Charlie Rouse – Takin’ Care of Business [1960]

Charlie Rouse

Charlie Rouse. Photo by Francis Wolff ©

Charlie Rouse è stato uno dei più interessanti sassofonisti jazz del secolo scorso. Vicino ad uno stile puramente bop, nel senso più generale del termine, ma con pesanti influenze blues, Charlie Rouse emerge negli anni ’40, e sono molto importanti e formative le varie esperienze musicali e le numerose collaborazioni, per tutti gli anni ’50 e ’60.

Charlie Rouse fa parte delle orchestre di Billy Eckstine, Duke Ellington e Dizzy Gillespie, durante gli anni ’40, e collabora attivamente con numerosi musicisti di spicco come Clifford Brown e Oscar Pettiford, durante gli anni ’50.

Particolarmente significativa e proficua è la collaborazione con Thelonious Monk, eccelso pianista e compositore, del cui quartetto Charlie Rouse ha fatto parte per tutti gli anni ’60, con la registrazione di numerosi album e decine di performance live.

Charlie Rouse va ricordato anche per una serie di album a suo nome, realizzati dagli anni ’60 fino al 1988, anno della sua scomparsa; album che, se non hanno cambiato la storia del jazz, rappresentano tuttavia dei tasselli significativi di questo mondo musicale così vasto e variegato; uno dei dischi più importanti di Charlie Rouse, che è anche il primo realizzato in veste di leader, è “Takin’ Care of Business”, rilasciato nel 1960.

Come ebbe occasione di affermare Orrin Keepnews, noto produttore discografico statunitense, «Charlie had been working regularly in the quartet of Thelonious Monk. And now Rouse has his first opportunity to step out on a record and take care of business on his own». Ed in effetti, “Takin’ Care of Business” è un piccolo gioiello che vale la pena ascoltare ed apprezzare.

Charlie Rouse - Takin' Care of Business

La copertina dell’album.

In questa prima occasione da leader, Charlie Rouse si circonda di musicisti di alto livello; Blue Mitchell, trombettista che, proprio in quegli stessi anni e negli anni immediatamente successivi, era al suo massimo splendore, è, insieme a Charlie Rouse, il leader di questa formazione, e lo appreziamo in numerose occasioni, in questo album.

Walter Bishop al pianoforte, Earl May al contrabbasso e Art Taylor alla batteria sono gli altri musicisti che accompagnano con grande eleganza i due leader.

La prima traccia, Blue Farouq, composizione di Blue Mitchell, è un brano che odora molto di blues, con un andamento incalzante che avvolge i nostri cuori; qua e là troviamo il pianoforte di Walter Bishop che emerge incontrastato in alcuni isolati momenti, mentre la batteria di Art Taylor, in sottofondo, procede indisturbata.

Il sassofono di Charlie Rouse e la tromba di Blue Mitchell spesso proseguono all’unisono, ma ognuno dei due strumenti ha i suoi numerosi momenti da assoluto leader. La canzone prosegue elegantemente, senza ulteriori guizzi di creatività, introducendo la successiva 204, del pianista e compositore Randy Weston.

In questo brano, una splendida ballata dalle atmosfere ancora lievemente blues, molto rilassante e godibile, il protagonista è indubbiamente Charlie Rouse, che, con il suo sassofono, mai invadente ma, al contrario, piuttosto rilassato, rappresenta comunque l’elemento di maggior rilievo, rispetto agli altri musicisti; tutto il resto prosegue alle spalle del leader, in un brano dai toni a volte lievemente cupi e dimessi, ma di una delicatezza decisamente affascinante.

Charlie Rouse

Charlie Rouse durante una performance live.

Upptankt, composizione di Charlie Rouse, è un brano molto brillante, che, dopo le due delicate e lente ballate blues appena ascoltate, servirà a scuotere i nostri animi; questa volta tutto è avvolto da una grande energia, mentre i due strumenti maggiormente in evidenza, il sassofono di Charlie Rouse e la tromba di Blue Mitchell, proseguono talvolta all’unisono, talvolta individualmente, con il piacevole e delicato sottofondo degli altri musicisti.

Earl May, con il suo contrabbasso, tenta spesso di emergere, durante l’esecuzione, ma gli altri strumenti più dominanti prendono inevitabilmente il sopravvento, con un incalzare sempre più pressante; Upptankt è un’esplosione di energia, di vitalità, che ci prepara al brano successivo, un’altra splendida canzone, Wierdo, del pianista Kenny Drew.

Wierdo è un tripudio di emozioni, nota dopo nota; Blue Mitchell non si lascia sfuggire il controllo dell’esecuzione, cercando di dominare la forza e l’irruenza del sassofono; tutto il resto è relegato ai margini della scena.

Charlie Rouse

Charlie Rouse.

Toni pacati e delicati caratterizzano il bellissimo brano successivo, Pretty Strange, altra composizione di Randy Weston; in questo pezzo si raggiungono livelli di inimmaginabile bellezza, intimamente avvolti da tanta meraviglia.

Ogni musicista mantiene preferibilmente un atteggiamento molto rilassato; non si individuano intriganti improvvisazioni o momenti particolarmente virtousi, ma tutto è avvolto da una struggente malinconia di fondo, che risulta comunque decisamente piacevole all’ascolto.

They Didn’t Believe Me, standard di Jerome Kern, dai ritmi più accessi e brillanti, è un altro pezzo forte del disco; tromba e sassofono duettano in più occasioni, mentre un morbido accompagnamento procede in sottofondo; questo è il brano che conclude “Takin’ Care of Business”, uno dei dischi più rappresentativi e riusciti di Charlie Rouse, sassofonista spesso dimenticato ma sicuramente da scoprire.

tracklist:

  1. Blue Farouq
  2. 204
  3. Upptankt
  4. Wierdo
  5. Pretty Strange
  6. They Didn’t Believe Me

anno: 1960
label: Jazzland

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