Cassandra Wilson live @ Teatro Nuovo, Verona [13-12-2014]

Cassandra Wilson

Cassandra Wilson durante un concerto.

Veneto Jazz è un’associazione culturale che organizza e promuove, dal 1988, eventi musicali in varie città della regione. Molti artisti di livello internazionale si sono esibiti nei più prestigiosi teatri di Venezia, Padova, Verona e anche in diverse località in altre regioni, con grande successo di critica e pubblico. Una delle protagoniste della programmazione del 2014 è la grande cantante jazz Cassandra Wilson.

Cassandra Wilson è considerata la più grande cantante jazz vivente. Dotata di una voce ombrosa e profonda, la sua musica è caratterizzata da pesanti contaminazioni, dove convivono anime diverse, spaziando liberamente dal jazz al blues, dal soul alla world music.

La parte più significativa e prestigiosa della produzione di Cassandra Wilson è quella dei meravigliosi album Blue Note; quindi album come “Blue Light ‘Til Dawn” del 1993, “New Moon Daughter” del 1995, “Traveling Miles” del 1999, “Belly of the Sun” del 2002, “Glamoured” del 2003, “Loverly” del 2008 e “Silver Pony” del 2010 sono i vertici assoluti della carriera di questa grande musicista.

Cassandra Wilson - New Moon Daughter

“New Moon Daughter”, uno dei dischi più belli di Cassandra Wilson.

Oggi Cassandra Wilson ha un nuovo contratto discografico, e l’ultimo disco, “Another Country” del 2012, ha un sapore davvero delizioso. Il 2015 vedrà la realizzazione di un nuovo lavoro, in tributo a Billie Holiday, imprescindibile fonte di ispirazione per qualunque cantante blues di ieri e di oggi; il disco si intitola “Coming Forth by Day”, e la sua pubblicazione è prevista per la prima parte del 2015.

Il concerto che si è tenuto al Teatro Nuovo di Verona, lo scorso 13 dicembre, nell’ambito della rassegna Veneto Jazz, era l’ultima tappa del tour europeo, che ha visto Cassandra Wilson esibirsi in alcuni prestigiosi palcoscenici di diverse città della Germania, dell’Austria e della Slovacchia. La serata, dal primo all’ultimo istante, è stata un susseguirsi di fortissime emozioni, indescrivibili sensazioni che può risultare difficile esprimere in parole. Ci proverò.

La band che accompagna Cassandra Wilson durante il live comprende alcuni nomi di assoluto prestigio; Brandon Ross alle chitarre e Lonnie Plaxico al basso sono storici collaboratori di Cassandra fin dai primi anni ’90, ed in questa occasione li troviamo in splendida forma; John Cowherd al pianoforte, John Davis alla batteria e il magnifico Gregoire Maret all’armonica sono gli altri virtousi musicisti che accompagnano la protagonista in questo meraviglioso viaggio.

La serata inizia con l’arrivo della band sul palco. I musicisti prendono posizione e la magia inizia; il primo brano si intitola “Blues”, composizione di Gregoire Maret, un brillante e movimentato pezzo strumentale che scalda a dovere la platea; un brano molto acceso, con lunghi assoli dello stesso Maret, che sembra trovarsi perfettamente a proprio agio sul palco.

Cassandra Wilson

Cassandra Wilson, durante un concerto di alcuni anni fa.

Sulle note delicate che introducono il brano successivo, Cassandra Wilson, con passo delicato e con grande eleganza, fa il suo ingresso sul palco, mentre il battito del cuore continua inesorabilmente ad accelerare; una visione celestiale, che riesce a sedurre chiunque la osservi anche solo per pochi minuti; una meraviglia assoluta, avvolta da un magico alone di sobrietà e prestigio, proprio lì, su quel palco, a pochi metri da me.

Le note di Last Train to Clarksville iniziano a farsi sempre più avvolgenti, man mano che il ritmo aumenta di intensità; Gregoire Maret ci regala preziosi esempi della sua arte, mentre Cassandra lo osserva a breve distanza; Brandon Ross, seduto in un lato del palco, appare in totale sintonia con la situazione, mentre Lonnie Plaxico, poco distante da lui, suona il suo basso con grande intensità e coinvolgimento.

Love Is Blindness, brano degli U2, contenuto, come il precedente, nel disco “New Moon Daughter”, è una totale meraviglia; brano lento, delicato, sofferto, che non può che emozionare chiunque lo ascolti.

A questo punto Brandon Ross, in solitudine, ci regala alcuni istanti di grande intensità, per introdurre uno dei vertici assoluti della serata, ovvero la splendida Come on in My Kitchen, brano di Robert Johnson; Cassandra ci offre un’interpretazione profondamente ed intimamente blues di questo brano, mentre il Mississippi, nel profondo sud degli Stati Uniti, sembra scorrere proprio dietro l’angolo.

