Stevie Wonder live @ Lucca Summer Festival [20-07-2014]

Stevie Wonder live @ Lucca Summer Festival

Stevie Wonder, in splendida forma, a Lucca. Photo by Fiorenzo Sernacchioli ©

Che sarebbe stato uno dei weekend più indimenticabili della mia vita, musicalmente parlando, l’avevo previsto, ma mai avrei pensato a serate di tale livello. Dopo essermi caricato con l’energia dei The Roots, all’Arena Santa Giuliana di Perugia, nell’ambito di Umbria Jazz 2014, sono partito alla volta di Lucca dove era in corso il Summer Festival 2014, dove domenica 20 luglio sarebbe arrivato nientemeno che Stevie Wonder.

Unica data italiana per Stevie e atmosfera delle grandi occasioni a Lucca che con il Summer Festival, negli ultimi anni ha regalato sempre concerti di artisti di primissima classe al pubblico italiano.

Già nel tardo pomeriggio la folla aspettava imperterrita di poter entrare e prendere posto in Piazza Napoleone per assistere a quello che in molti hanno considerato l’evento musicale dell’anno.

Mancano pochi minuti alle 22 ed ecco che la band fa il suo ingresso sul palco tra gli applausi del pubblico, poi è il momento di Stevie che entra in scena con una keytar, mandando in delirio la folla.

Senza troppe attese si parte subito con un classico della musica soul, tributo ad un’altra leggenda della Motown, Marvin Gaye. Il brano è How Sweet It Is, apprezzatissimo dal pubblico. Alla fine del pezzo, Stevie saluta il pubblico e fa una piccola richiesta: vuole che il pubblico faccia da coro in tutti i suoi pezzi. Richiesta ovviamente accolta con entusiasmo dalla piazza più coinvolta che mai. In medley arriva Higher Ground, classico del repertorio wonderiano tratto da quell’album capolavoro che è “Innervisions” del 1973 e subito in sequenza As If You Read in My Mind tratto da “Hotter Than July” del 1980.

Stevie Wonder live @ Lucca Summer Festival

Stevie con la sua keytar, in una delle fasi iniziali della serata. Photo by Fiorenzo Sernacchioli ©

Intermezzo bellissimo in cui un divertito Stevie Wonder esegue Tequila, classico del rock’n’roll del 1958 dei The Champs, con un harpejji, originale ed elegante strumento elettrico a corde. Il coro della piazza ad accompagnare il brano, sotto indicazione del Maestro Wonder, si trasforma in “Lu-Lu-Lu-Lucca – Lu-Lu-Lu-Lucca”. Uno dei momenti più divertenti e piacevoli della serata!

A seguire, in medley, Day Tripper cover dei Beatles, del 1965 pubblicato da Stevie nel 1971 nel disco “Signed, Sealed & Delivered”.

Momento romantico della serata, arriva l’inaspettata Send One Your Love, ballata tratta da “Stevie Wonder’s Journey Through the Secret Life of Plants”, album del 1979. Brano tra i più intensi di Stevie per il significato emotivo, si parla di amore, quel sentimento di cui tanto ha raccontato durante la sua carriera, accompagnato anche dalla sua fedele armonica, in uno dei soli più caratteristici di sempre.

Stevie Wonder live @ Lucca Summer Festival

La band al completo in Piazza Napoleone. Photo by Fiorenzo Sernacchioli ©

A seguire un tributo al pubblico italiano con Stevie che parte con le note del capolavoro italiano Nel Blu Dipinto di Blu brano icona dell’Italia del 1958, scritto e cantato dal grandissimo Domenico Modugno, scomparso 20 anni fa. Ovviamente tutta la piazza, in veste di corista ufficiale della serata, ha intonato la canzone in un’atmosfera a dir poco suggestiva. Quasi a non volersi mai risvegliare da quel momento magico, arriva Overjoyed, brano tratto da “In Square Circle” del 1985, di una bellezza stordente. Il pathos, l’intensità e l’emozione che questo pezzo suscita, ascoltato dal vivo, sono qualcosa che solo chi ama davvero questa musica può comprendere. Per il significato, per l’intensità e la storicità del pezzo… Personalmente non ho retto all’emozione e c’è scappata anche qualche lacrimuccia…

A concludere il momento romantico della serata è arrivata Ribbon in the Sky, altro grande classico, tratto da “Original Musiquarium I” del 1982. A seguire, in sequenza: Don’t You Worry ‘Bout a Thing, Signed, Sealed, Delivered I’m Yours, Sir Duke e I Wish. Quattro pezzi tanto storici quanto spettacolari e ricchi di groove che, mi sembra superfluo sottolinearlo, hanno mandato in delirio la piazza che ha cantato e ballato per tutto il tempo!

