The Roots live @ Umbria Jazz, Perugia [19-07-2014]

The Roots live @ Umbria Jazz, Perugia

The Roots all’Arena Santa Giuliana di Perugia. Photo by Yayo ©

Loro sono una delle band hip hop/soul più influenti degli ultimi 20 anni. Spesso vengono catalogati come “alternative hip hop”. Per molti aspetti, è esattamente così! I The Roots sono una band che va contro i canoni e gli stereotipi convenzionali dell’hip hop. Non indossano abiti sformati, non portano catene da mezzo chilo al collo e non bestemmiano nei loro pezzi.

Ma la cosa che più li distingue da ogni altro gruppo hip hop è il fatto che The Roots sono una band vera e propria, che fa hip hop con veri strumenti e non servendosi solo di sintetizzatori e campionatori. Questa peculiarità consente alla band di avere un sound che definire unico sarebbe un eufemismo! Negli anni hanno riscritto le regole dell’hip hop stabilendo nuovi standard che sono diventati modello per molti artisti contemporanei.

Provate ad ascoltare “Do You Want More?!!!??!” del 1993 e avrete la consapevolezza che questi qua non sono dei comuni artisti hip hop. Quando poi arriverete a “Things Fall Apart” del 1999 e a “Phrenology” del 2002 sarete rapiti completamente dal groove e dall’energia che questa band riesce a trasmettere.

I The Roots nascono a Philadelphia, uno dei centri nevralgici della black music mondiale, a fine anni 80/inizio 90, quando due compagni di scuola, Ahmir Khalib Thompson a.k.a. Questlove (batteria) e Tariq Trotter a.k.a. Black Thought (voce), decidono di metter su un gruppo.

The Roots - Do You Want More?!!!??!

“Do You Want More?!!!??!” del 1993, album di debutto della band di Philadelphia.

Debuttarono nel 1993 con “Do You Want More?!!!??!” album apprezzatissimo più dal pubblico jazz che quello hip hop. Fu uno dei primi dischi che fuse le sonorità soul classiche con quelle del rap old school.

Nel 1996 arriva “Illadelph Halflife” anticipato dalla hit Clones, che sbanca le classifiche. L’album però non decolla. Bisogna aspettare il 1999 quando venne pubblicato quello che da molti è il capolavoro dei The Roots, “Things Fall Apart”. Un mix di stile, potenza e conscious rap. Si parla di razzismo e di molti altri aspetti e problemi sociali. Un disco forte anche nel significato, a partire dalla copertina. Disco impreziosito dalle collaborazioni di D’Angelo, Common e la grandissima Erykah Badu, nel singolo You Got Me.

Nel 2002 pubblicano “Phrenology” altro grandissimo disco caratterizzato da un sound sempre più strutturato e moderno, ricco di featuring di lusso tra cui Jill Scott, Musiq Soulchild in Break You Off, Talib Kweli e Cody ChesnuTT nel singolo The Seed 2.0 che spopolò in tutta Europa.

Dopo “Phrenology”, i The Roots diventano un fenomeno mondiale e le collaborazioni sono sempre più numerose. Tra il 2004 e il 2010 pubblicano altri 4 dischi tutti degni di nota e tutti caratterizzati dal loro inconfondibile sound. Sempre nel 2010 pubblicano, in collaborazione con John Legend, Wake Up, un album di cover di brani soul del passato, reinterpretati in chiave moderna. Dopo il concept album “Undun” del 2011 arriva, nel 2013, un’altra collaborazione eccellente con un altro eclettico artista. Viene pubblicato “Wise Up Ghost” in compagnia di Elvis Costello. Album dal timbro molto originale che vede il camaleontico Costello adeguarsi al sound a tratti rude, a tratti soul delle “Radici”.

The Roots - ...And Then You Shoot Your Cousin

“…And Then You Shoot Your Cousin” l’ultimo concept album dei The Roots, uscito lo scorso maggio.

Si arriva così al 2014, quando viene rilasciato il loro 11° album “…And Then You Shoot Your Cousin” un concept album che a differenza di “Undun” ha dietro una storia. È, per usare le parole di Black Thought, “una visione satirica del mondo dell’hip hop americano, della violenza legata ad esso e dell’America in generale”.

Attualmente i The Roots sono in tour e lo scorso 19 luglio erano, nientemeno che all’Arena Santa Giuliana di Perugia, per l’edizione 2014 di Umbria Jazz.

Una serata per molti fuori luogo, visto che comunque i The Roots non sono propriamente una formazione jazz, ma sicuramente interessante e ricca di energia dal punto di vista musicale. Eravamo in molti, posti in piedi e Arena quasi piena di appassionati.

Dopo un dj set curato da Rai Radio 2, inizia lo show della band da Philadelphia che si presenta sul palco in grande stile! Formazione al completo: Questlove (batteria) e Black Thought (voce) “Captain” Kirk Douglas (chitarra), Mark Kelley (basso), Frank Knuckles (percussioni), Damon “Tuba” Gooding Jr. (sousafono), Ray Angry (tastiere).

