Robert Glasper live @ Moody Jazz Café, Foggia [15-11-2014]

Robert Glasper live @ Moody Jazz Café, Foggia

Robert Glasper Experiment in una delle prime fasi del concerto al Moody Jazz Café. Photo by Yayo ©

Quando era ancora un bambino, sua madre, Kim Yvette Glasper, lo portava con sé, nei club newyorkesi dove si esibiva come cantante jazz. Non lo ha mai lasciato a casa nemmeno quando andava a cantare nel coro gospel della chiesa, tanto che fin da bambino iniziò a suonare proprio l’organo per la sua comunità. Lì imparò ad apprendere l’armonia e le prime sonorità gospel che in seguito fonderà con il jazz…

Lui è Robert Glasper, pianista e produttore jazz e neo soul. Da giovanissimo frequentò la High School for the Performing and Visual Arts a Sugarland, Texas, per poi continuare i suoi studi presso la New School for Jazz and Contemporary Music di New York City. Qui il giovane Robert incontra Bilal Sayeed Oliver, meglio conosciuto come Bilal, cantante r&b e neo soul, con il quale, oltre a numerose collaborazioni, nasce una grande amicizia.

Il suo debutto discografico avviene nel 2004, quando esce “Mood” album pubblicato sotto la Fresh Sound New Talent, etichetta indipendente spagnola.

Nonostante la giovane età di Robert, “Mood” può essere considerato già un album completo, maturo con sei inediti su nove brani totali, in cui Glasper mette in mostra tutta la sua vena creativa e propone già quello che sarà il suo sound negli anni avvenire.

Robert Glasper live in Foggia

Casey Benjamin al sassofono. Photo by Fiorenzo Capuano ©

Tra i brani riproposti troviamo una splendida interpretazione di Maiden Voyage di Herbie Hancock, da sempre idolo di Robert Glasper, con un arrangiamento ispirato ad un famoso brano dei Radiohead, Everything in Its Right Place. Elemento quest’ultimo che ci dà un’idea sull’approccio trasversale di Glasper alla musica.

L’anno successivo arriva la svolta, con la firma per la Blue Note Records. Viene pubblicato “Canvas” altro grande disco in trio che vede la partecipazione, nella band di un altro giovanissimo fenomeno, Damion Reid alla batteria, che condivide con Glasper la stessa altissima preparazione tecnica, oltre che la stessa filosofia musicale fatta di sperimentazioni, ritmi rapidi e travolgenti in cui i due si intendono alla perfezione. Troviamo in qualche pezzo anche la collaborazione del suo grande amico Bilal.

Nel 2007 esce “In My Elements”, disco che include brani come Tribute, composto in onore della madre di Glasper e J Dillalude, tributo al suo grande amico e produttore J Dilla. Troviamo inoltre un altro tributo ad Herbie Hancock con una nuova versione di Maiden Voyage “fusa” con Everything in Its Right Place dei Radiohead con riferimenti anche al celebre brano di Duke Ellington, Fleurette Africaine.

“Double Booked” del 2009 è solo un preludio a quello che avverrà 3 anni più tardi… In questo disco troviamo sfumature elettroniche e funk con sonorità assenti finora nel repertorio di Glasper, con l’introduzione del piano elettrico Fender Rhodes e il vocoder, utilizzato in Butterfly, altro tributo all’immenso Herbie Hancock. Troviamo inoltre collaborazioni importanti come Bilal e Mos Def.

Robert Glasper Experiment - Black Radio

“Black Radio”, 2012. Capolavoro assoluto di Robert Glasper.

2012, qualcosa di inspiegabile avviene nella mente di Robert Glasper che, dopo aver messo su gli “Experiment”, formazione composta da Casey Benjamin al sassofono e vocoder, Mark Colemburg alla batteria e Derrick Hodge al basso, concepisce un disco che secondo molti, noi compresi, ha aperto le porte ad una nuova concezione di jazz, portando ad un livello superiore la sperimentazione e la fusione con altri generi.

Viene pubblicato “Black Radio”, premiato nel 2013 come Best R&B Album ai Grammy Awards. Un album che al primo ascolto lascia piacevolmente sorpresi. Personalmente non l’ho compreso fin da subito, ero così esterrefatto che ho dovuto riascoltarlo per essere sicuro che il disco appena passato non fosse stato un sogno.

Eh si, una delle sensazioni che si provano è proprio quella del sogno… Le sonorità di questo album sono qualcosa che trascende dalla realtà musicale contemporanea. La spina dorsale del lavoro è il jazz: così afferma lo stesso Robert. Nella sua musica ci sono tutte le influenze di Keith Jarrett, uno dei suoi ispiratori maggiori ma anche la libertà espressiva di McCoy Tyner, nonché la dimensione onirica, fluida e sperimentale di Herbie Hancock.

