Walter Bishop Jr. – Coral Keys [1972]

Walter Bishop Jr.

Walter Bishop Jr.

Walter Bishop Jr. è stato un pianista e compositore jazz statunitense. Artista molto richiesto e stimato, lo vediamo protagonista in decine di occasioni, tra esibizioni live, sessioni di registrazione, in veste di sideman, ma anche leader di importanti formazioni e titolare di alcuni significativi album, tutt’oggi molto apprezzati e ascoltati.

Attivo dalla fine degli anni ’40 del secolo scorso, sono da ricordare le sue prime collaborazioni con Art Blakey, Milt Jackson, Charlie Parker, Oscar Pettiford, Hank Mobley e Miles Davis, per tutti gli anni ’50, esperienze grazie alle quali il suo stile, vicino alle sonorità bop dell’epoca, si cristallizza in una forma definitiva e riconoscibile.

Dagli anni ’60, Walter Bishop Jr. inizia a pubblicare una prestigiosa serie di album, per diverse etichette discografiche, album tra cui si contano almeno tre capolavori. “The Walter Bishop Jr. Trio / 1965” è un album in trio, registrato nel 1965 ma pubblicato nel 1970; il disco contiene materiale originale e alcuni standard più o meno noti.

Walter Bishop Jr. - Coral Keys

La copertina di “Coral Keys”.

“Bish Bash”, pubblicato nel 1975, raccoglie due diverse incisioni in trio, una del 1964 e l’altra nel 1968, uniche due sessioni effettuate, in veste di leader, dal 1964 fino al 1970; in un paio di queste oscure registrazioni, troviamo, come ospite, il sassofonista Frank Haynes.

“Coral Keys”, del 1972, è il disco che, probabilmente, rappresenta il punto più alto della produzione di Walter Bishop Jr.; in questo caso troviamo tutte composizioni originali del leader, che è accompagnato da due diverse formazioni; e “Coral Keys” è proprio il disco di cui vorrei parlarvi.

La prima parte del disco vede, accanto a Walter Bishop Jr., il batterista Idris Muhammad, il contrabbassista Reggie Johnson e il maestoso Harold Vick al flauto e sassofono; ogni musicista contribuisce a rendere queste canzoni assolutamente splendide.

Il disco si apre con la bellissima Coral Keys; l’inizio del brano ha un’atmosfera piacevolmente rilassante, e anche nei minuti successivi il tutto si mantiene piuttosto delicato. Il sopraggiungere del flauto di Harold Vick non sembra turbare in alcun modo la magia degli altri musicisti in sottofondo, ma, al contrario, finisce per essere ad essa complementare.

In Waltz for Zweetie, uno dei brani più belli del disco, Harold Vick è alle prese con il sassofono, ma la bellezza del risultato non cambia; il pianoforte di Walter Bishop Jr. è appena percepibile, in sottofondo, mentre anche Idris Muhammad preferisce offrire un accompagnamento delicato, piuttosto che imporsi nel contesto della performance.

Walter Bishop Jr.

Walter Bishop Jr., al pianoforte.

Waltz for Zweetie scorre via piacevolmente, con Harold Vick, il quale, al contrario degli altri musicisti, si impone in numerose occasioni, risultando sicuramente l’elemento più in vista, in queste performance; un brano che offre diversi momenti di pura estasi.

Track Down ha un ritmo incalzante, un’occasione in cui Walter Bishop riesce ad emergere in tutto il suo splendore; la parte centrale del brano vede proprio il pianista come assoluto protagonista della performance, mentre Reggie Johnson, col suo contrabbasso, sembra far fatica a stargli dietro; tuttavia, sul finale, torna ad imporsi Harold Vick, che si inserisce, imponente, con il suo sassofono.

Il livello sembra inesorabilmente salire nella successiva Soul Turn Around, altro pezzo forte del disco; ancora Harold Vick si eleva al di sopra di tutto il resto, regalandoci momenti di grande intensità.

Nella seconda parte del disco, accanto a Walter Bishop Jr., Harold Vick e Reggie Johnson, troviamo il grande trombettista Woody Shaw, che già allora poteva vantare numerose e prestigiose collaborazioni con nomi di spicco della scena jazz di quegli anni, e Allan Schwartzberg alla batteria.

La presenza di Woody Shaw, in queste ultime canzoni, conferisce un’aspetto più dinamico, un sound più ricco e corposo, alla performance, nel suo complesso, come possiamo apprezzare in Our November.

Walter Bishop Jr.

Un’altra bella immagine di Walter Bishop Jr.

Nella successiva Three Loves Walter Bishop Jr. ci regala alcuni momenti particolarmente virtuosi, ma il tutto viene continuamente sovrastato dalla tromba di Woody Shaw, che si alterna continuamente col sassofono di Harold Vick, in duetti assolutamente spettacolari; un brano a tratti cupo, a tratti particolarmente acceso, in questa alternanza continua di colori contrastanti.

La conclusiva Freedom Suite è il brano in cui Woody Shaw, uno dei futuri rappresentanti di un tipo di jazz in generale piuttosto esplorativo ed innovativo, dà una brillante prova della sua capacità di improvvisazione e della sua creatività, ponendo le basi di quella che sarà la sua evoluzione, dagli anni ’70 in poi, proprio in quella direzione appena citata.

Se avete ancora dubbi sulla qualità e sul valore di questo album, vi consiglio caldamente di rompere gli indugi e di procurarvi questo bellissimo “Coral Keys”, il testamento artistico di Walter Bishop Jr., che muore il 24 gennaio 1998 per un attacco cardiaco. Ciò che ci rimane di questo artista è proprio “Coral Keys”, il suo capolavoro. Buona musica.

tracklist:

  1. Coral Keys
  2. Waltz for Zweetie
  3. Track Down
  4. Soul Turn Around
  5. Our November
  6. Three Loves
  7. Freedom Suite

anno: 1972
label: Black Jazz Records

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