Stevie Wonder live @ Lucca Summer Festival

Dwight Adams (tromba) e Ryan Kilgore (sax). Photo by Fiorenzo Sernacchioli ©

Stevie Wonder live @ Lucca Summer Festival

Un momento della serata… Photo by Fiorenzo Sernacchioli ©

Dopo I Wish, Stevie, da sempre impegnato in numerose opere di beneficienza, si è concesso una pausa in cui ha parlato al pubblico per circa 10 minuti della situazione in cui vive l’umanità nel 2014; assediata dalle guerre e chiedendosi come sia possibile che l’uomo, nonostante le esperienze passate, crede ancora che la violenza, le guerre e il terrorismo possano essere delle soluzioni, mentre migliaia di persone, donne e bambini perdono la vita a causa di queste guerre.

Con la voce spezzata dalla commozione, uno Stevie Wonder, quasi in lacrime, si è scusato e poi ha lanciato un messaggio, accolto in coro da tutta la piazza: “NO WAR, NO TERRORISM, NO MORE!

Ancora con la voce interrotta ha intonato Visions, altro brano da brividi tratto da “Innervisions” seguito da Living for the City, sempre dallo stesso album. Scorre la scaletta con Ebony and Ivory, brano del 1982, pubblicato da Stevie Wonder in compagnia di Paul McCartney. Pezzo acclamato in coro dalla folla, con Stevie che si è divertito ad imitare la voce di Paul McCartney.

Dopo un breve siparietto con la figlia Aisha, sua corista da molti anni è partita un’incalzante jam session con bonghi e percussioni tra Stevie e i percussionisti della band, terminata poi in un’inedita e bellissima versione di Part-Time Lover seguita in medley da It’s Wrong (Apartheid).

È stata poi la volta del brano più pop, forse, del repertorio di Stevie Wonder, I Just Called to Say I Love You tratto da “The Woman in Red” del 1984, pezzo molto apprezzato dalla piazza anche perché eseguito in versione latineggiante con percussioni in stile bossanova.

Altro momento emozionante della serata, è stato in particolare per due spettatori, novelli sposi che sono stati invitati sul palco insieme alla band e a Stevie che li ha fatti ballare sulle note di un medley che comprendeva Michelle, cover dei Beatles, del 1965 e poi un trittico di brani classici, All I Do, As e For Once in My Life. Alla fine dei brani Stevie ha fatto personalmente gli auguri alla coppia che di sicuro non dimenticherà quel momento e quel giorno per il resto della loro vita.

In chiusura arriva Happy Birthday, con la quale Stevie ha augurato buon compleanno a chiunque compisse gli anni quel giorno e dulcis in fundo, è bastato quel riff iniziale ad infiammare la folla più che mai! Superstition, pezzo storico tratto da quella perla d’album che è “Talking Book” del 1972. Finale degno della serata più indimenticabile, musicalmente parlando, della mia vita.

Alla fine Stevie ha presentato la sua band stellare con Nathan Watts al basso, Stanley Randolph alla batteria, Fausto Cuevas e Munyungo Jackson alle percussioni, Roman Johnson alle  tastiere, Yohei Nakamura alla chitarra, Dwight Adams alla tromba, Ryan Kilgore al sax, e Aisha Morris, Judith Hill, Keith John e Lanesha Baca alla voce.

Infine ha ringraziato il pubblico del Lucca Summer Festival, coro ufficiale per tutta la serata e ha concluso così il suo tour mondiale per questo 2014.

Descrivere le sensazioni, le emozioni che si provano assistendo dal vivo ad un concerto di Stevie Wonder non è facile, io ci ho provato con questo report ma vi assicuro che non rende giustizia a ciò che i presenti hanno vissuto in prima persona. Un artista che ha fatto la storia della black music e che si presenta al pubblico con un’umiltà e un atteggiamento che sono estranee a molte star della musica contemporanea, attente solo ad apparire e non ad essere.

Uniche 2 note negative della serata…

1) L’organizzazione del Lucca Summer Festival, impeccabile per molti altri eventi, ha relegato tutti i posti in piedi in uno spazio ridottissimo, quasi claustrofobico, al limite della sopportazione, lasciando spazi superflui ai posti a sedere e alla tribuna VIP. Per fortuna ci ha pensato Stevie con la sua musica a farci dimenticare le sofferenze del poco spazio!

2) La seconda nota negativa della serata è stata la sua fine. Già… perché purtroppo, dopo 2 ore e mezza circa di estasi musicale, la serata, in compagnia di Stevie Wonder, è dovuta terminare. Peccato… non avremmo mai voluto interrompere un sogno di tale bellezza.

Un ringraziamento particolare a Fiorenzo Sernacchioli per averci concesso le fotografie della serata.

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