“Black Radio” è un album che definire pazzesco sarebbe un eufemismo. Non è solo un album jazz. Ci sono sonorità smooth che vanno dall’hip hop al neo soul impreziosite da collaborazioni eccellenti come Lalah Hathaway nella splendida Cherish the Day di Sade, Erykah Badu nella sua Afro Blue, Meshell Ndegeocello, Musiq Soulchild, Mos Def, Bilal, senza dimenticare la splendida ed in formissima Ledisi in Gonna Be Alright (F.T.B.).

Il disco si conclude con un brano che spiazza completamente chi ascolta: una versione soul/lounge-jazz di Smells Like Teen Spirit famoso brano tratto da quel capolavoro rock che è “Nevermind” di Kurt Cobain e soci… Il risultato è un pezzo praticamente inedito che vi sconvolgerà la visione che avete della musica odierna.

Un disco che per impatto ed innovazioni sonore proposte, è stato paragonato dagli esperti a quello che successe nel 1972 con Attica Blues di Archie Shepp che, all’epoca, si avvicinò molto al concetto di musica nera “totale”. Ecco allora che “Black Radio”, profetico sin dal titolo, può essere considerato un “Attica Blues, 40 anni dopo” data l’importanza e l’omogeneità di suoni che comprende.

Un album che è già un classico, nonostante abbia solo 2 anni di vita!

A seguire, sempre nel 2012, venne pubblicato “Black Radio Recovered: The Remix EP” che è un po’ la continuazione del volume precedente che contiene alcune versione remixate e ri-arrangiate di alcuni brani di Glasper, tratti non solo da “Black Radio”.

Robert Glasper live @ Moody Jazz Café, Foggia

Glasper in uno dei suoi magici soli. Photo by Fiorenzo Capuano ©

Nel 2013 esce “Black Radio 2”, altro grandissimo lavoro che prosegue il lavoro di sperimentazione verso le nuove frontiere del jazz. Non mancano anche in questo caso le collaborazioni illustri di gente come Anthony Hamilton, Common, nell’intensa Stand Alone, Snoop Dogg, Dwele, Jill Scott nella romantica Calls, Marsha Ambrosius con la sognante Truth… Ed ancora Norah Jones, Emeli Sandé, Lupe Fiasco ed altri ancora…

“Black Radio 2” non solo consolida l’aspetto estetico eclettico e futuristico delle composizioni di Glasper, ma dà vita ad un suono che non viene visto più come uno stile personale, ma come fosse un genere a sé stante.

Un lavoro, quello di Glasper che può essere paragonato a quello di un esploratore. Una ricerca continua del suono perfetto, attraverso i meandri più profondi delle sonorità black, a prescindere dal fatto che si tratti di r&b, hip hop, jazz o funk.

Pochi giorni fa ho avuto il piacere di poter ammirare i Robert Glasper Experiment in una serata esclusiva presso il Moody Jazz Café di Foggia, data che fa parte del suo tour europeo, tuttora in corso.

Atmosfera piacevole, molto intima, circa un centinaio di posti a sedere. Tra il pubblico ho potuto scorgere anche il grande Gegè Telesforo, cantante e musicista jazz foggiano, noto anche a livello internazionale per le sue collaborazioni e produzioni sempre all’avanguardia. Peccato non essere riuscito ad incontrarlo di persona.

Robert Glasper live @ Moody Jazz Café, Foggia

Uno dei momenti più intensi della serata. Photo by Fiorenzo Capuano ©

Ma veniamo allo spettacolo… Band in scena e dopo la calorosa accoglienza del pubblico, si parte subito con le presentazioni. Experiment al completo, tranne che per l’assenza di Derrick Hodge bassista “di fiducia” di Robert Glasper (ha suonato in “Double Booked” e nei due “Black Radio”), sostituito, oserei dire alla grandissima, dal talentuoso Burniss Travis II, già noto per le sue collaborazioni con Marc Cary, Kris Bowers e José James.

Si parte subito con una sorta di jam che ha visto un medley di alcuni pezzi tratti da “Mood”, “In My Elements” e “Double Booked” tra i quali sono riuscito a distinguere qualche sprazzo di Maiden Voyage e di altre composizioni come Worries, All Matter e la splendida Downtime.

Parte iniziale del concerto caratterizzata da lunghe improvvisazioni di tutti i membri della band, nonostante qualche piccolo problema tecnico del reparto sonoro e al mixer dovuto al fatto che sia Glasper, sia Benjamin non avevano fatto il sound-check…

In ogni caso, Glasper si è subito sentito a suo agio, guidando i suoi attraverso il viaggio mentale delle sue composizioni, all’interno delle quali Casey Benjamin ha dato spazio a tutto il suo virtuosismo, prima al sassofono poi alla sua Keytar che spesso accompagna il vocoder, regalando ai brani quel tocco elettronico ancor più futuristico di quanto non sembri già.