Si inizia con Table of Contents (tratto da “Things Fall Apart”) brano dalle sonorità old school che scalda subito il pubblico, Black Thought nel frattempo è già sul pezzo con un flow impressionante! Quasi in un medley arriva The Next Movement, pezzo storico della band, tratto dallo stesso album che manda in delirio la folla dell’Arena Santa Giuliana!

The Roots live @ Umbria Jazz, Perugia

Uno dei momenti iniziali della serata. Photo by Paolo del Kemp ©

Back in time… arrivano Proceed tratto da “Do You Want More?!!!??!” e la spettacolare What They Do, tratta da “Illadelph Halflife” seguita da The Fire. A fare da spalla come seconda voce ci pensa Captain Kirk, dato che nella versione originale del brano c’è John Legend, pezzo tratto da “How I Got Over”.

È la volta di Understand, singolo estratto dal loro nuovissimo album “…And Then You Shoot Your Cousin”, uscito pochi mesi fa seguito a ruota da Get Busy (tratta da “Rising Down”) e subito in medley un omaggio ai Kool & the Gang con il brano Jungle Boogie in pieno “Roots Style”.

The Roots live @ Umbria Jazz, Perugia

Questlove, fondatore e leader delle “Radici”. Photo by Paolo del Kemp ©

A seguire altro mix con i brani Mellow My Man, Break You Off e la spettacolare You Got Me. Negli ultimi due brani, anche in questo caso, le parti che erano di Musiq Soulchild ed Erykah Badu, sono affidate a Captain Kirk che dimostra di avere doti canore niente male!

A questo punto l’atmosfera dell’Arena era elettrica più che mai! L’entusiasmo e l’energia dei Roots avevano contagiato tutti. Arrivano quindi in successione Thought at Work, How I Got Over e Here I Come, seguiti dal brano più radiofonico della band da Philadelphia, tratto da “Phrenology”, The Seed 2.0.

The Roots live @ Umbria Jazz, Perugia

Black Though, la voce e l’anima, insieme a Questlove, dei The Roots. Photo by Yayo ©

Pubblico in delirio ancora una volta visto che, anche per i meno preparati, quest’ultimo è indubbiamente il brano maggiormente riconosciuto dal pubblico.

In finale, un medley lunghissimo che prevedeva la stessa The Seed 2.0 e altri brani, tra cui un omaggio ai Guns N’ Roses con Sweet Child of Mine, Led Zeppelin con Immigrant Song e Curtis Mayfield con Move On Up! Inutile dirvi che durante questi brani, l’Arena sembrava venir giù!

Dopo 2 ore abbondanti di musica, il concerto si è concluso e Captain Kirk e soci si sono intrattenuti per qualche selfie (in cui ci sono anche io) con il pubblico e hanno regalato alcuni gadget alla folla.

The Roots si confermano ancora una volta, semmai ce ne fosse bisogno, una delle band più versatili attualmente in circolazione. Capaci di spaziare e fondere generi apparentemente diversi in un unico stile, unico ed inimitabile.

Questlove, indubbiamente il leader spirituale della band, detta il ritmo e Black Thought con il suo timbro particolarissimo ed il suo flow assurdo riescono a trasmettere al pubblico un’energia che poche band riescono a dare.

The Roots

Uno dei poster di Riccardo Pierassa disegnati appositamente per Umbria Jazz 2014. Questo quello dedicato ai The Roots.

Degne di nota sono anche le performance degli altri musicisti come Captain Kirk che a tratti sembrava posseduto dalla sua chitarra elettrica e con stile e simpatia ha imitato prima Chuck Berry poi Jimi Hendrix, mandando in delirio la folla, poi il percussionista Knuckles, protagonista di un botta e risposta con Questlove in una fase della serata. Non ultimi Tuba Gooding Jr. con il sousafono, Mark Kelley al basso e Ray Angry alle tastiere, hanno deliziato e divertito il pubblico con lunghe improvvisazioni e coreografie sul palco.

Purtroppo Questlove e Black Thought sono andati subito dietro le quinte, a fine dello show, con espressioni e atteggiamenti un po’ sconvolti. Si è scoperto più tardi (via Twitter) che Richard Nichols, storico manager della band era morto la mattina del 19 luglio e, probabilmente, essendo già in Italia, la band era all’oscuro della notizia. Nichols aveva 56 anni e lottava da tempo contro una leucemia (R.I.P.).

Una serata memorabile per gli amanti della musica e dei Roots in particolare, un po’ meno, sicuramente, per i puristi jazz chi si aspettavano magari una serata diversa… Ciò che non sanno è che il nome “The Roots” non è casuale… la loro musica è legata alle radici della black music, al soul, al jazz e al funk e viene riproposta in chiave moderna con l’hip hop. Ecco forse è questo che sono The Roots, la vera essenza della black music moderna che attinge dal passato per proporre musica ora e in futuro!

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