Keith Jarrett live @ Teatro dell’Opera, Firenze [23-11-2015]

Keith Jarrett live @ Teatro dell'Opera, Firenze

Keith Jarrett, durante un recente concerto.

Keith Jarrett è uno dei più importanti e prestigiosi pianisti viventi. Un musicista dall’atteggiamento imprevedibile, come imprevedibili sono le sue esecuzioni e le sue performance live, spesso concepite nello stesso momento in cui vengono eseguite, con una totale libertà di espressione.

Profondamente ispirato alla tradizione musicale dei grandi pianisti jazz del passato, primo fra tutti il grande Bill Evans, Keith Jarrett espande i confini di tale tradizione, portando avanti un progetto musicale basato sull’improvvisazione, tecnica che caratterizza ed impreziosisce ogni sua performance.

Keith Jarrett è un musicista profondamente eclettico e, nel suo percorso musicale, abbraccia, oltre al jazz, anche altri generi, come la musica classica. Sono stati realizzati decine di album, frutto delle più svariate collaborazioni, sia in veste di leader, sia come ospite in altre formazioni.

Keith Jarrett live @ Teatro dell'Opera, Firenze

Keith Jarrett in concerto.

Fondamentale la sua collaborazione con due grandi musicisti jazz, ovvero il batterista Jack DeJohnette e il contrabbassista Gary Peacock, formazione denominata Standards Trio; si ricordano, a tale proposito, i due capolavori realizzati nel 1983 ed intitolati “Standards, Vol. 1” e “Standards, Vol. 2”.

Keith Jarrett ha inciso un paio di album in duo, in compagnia del contrabbassista Charlie Haden; “Jasmine” del 2010 e “Last Dance” del 2014 sono i titoli di questi bellissimi lavori, caratterizzati da un’eleganza sopraffina.

Tuttavia ritengo che la parte più prestigiosa e significativa della discografia di Keith Jarrett sia quella realizzata in piano solo, soprattutto per quanto riguarda gli album dal vivo, album in cui è possibile apprezzare al meglio la grandezza di questo eccelso pianista.

Keith Jarrett - The Koln Concert

La copertina di “The Köln Concert”.

“The Köln Concert”, pubblicato dall’etichetta ECM (come la maggior parte della sua discografia), è l’opera più famosa di Keith Jarrett; un concerto di improvvisazioni in piano solo, registrato all’Opera di Colonia il 24 gennaio del 1975. Nonostante le non ottime condizioni di salute di Jarrett e malgrado alcuni problemi tecnici del pianoforte non perfettamente accordato, l’esecuzione di quella serata è stata assolutamente memorabile. Uno dei dischi live più belli della storia del jazz.

“Solo Concerts: Bremen/Lausanne” raccoglie i bellissimi concerti in piano solo di Brema e Losanna, realizzati nel 1973; la bellezza di questi due concerti, totalmente improvvisati, lascia a dir poco senza parole, tanta è la soavità e la profondità che caratterizza queste performance.

“Dark Intervals” raccoglie il concerto di Tokio dell’aprile del 1987, un concerto che vede Keith Jarrett in una veste leggermente più intima ed introspettiva; tutto appare molto più nebbioso, ma il risultato che possiamo ascoltare è di una bellezza sconvolgente.

Esistono opere, in piano solo, più recenti, come “Paris Concert”, “Vienna Concert”, lo splendido “La Scala” (registrato al teatro La Scala di Milano), “Radiance” e “The Carnegie Hall Concert”, tutti album che ritraggono Keith Jarrett in quelle occasioni in cui riesce a raggiungere il massimo della sua grandezza e della sua professionalità, ovvero proprio nelle esibizioni dal vivo.

Keith Jarrett live @ Teatro dell'Opera, Firenze

Keith Jarrett.

Poter assistere ad un concerto di Keith Jarrett, in versione solista, è sempre stato un mio sogno. L’occasione mi si è presentata lo scorso 23 novembre, quando Keith Jarrett si è esibito, in piano solo, presso il Teatro dell’Opera di Firenze, per quello che è stato indubbiamente uno dei concerti più belli della mia vita. Proverò a raccontarvelo.

