verso la fine; Follow Me è una delle ultime canzoni proposte, in una brillante ed infuocata versione, mentre il concerto si chiude con due bellissimi brani, You Don’t Know Me, tratto da “Double Vision”, e Westchester Lady, storico brano di Bob James, molto acceso, che finisce per concedere al pubblico, ormai piacevolmente appagato dalla serata, un ultimo, meraviglioso raggio di sole.

Si ringrazia Alice Lorenzini e la redazione di Amo la Musica, per la gentile concessione all’utilizzo delle foto contenute nell’articolo.

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