Cassandra Wilson

Cassandra Wilson, intensamente coinvolta nella performance.

Quello che, a questo punto del concerto, è possibile notare, è il fatto che Cassandra Wilson dimostra una totale padronanza del palco, della situazione e delle proprie emozioni; durante gli assoli dei suoi musicisti, Cassandra preferisce rimanere in disparte, ma osserva, da lontano, tutto ciò che la circonda; osserva con l’atteggiamento di colei che sembra non accettare nulla che non sia la perfezione; l’atteggiamento di un’artista che riesce a dare il meglio di sé, che riesce ad esprimere al meglio la propria grandezza, ma che esige altrettanto dai suoi collaboratori.

Cassandra sorride, in lontananza, sobria ed elegante come sempre, mentre le brillanti note di Run the Voodoo Down, brano di Miles Davis, accarezzano piacevolmente i nostri cuori; il ritmo è piuttosto caldo; John Cowhers, al suo pianoforte, dà una eccellente prova della sua grandezza, e la canzone è in generale caratterizzata da lunghe e virtuose parti strumentali.

You Go to My Head è un popolare standard jazz degli anni ’30, interpretato da decine di artisti, tra cui anche la grande Billie Holiday, che lo registrò nel 1938. Cassandra Wilson ci offre una versione molto personale di questo brano, con un ritmo piuttosto brillante e decisamente travolgente.

Cassandra Wilson

Cassandra Wilson durante un concerto del 2007. Photo by Jorge Juan Maestre ©

Il batterista John Davis ci regala alcuni minuti in completa solitudine, mentre il resto del palco rimane deserto; avrei voluto che quei minuti fossero interminabili, data la bellezza e la profondità di questa performance solitaria; ma ecco che gli altri musicisti e Cassandra rientrano sul palco, quindi le note di Angola, bellissimo brano della grande Cesária Évora, si impongono alla nostra attenzione; un altro brano che rappresenta uno dei vertici della serata.

These Foolish Things è una nuova meraviglia; un altro standard jazz, interpretato, tra gli altri, anche da Billie Holiday, e riproposto da Cassandra in una lenta e toccante versione; l’emozione, in questi precisi istanti, è davvero alle stelle; nessuno dei presenti, benché perfettamente consapevole della bravura e della grandezza di Cassandra Wilson, avrebbe mai pensato di assistere a uno spettacolo di livello così alto.

Ancora un profondo blues con la splendida Billie’s Blues, composta nel 1936 proprio da Billie Holiday; anche in questo caso, all’interno del Teatro Nuovo di Verona, si raggiungono livelli di inimmaginabile bellezza; Cassandra Wilson si esprime in tutta la sua eleganza, con la band che sfiora delicatamente la possente voce della protagonista, in quello che sembra essere, purtroppo, l’ultimo brano della serata.

Cassandra Wilson

Cassandra Wilson. © aworan.wordpress.com

Cassandra e i suoi musicisti escono di scena, ma il pubblico non è soddisfatto; al contrario, è desideroso di un ultimo sorso di magia; dopo prolungati applausi, Brandon Ross, per primo, riprende la sua posizione sul palco, e dopo di lui gli altri musicisti lo seguono; si percepiscono le prime note di qualcosa che appare inizialmente ben noto e conosciuto ma subito dopo sembra tuttavia sfuggire alla memoria.

I musicisti indugiano, nell’attesa che Cassandra torni sul palco; e quando la regina della serata torna al centro della scena, ecco che quel suono indefinito ed indefinibile, appena percepito poco prima, si concretizza nella splendida ‘O Sole Mio, in una versione a dir poco stellare e travolgente.

‘O Sole Mio sembra interminabile, con Cassandra, al centro del palco, profondamente coinvolta nella performance, che saluta il pubblico, e, con la consueta eleganza, esce definitivamente di scena insieme ai musicisti.

Non ho altre parole per descrivere la bellezza a cui ho avuto il piacere di assistere. Un’emozione indescrivibile, che porterò nel cuore per sempre.

Un sentito ringraziamento a Veneto Jazz per aver ospitato questa grandissima artista.

Nelle nostre pagine, abbiamo anche i report di altri tre concerti di Cassandra Wilson: il concerto al festival Pescara Jazz nel 2011, il concerto al Blue Note di Milano, del 2013 ed il concerto al festival Umbria Jazz del 2015.

Di seguito il video di un concerto a Berna, in cui Cassandra Wilson e la band eseguono Run the Voodoo Down:

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