Art Taylor – A.T.’s Delight [1960]

Art Taylor

Art Taylor. Photo by Francis Wolff ©

Art Taylor è stato un batterista statunitense. La sua bravura e abilità nel suonare il suo strumento, la sua ritmica ed il suo stile inconfondibile lo hanno consacrato come uno dei batteristi più influenti e significativi della sua epoca, come dimostrano le frequenti apparizioni, come sideman, in album più o meno noti di importanti musicisti del periodo.

Innumerevoli sono queste collaborazioni, tutte di assoluto prestigio. Lo troviamo, alla fine degli anni ’50 e nei primi anni ’60, in molti album storici di John Coltrane, Gene Ammons, Jackie Mc Lean e Red Garland, mentre sono altrettanto significative le partecipazioni a fondamentali album di Donald Byrd, Lee Morgan, Kenny Burrell e Paul Chambers.

Dalla metà degli anni ’60, Art Taylor si sposta in Europa, dove trascorre i successivi venti anni; anche in questo secondo periodo non mancano le importanti collaborazioni con altri musicisti americani come Dexter Gordon, Johnny Griffin e Woody Shaw, che, in quegli stessi anni, risiedevano più o meno stabilmente nel vecchio continente.

Art Taylor

Art Taylor. Photo by Roberto Polillo ©

Un musicista molto richiesto, apprezzato e stimato, quindi, sia negli Stati Uniti che in Europa, al punto che, i pochi album realizzati a suo nome, effettivamente, sono passati decisamente in secondo piano, rispetto al prestigio di tutte queste numerose collaborazioni.

Tra gli album significativi realizzati da Art Taylor come leader sono da ricordare i due primi lavori, pubblicati nella seconda metà degli anni ’50, e intitolati “Taylor’s Wailers” e “Taylor’s Tenors”; due album puramente bop, che vedono la partecipazione di altri noti artisti del periodo.

Il successivo album, “A.T.’s Delight”, registrato nel 1960 e pubblicato dall’etichetta Blue Note, rappresenta forse il punto più elevato della produzione di questo batterista, il suo disco di riferimento. Qui lo stile e la grandezza di Art Taylor si cristallizzano in una forma ormai definita, perfettamente riconoscibile; un meraviglioso esempio di hard bop e “A.T.’s Delight” è proprio l’album di cui vorrei parlarvi.

Per questa registrazione, Art Taylor si è circondato di illustri musicisti; Stanley Turrentine e Dave Burns, rispettivamente sassofono e tromba, sono due elementi fondamentali del gruppo, mentre Wynton Kelly al pianoforte e Paul Chambers al contrabbasso offrono un piacevole e delicato accompagnamento, molto sobrio e controllato; infine, la presenza di Carlos Valdes, suonatore di conga, americano ma di origine cubana, offre, qua e là, un tocco esotico al disco.

L’introduttiva Syeeda’s Song Flute è una composizione di John Coltrane, la cui versione originale è contenuta nel magnifico album “Giant Steps”; Art Taylor, che tra l’altro era tra i musicisti di quella storica incisione, riesce a conferire una nuova vita a questo brano, dove Stanley Turrentine e Dave Burns si alternano magicamente, con il bellissimo e delicato sottofondo di Wynton Kelly.

Art Taylor - A.T.'s Delight

La copertina di “A.T.’s Delight”.

Tutto sembra avvolto ad un alone di magia e di delicatezza. Anche nella successiva Epistrophy, classico di Thelonious Monk, ogni nota è totalmente e volutamente controllata; non c’è mai una ridondanza di suoni, ma piuttosto una totale armonia. Ogni musicista ha il suo spazio ben definito, identificabile. La presenza di Carlos Valdes, in questo caso, rappresenta un delicato accompagnamento, che finisce per arricchire e dare maggiore forza ed importanza alla batteria del leader, oltre che conferire un’atmosfera più calda a tutto il brano.

La successiva Move è decisamente una delle canzoni più brillanti del disco; ritmi veloci, incalzanti, accattivanti, avvolgenti, dove ogni musicista ci offre una discreta prova della sua grandezza; lo stesso Valdes ci regala non pochi momenti da assoluto protagonista, mentre il resto rimane volutamente in disparte.

High Seas è una composizione di Kenny Dorham; un brano caratterizzato da atmosfere delicate, dove ogni musicista riesce ad emergere in splendidi e magici assoli; una canzone da ascoltare e riascoltare infinite volte, e ogni volta vi trasmetterà sensazioni diverse.

Cookoo and Fungi è l’unico brano composto da Art Taylor. L’introduzione è affidata a Carlos Valdes, che conferisce un leggero sapore esotico al brano, forse in certi punti un po’ stucchevole e fuori luogo, anche se Stanley Turrentine, con il suo imponente sassofono, cerca di ripristinare un certo ordine generale. Talvolta ci riesce. A volte, invece, sembra scomparire dietro le sue stesse note.

Art Taylor

Art Taylor. Photo by Francis Wolff ©

Si torna a livelli di eccellenza con il brano che conclude l’album, Blue Interlude, composizione di Kenny Dorham; un meraviglioso pezzo dal sapore blues, dove Stanley Turrentine e Dave Burns sembrano letteralmente dialogare tra di loro, mentre Art Taylor e Paul Chambers offrono un sobrio accompagnamento, con la guida esperta e discreta di Wynton Kelly, delicato come sempre.

“A.T.’s Delight” è il disco più bello di Art Taylor. Se volete conoscere la bravura di questo artista, sicuramente meritevole di una certa attenzione, questo disco è sicuramente il giusto punto di partenza.

tracklist:

  1. Syeeda’s Song Flute
  2. Epistrophy
  3. Move
  4. High Seas
  5. Cookoo and Fungi
  6. Blue Interlude

anno: 1960
label: Blue Note Records

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4 thoughts on “Art Taylor – A.T.’s Delight [1960]

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