Art Pepper – Meets the Rhythm Section [1957]

Art Pepper

Art Pepper. Photo by Bob Willoughby ©

Arthur Edward Pepper Jr., meglio conosciuto come Art Pepper, è stato uno dei più importanti sassofonisti del secolo scorso. Cresciuto professionalmente negli anni in cui il be bop di artisti come Charlie Parker o Dizzy Gillespie imperava quasi incontrastato, quindi tra la metà degli anni ’40 e l’inizio del decennio successivo, negli anni ’50 Art Pepper riesce a maturare un proprio stile, più vicino alle atmosfere, molto meno colorite e decisamente più delicate, del cool jazz.

Nei suoi album lo troviamo alla guida delle più diverse formazioni, e si ricordano alcune storiche incisioni realizzate in compagnia di alcuni dei più importanti musicisti dell’epoca; “Meets the Rhythm Section” è un fondamentale album del 1957, mentre negli anni immediatamente successivi vengono realizzati altri capolavori, come “Gettin’ Together”, “Smack Up” e “Intensity”.

Sempre a questo periodo appartengono alcune incisioni in veste di sideman; troviamo Art Pepper a fianco di Chet Baker in alcuni album del trombettista, mentre è altrettanto significativa la partecipazione all’album “Hoagy Sings Carmichael”, del grande pianista, cantante e compositore Hoagy Carmichael.

La vita di Art Pepper è caratterizzata anche da eventi spiacevoli, soprattutto conseguenti all’abuso di eroina; per tutti gli anni ’60 e per i primi anni ’70, Art Pepper incide come meno frequenza, limitandosi ad apparire in sporadiche esibizioni live, e trascorre alcuni periodi in carcere ed in alcuni centri di riabilitazione e disintossicazione.

Art Pepper

Art Pepper.

Il ritorno avviene a metà degli anni ’70, quando Art Pepper torna ad incidere altri fondamentali album, che rientrano tra i più grandi lavori della sua carriera; di questo secondo periodo occorre ricordare il bellissimo album “Straight Life”, realizzato con un quartetto in cui troviamo il grande pianista Tommy Flanagan, e “Going Home”, inciso in duo col pianista George Ables, poche settimane prima della scomparsa del sassofonista, nel 1982.

Il disco di cui vorrei parlarvi appartiene al primo meraviglioso periodo di Art Pepper; si tratta di “Meets the Rhythm Section”, pubblicato dall’etichetta Contemporary nel 1957. La formazione comprende alcuni dei più grandi musicisti dell’epoca; accanto al dolce sassofono di Art Pepper, troviamo un brillante Philly Joe Jones alla batteria, Paul Chambers al contrabbasso e Red Garland al pianoforte.

Art Pepper - Meets the Rhythm Section

La copertina dell’album.

La cosa curiosa è il fatto che questa sessione è stata totalmente improvvisata; lo stesso Art Pepper, che non conosceva personalmente gli altri musicisti, fu informato della sessione poche ore prima, per cui la meraviglia che ne è scaturita, e che possiamo apprezzare ascoltando queste canzoni, è sicuramente frutto della grandezza di questi quattro personaggi, con la massima spontaneità, freschezza e libertà.

You’d Be So Nice to Come Home to, classico di Cole Porter è il brano di apertura; Art Pepper inizia grintoso con il suo sassofono, ma senza togliere spazio agli altri musicisti; nei minuti immediatamente successivi anche Paul Chambers e Red Garland riescono ad emergere, mentre solo la batteria di Philly Joe Jones sembra timidamente accompagnarli.

Sono magici minuti, ricchi di delicatezza e armonia, dove tutto scorre piacevolmente e che introducono la successiva Red Pepper Blues, brano di Red Garland, che odora un po’ di blues, un po’ di swing e di qualcos’altro di assolutamente indefinibile; comunque, nota dopo nota, si avverte il desiderio dei musicisti di mantenere un tono piuttosto rilassato, moderato, senza eccessi ma, al contrario, in una totale delicatezza di fondo.

Imagination è una splendida canzone che riuscirà a trasmettervi profonde emozioni, dopo il primo ascolto, mentre la successiva Waltz Me Blues, composizione di Paul Chambers e Art Pepper, è ancora un piccolo gioiello, che sembra, in ogni istante, voler spiccare il volo, ma le atmosfere che avvolgono il brano rimangono preferibilmente rilassate, con imperdibili momenti di grande intensità.

I ritmi si accendono in Straight Life, brillante brano di Art Pepper, che, probabilmente, in questo contesto, caratterizzato da una generale morbidezza dei toni e delle atmosfere, appare lievemente fuori luogo, ma la successiva Jazz Me Blues sembra imporsi bruscamente per ripristinare un ordine generale.

La splendida Tin Tin Deo, dal sapore lievemente latineggiante, ha un passo, un andamento delicato, ma ogni instante sembra carico di nuove idee e di nuove emozioni; quando meno ci si aspetta, ecco Paul Chambers che ci regala alcuni secondi di magia, in solitudine, e subito dopo Philly Joe Jones si impone bruscamente con la sua batteria; solo Art Pepper, da vero leader, riesce a riprendere il controllo, sul finire del brano.

Art Pepper

Art Pepper.

Siamo nuovamente di fronte ad un capolavoro con la successiva Star Eyes, che è caratterizzata da un crescendo di intensità e soprattutto di emozioni; Art Pepper è sempre perfettamente a suo agio, ma i suoi compagni di viaggio lo seguono in una totale armonia generale, che, a questo punto, appare davvero splendidamente tangibile.

La conclusiva Birks’ Works, brano di Dizzy Gillespie, ha una melodia che difficilmente abbandonerà la vostra mente, dopo il primo ascolto; Red Garland appare particolarmente in sintonia con ciò che lo circonda, delicato e sobrio come sempre, ma sarà ancora Art Pepper a guidare il quartetto nelle ultime preziose note.

La discografia di Art Pepper, in veste di leader, è piuttosto copiosa, e sono molto numerosi gli album consigliati; “Meets the Rhythm Section”, uno dei più importanti, è sicuramente un ottimo punto di partenza per conoscere questo magnifico, e spesso dimenticato, sassofonista.

tracklist:

  1. You’d Be So Nice to Come Home to
  2. Red Pepper Blues
  3. Imagination
  4. Waltz Me Blues
  5. Straight Life
  6. Jazz Me Blues
  7. Tin Tin Deo
  8. Star Eyes
  9. Birks Works

anno: 1957
label: Contemporary Records

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