Ed ecco che arriva il momento di “Gonna Be Alright”, brano interpretato da Ledisi in “Black Radio” e dallo stesso Benjamin durante la serata che ha poi interpretato anche altri spezzoni, in medley di brani tratti dallo stesso disco.

Robert Glasper live @ Moody Jazz Café, Foggia

Benjamin alla Keytar e Vocoder. Photo by Fiorenzo Capuano ©

Non sono mancate le improvvisazioni come in un classico concerto jazz e sono rimasto piacevolmente sorpreso dal talento impressionante di Mark Colemburg, batterista dal ritmo e dalla velocità pazzesche capace di reinventare, anche lui, il ruolo delle percussioni, in un contesto a dir poco sperimentale.

Ovviamente il protagonista eccellente è stato Robert Glasper che ha “rubato” la scena in due o tre occasioni con lunghi fraseggi di una bellezza stordente, lasciando senza fiato il pubblico entusiasta.

Alla fine dell’esibizione, sono riuscito, grazie ad una ragazza dello staff tecnico ad ottenere 2 autografi di Robert Glasper sulle mie personali copie di “Black Radio” 1 & 2, mi sono sentito come un bambino al luna park. Peccato non esser riuscito ad avvicinare la band, ma c’era il cambio pubblico per il secondo spettacolo e ho dovuto affrettarmi ad uscire dal locale.

Un viaggio di un’ora e mezza attraverso l’eclettismo musicale di un genio moderno, quale è Robert Glasper, assoluto protagonista della scena black mondiale. Un musicista dal talento cristallino e dalle visioni sonore assolutamente uniche e geniali… Un artista che fa della sperimentazione il suo credo, da conoscere a tutti i costi e che vi farà innamorare del suo sound al primo ascolto.

Buona Musica!

Colgo l’occasione per ringraziare il Moody Jazz Café per il grande evento, davvero sensazionale, mai mi sarei aspettato un artista del calibro di Glasper dalle nostre parti, e poi ringrazio anche Fiorenzo Capuano, fotografo ufficiale dell’evento (album completo qui).

 Sito ufficiale dell’artista: robertglasper.com

Qui di seguito uno spezzone della performance…

Annunci

25 thoughts on “Robert Glasper live @ Moody Jazz Café, Foggia [15-11-2014]

  1. Pingback: Soulful TOP 15 [11.2012] | Soulful Corner

  2. Pingback: Soulful Corner Awards – The Best of 2012 | Soulful Corner

  3. Pingback: Soulful TOP 15 [02.2013] | Soulful Corner

  4. Pingback: Soulful TOP 15 [04.2013] | Soulful Corner

  5. Pingback: Soulful TOP 15 [11.2013] | Soulful Corner

  6. Pingback: Soulful TOP 15 [01.2014] | Soulful Corner

  7. Pingback: Soulful Corner Awards – The Best of 2013 | Soulful Corner

  8. Pingback: Soulful TOP 15 [02.2014] | Soulful Corner

  9. Pingback: Soulful TOP 15 [10.2014] | Soulful Corner

  10. Pingback: Soulful TOP 15 [12.2014] | Soulful Corner

  11. Pingback: Soulful Corner Awards – The Best of 2014 | Soulful Corner

  12. Pingback: Soulful TOP 15 [02.2015] | Soulful Corner

  13. Pingback: Soulful TOP 15 [07.2015] | Soulful Corner

  14. Pingback: Cassandra Wilson live @ Umbria Jazz, Perugia [16-07-2015] | Soulful Corner

  15. Pingback: J Dilla – il pioniere del soulful hip hop | Soulful Corner

  16. Pingback: Soulful TOP 15 [02.2016] | Soulful Corner

  17. Pingback: Soulful TOP 15 [05.2016] | Soulful Corner

  18. Pingback: Soulful TOP 15 [07.2016] | Soulful Corner

  19. Pingback: Soulful TOP 15 [09.2016] | Soulful Corner

  20. Pingback: Soulful TOP 15 [10.2016] | Soulful Corner

  21. Pingback: Soulful TOP 15 [11.2016] | Soulful Corner

  22. Pingback: Soulful TOP 15 [01.2017] | Soulful Corner

  23. Pingback: Soulful TOP 15 [02.2017] | Soulful Corner

  24. Pingback: Soulful Corner Awards – The Best of 2016 | Soulful Corner

  25. Pingback: Soulful TOP 15 [04.2017] | Soulful Corner

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...