Paul Chambers – Bass on Top [1957]

Paul Chambers

Paul Chambers.

Paul Chambers è stato un contrabbassista statunitense, uno dei più importanti che il jazz ci abbia regalato. Grande improvvisatore, ammirevole solista, pregevole ospite delle più svariate formazioni, per circa vent’anni è stato un assoluto protagonista di un periodo, gli anni ’50 e ’60, in cui il jazz, in tutte le sue più diverse sfumature, stava attraversando importanti cambiamenti.

Paul Chambers è un contrabbassista dal tocco unico ed inconfondibile. Un personaggio fondamentale, diventato, negli anni, uno dei musicisti più richiesti e ricercati di sempre. Le sue collaborazioni a lavori di altri musicisti dell’epoca sono tutte di assoluta eccellenza e di grande prestigio.

Il lavoro con il grande Miles Davis è stata senza dubbio una delle esperienze formative più importanti per Paul Chambers, che fa parte del primo storico quintetto del trombettista, a fianco di nomi come Red Garland e John Coltrane, a metà degli anni ’50. Inoltre, la storica registrazione che ha dato vita a quel capolavoro dal nome “Kind of Blue” del 1959, vede ancora Paul Chambers come uno dei protagonisti.

Troviamo Paul Chambers a fianco di numerosi album del sassofonista John Coltrane, tra cui è sufficiente ricordare titoli come “Blue Train” o “Giant Steps”, due assoluti capolavori dell’era bop; Chet Baker, il meraviglioso trombettista, lo ospita in “Chet”, uno dei suoi album più belli, realizzato nel 1959, mentre Bill Evans lo convoca per la registrazione di “On Green Dolphin Street”, uno dei primi album del leggendario pianista.

Paul Chambers

Paul Chambers, in tutta la sua eleganza.

Paul Chambers è anche uno degli ospiti in diversi album di Sonny Clark, negli anni ’50, e di Wynton Kelly, negli anni ’50 e ’60, e alla lunga lista si aggiungono collaborazioni con altri prestigiosi artisti, come Cannonball Adderley, Ike Quebec, Hank Mobley, Wayne Shorter, Red Garland, Johnny GriffinTina BrooksKenny Dorham ed infiniti altri.

Tra tutte queste illustri collaborazioni, a testimonianza di quanto Paul Chambers fosse apprezzato e richiesto nelle più diverse occasioni, spiccano anche alcuni album a suo nome, che, se non hanno avuto un impatto molto significativo nel panorama jazz dell’epoca, sono comunque da ricordare.

La parte più significativa della produzione di Paul Chambers in veste di leader è quella della seconda metà degli anni ’50, in cui vengono realizzati alcuni album per l’etichetta Blue Note, che vale la pena ricordare; “Whims of Chambers” è un ottimo album del 1956, in cui troviamo, tra gli ospiti, John Coltrane e Horace Silver, mentre nel 1957 viene realizzato “Paul Chambers Quintet”, con la partecipazione di Elvin Jones alla batteria; il disco di cui vorrei parlarvi si intitola “Bass on Top”, splendido album Blue Note, del 1957.

Il quartetto che troviamo in questo album è costituito da musicisti di grande prestigio; accanto a Paul Chambers, leader in totale sintonia con tutto il resto, abbiamo un delicatissimo Hank Jones al pianoforte, Kenny Burrell alla chitarra e Art Taylor alla batteria.

L’introduttiva Yesterdays ha un aspetto generalmente malinconico, con le timide note di Paul Chambers e Kenny Burrell che duettano, inizialmente, in un totale silenzio intorno a loro; Hank Jones e Art Taylor appaiono magicamente, silenziosamente, per ravvivare la scena, che comunque tende a mantenersi piuttosto rilassata, ma non priva di emozioni.

Paul Chambers - Bass on Top

La copertina di “Bass on Top”.

In You’d Be So Nice to Come Home to, classico di Cole Porter, il protagonista assoluto sembra proprio Paul Chambers; è lui che, nei primi meravigliosi minuti, esegue la melodia della canzone, immediatamente riconoscibile, mentre in sottofondo gli altri musicisti si affacciano timidamente sulla scena; solo successivamente ognuno degli altri membri riesce a ritagliarsi un proprio spazio all’interno della performance, in altri imperdibili momenti.

Chasin’ the Bird di Charlie Parker è forse il brano dove, più che altrove, i quattro musicisti emergono singolarmente in molti bellissimi momenti in solitudine, al di sopra di tutto il resto; l’apertura di Kenny Burrell lascia spazio al contrabbasso di Paul Chambers, negli istanti immediatamente successivi, mentre il delicatissimo e magico pianoforte di Hank Jones giunge quasi inatteso, ma sicuramente gradito; sullo sfondo, Art Taylor muove delicatamente i propri passi, con alcuni guizzi di creatività totalmente improvvisati.

La splendida Dear Old Stockholm è talmente bella da richiedere probabilmente più di un ascolto per essere apprezzata e compresa a pieno; delicatissima, vellutata, impreziosita da un Kenny Burrell che qui riesce a dare probabilmente il meglio di sé, senza esitazioni ma, al contrario, con un totale controllo del proprio strumento.

The Theme, brano di Miles Davis, forse non riuscirà a regalare all’ascoltatore le stesse emozioni del brano precedente, ma basteranno le prime note della successiva Confessin’ per tornare ai massimi livelli; l’inizio solitario di Paul Chambers è meraviglioso, e le emozioni si fanno sempre più intense man mano che le note scorrono; un brano bellissimo dove tutto scorre via in una magica armonia generale.

Paul Chambers

Paul Chambers con il suo contrabbasso. Photo by Francis Wolff ©

La conclusiva Chamber Mates, brano composto da Paul Chambers e Kenny Burrell, non riserva particolari sorprese, e termina silenziosamente senza lasciare traccia di sé. Ma ciò che rimarrà nella vostra mente, sarà il ricordo di un disco che potrei definire, se non fondamentale per la storia del jazz, sicuramente un punto di arrivo del percorso di crescita personale e professionale di un musicista, Paul Chambers, che merita di essere conosciuto e apprezzato. Buon ascolto.

Di seguito, il collegamento per ascoltare l’intero album “Bass on Top”.

tracklist:

  1. Yesterdays
  2. You’d Be So Nice to Come Home To
  3. Chasin’ the Bird
  4. Dear Old Stockholm
  5. The Theme
  6. Confessin’
  7. Chamber Mates

anno: 1957
label: Blue Note Records

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6 thoughts on “Paul Chambers – Bass on Top [1957]

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