Enrico Pieranunzi – The Day After the Silence [1976]

Enrico Pieranunzi

Enrico Pieranunzi, al suo pianoforte. Photo by Roberto Cifarelli ©

Enrico Pieranunzi è un pianista e compositore italiano, tra i più importanti degli ultimi quarant’anni. Dopo molti anni di studi classici di pianoforte, si avvicina progressivamente al jazz, nei primi anni ’70, individuando, tra i suoi modelli, alcuni importanti pianisti dell’epoca e anche dei decenni successivi, come McCoy Tyner, Chick Corea, Bill Evans, Michel Petrucciani e Claude Debussy.

Quindi personaggi, sotto certi aspetti, anche piuttosto diversi tra loro, a dimostrazione di quanto sia variegata e multiforme l’anima musicale di Pieranunzi, che appunto troviamo rappresentata nelle sue composizioni e nel suo stile pianistico.

Tra i numerosi album incisi dagli anni ’70 fino ad oggi, sia da leader che a fianco di altri musicisti, possiamo scovare diversi capolavori, che ormai fanno parte della storia del jazz mondiale; basti pensare a “Silence”, inciso, negli anni ’80, in compagnia di Chet Baker, Charlie Haden e Billy Higgins; oppure “Play Morricone”, album in cui il pianista, accompagnato dal bassista Marc Johnson e dal batterista Joey Baron, propone brani del compositore Ennio Morricone, in una veste del tutto personale.

Probabilmente, però, la massima espressione della grandezza, della espressività e della spiritualità di questo pianista la ritroviamo nelle esibizioni in piano solo. Nei numerosi album realizzati con l’accompagnamento del solo pianoforte, è possibile individuare proprio quell’anima musicale di cui parlavo prima. Il disco che vorrei presentarvi, realizzato, appunto, in piano solo, si intitola “The Day After the Silence”, del 1976.

Enrico Pieranunzi - The Day After the Silence

La copertina di “The Day After the Silence”, nella ristampa del 2014 curata da Alfa Music.

Il disco è costituito interamente da composizioni originali di Pieranunzi. Prolusion, l’energica e brillante introduzione, vive di un evidente, ma assolutamente gradito, contrasto; una continua alternanza, successione di note basse, di accordi cupi, in netta contrapposizione con la melodia, a dir poco furiosa, aggressiva, che invece sembra voler raggiungere toni sempre più elevati, acuti sempre più irraggiungibili. Un brano di grande forza.

The Day After the Silence, al contrario, è sorretta da un soffice e morbido tappeto sonoro, sopra il quale Enrico Pieranunzi muove delicatamente i propri passi, con una delicatissima melodia di fondo, quasi come una tiepida e leggera brezza primaverile, che accarezza ma non aggredisce; a volte i toni sembrano accendersi, ma immediatamente si ricostituisce una meravigliosa quiete di fondo.

La successiva Trichromatic Line è ben più carica di energia, con un ritmo quasi ossessivo ed incalzante, mentre Blue Song, dall’aspetto quasi evanescente e dall’atmosfera a dir poco surreale, è una splendida canzone, che inevitabilmente finirà per regalarvi profonde emozioni; non ci sono forzature, ma tutto prosegue nel modo più naturale e armonioso possibile.

Our Blues è un brano che alterna momenti molto virtuosi ad attimi di apparente quiete, mentre nella successiva Blues Up si scorgono proprio alcuni accenni di blues, genere musicale che indubbiamente è stato parte integrante della formazione professionale, artistica e culturale di Pieranunzi; non a caso Johnny Griffin, sassofonista jazz di Chicago, in un incontro con Pieranunzi, a Roma, ebbe occasione di domandargli: «Sei di Kansas City? Suoni il blues come uno di Kansas City».

Enrico Pieranunzi

Enrico Pieranunzi, intimamente coinvolto nella performance. Photo by Giacomo Musella ©

The Mood Is Good ti entra in testa e difficilmente ne uscirà, se non dopo parecchi minuti. La melodia predomina su tutto il resto, e sembra un continuo incalzare, un continuo crescendo, di energia e di emozioni. Note alte e accordi bassi, sempre in netto contrasto, ma anche in questo caso il risultato è assolutamente gradevole.

Aurora è un brano quasi impressionista, dai colori sfumati, liquidi, tenui; deboli note, scolpite senza soluzione di continuità, si accostano delicatamente alla melodia principale, che mantiene sempre una delicatezza ed una grande eleganza di fondo.

Se non siete ancora appagati da tanta bellezza, The Flight of Belphegor è un’altra meraviglia, che è impossibile non amare, nota dopo nota; siamo di fronte ad uno dei brani più interessanti del disco, che probabilmente vi richiederà più di un ascolto, per poterne apprezzare pienamente la bellezza. La conclusiva A Gay Day è nuovamente un brano dal sapore blues, con qualche accenno folk, molto brillante e vivace.

Uno dei dischi di riferimento di Enrico Pieranunzi. Il disco, originariamente pubblicato in vinile nel 1976, è stato ristampato, poche settimane fa, dall’etichetta Alfa Music, dopo un accurato processo di restauro e recupero delle incisioni originali.

tracklist:

  1. Prolusion
  2. The Day After the Silence
  3. Trichromatic Line
  4. Blue Song
  5. Our Blues
  6. Blues Up
  7. The Mood Is Good
  8. Aurora
  9. The Flight of Belphegor
  10. A Gay Day

anno: 1976
label: Edi-Pan Records (ristampa 2014 a cura di Alfa Music)

sito ufficiale: enricopieranunzi.it

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