Il palco è completamente al buio. Solo una luce concentrata esclusivamente sul pianoforte, mentre tutto il resto è avvolto dall’oscurità; quasi a voler suggerire che il punto in cui è necessario focalizzare l’attenzione è solamente quel pianoforte a coda, attraverso il quale Keith Jarrett ci ha regalato una esecuzione, totalmente improvvisata, di una bellezza sconvolgente.

Keith Jarrett giunge sul palco, si siede sullo sgabello di fronte al pianoforte gran coda Steinway & Sons, pronto a deliziarci con la sua arte, ma qualcosa sembra non andare, per cui, scusandosi, si alza dalla sua postazione ed esce dal palco.

Keith Jarrett live @ Teatro dell'Opera, Firenze

Un’altra bella immagine di Keith Jarrett, nell’intensità di una performance.

Perfettamente consapevoli delle ben note idiosincrasie con cui Jarrett fa spesso parlare di sé, tutti noi temevamo che il colpo di tosse, appena udito sollevarsi dalla platea subito dopo l’ingresso del pianista sulla scena, lo avesse turbato così tanto da fargli avere un ultimo ripensamento sul fatto di esibirsi, quella sera, di fronte ad un Teatro dell’Opera completamente esaurito. Ma non è stato così.

Dopo pochi minuti, quando il problema appena sollevato, in realtà quello della bassa temperatura che evidentemente avvolgeva il palco, sembra risolto, Keith Jarrett, silenzioso, austero, serioso, inimitabile, poggia le mani sulla tastiera del pianoforte, e la magia inizia.

Ogni nota prodotta è partorita nel momento stesso in cui viene concepita, per un concerto totalmente improvvisato. Nulla è riconducibile ad alcuna melodia nota, ma ciò che ci viene offerto è una suggestiva serie di esplorazioni, di elaborazioni, in cui vediamo Jarrett totalmente immerso e coinvolto in questo processo di creazione.

Le mani si intrecciano sul pianoforte, alla ricerca esasperata di note inarrivabili, o di qualche melodia inconsueta; un puzzle di note, alcune alte e acute, altre basse e cupe, con frequenti e veloci passaggi tra queste due estremità.

Keith Jarrett live @ Teatro dell'Opera, Firenze

Keith Jarrett.

Il tutto è avvolto dalla massima serietà e concentrazione. Keith Jarrett mantiene un atteggiamento riflessivo, tipico di colui che non sembra accettare nulla che si allontani dalla totale perfezione.

In alcuni brani l’inizio è incerto; Keith Jarrett si scalda le mani e sembra voler partire con una nuova intrigante esecuzione, ma improvvisamente si arresta, probabilmente per riflettere su una nuova emozionante improvvisazione o alla ricerca di una particolare ispirazione.

Si scorgono leggere tinte di blues, in alcuni brani, ma sono solo timidi accenni. Tutto è assolutamente indefinibile ed imprevedibile.

Nel momento stesso in cui, in questo meraviglioso collage di suoni e colori, sembra di scorgere una melodia nota e vagamente conosciuta, subito dopo una nuova improvvisazione riconduce il tutto nella più totale oscurità.

Keith Jarrett ed il suo pianoforte sono un corpo unico, assolutamente inseparabile ed indivisibile, che ci regala una vera ed inimitabile performance, in bilico tra jazz, blues, musica classica, tra ballate seducenti e delicate e brani molto più brillanti, ma ugualmente seducenti.

Il concerto termina con un prolungato scroscio di applausi, da parte di un pubblico profondamente toccato da questa performance, mentre Keith Jarrett, inchinandosi ripetutamente per ringraziarci, esce definitivamente di scena.

Durante la serata era severamente proibito qualunque tipo di ripresa audiovisiva, per cui non sono disponibili le foto ufficiali del concerto; sono state quindi inserite foto di altri concerti, più o meno recenti, di Keith Jarrett.

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4 thoughts on “Keith Jarrett live @ Teatro dell’Opera, Firenze [23-11-2015]

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