Lisa Simone live @ Auditorium Flog, Firenze [08-10-2016]

I musicisti sul palco dell'Auditorum Flog. Photo by Guido De Maria ©

I musicisti sul palco dell’Auditorum Flog. Photo by Guido De Maria ©

Lisa Simone, cantautrice e attrice americana, figlia della grande Nina Simone, è una delle protagoniste della XLI edizione del festival Musica dei Popoli.

La rassegna ha lo scopo di diffondere e valorizzare il patrimonio artistico e culturale di diverse popolazioni provenienti da tutto il mondo, attraverso concerti, spettacoli di recitazione, danza e molto altro, organizzati presso l’Auditorium Flog di Firenze, e talvolta anche in altre location.

Parallelamente ad una prestigiosa carriera da attrice, che l’ha vista anche protagonista del musical di Andrew Lloyd Webber “Jesus Christ Superstar”, in numerose occasioni in giro per gli Stati Uniti, Lisa Simone, verso la fine degli anni ’90, incide due album con la band acid-jazz Liquid Soul, per poi dedicarsi prevalentemente ad una carriera musicale solista.

Lisa Simone. Photo by Guido De Maria ©

Lisa Simone. Photo by Guido De Maria ©

Gli album più interessanti, realizzati da Lisa Simone, sono indubbiamente gli ultimi due; “All Is Well” del 2014 e “My World” del 2016 sono i due bellissimi lavori che l’artista sta presentando, con alcuni concerti in giro per il mondo; album che spaziano dal jazz al r&b, con sprazzi di blues e con qualche accenno pop, il tutto caratterizzato da una grande eleganza.

Questi album contengono brani originali, accanto a standard più o meno famosi, interpretati, a suo tempo, anche da Nina Simone; il legame indissolubile che inevitabilmente lega Lisa Simone alla madre, alla sua musica e alla tradizione musicale del suo tempo, è ovviamente percepibile in ogni nota.

Per l’occasione di questo bellissimo concerto presso l’Auditorium Flog di Firenze, che ha avuto luogo la sera dello scorso 8 ottobre, Lisa Simone è accompagnata da tre musicisti di assoluto prestigio; il chitarrista e compositore Hervé Samb è stato un altro protagonista della serata, ma anche il batterista Sonny Troupé ed il bassista Gino Chantoiseau si sono distinti in alcune occasioni particolarmente virtuose.

Gino Chantoiseau. Photo by Guido De Maria ©

Gino Chantoiseau. Photo by Guido De Maria ©

L’apertura della serata è affidata alla splendida Tragique Beauty, tratta dal recente “My World”; Hervé Samb, per primo, giunge sul palco, iniziando con una piacevole introduzione solitaria con la sua chitarra acustica; gli altri musicisti, e per ultima Lisa Simone, sopraggiungono subito dopo; a questo punto la magia inizia, fino a livelli di bellezza decisamente inimmaginabili, fino a pochi minuti prima.

La canzone è particolarmente brillante, e riesce a coinvolgere intimamente l’intera platea; la possente voce di Lisa Simone si erge al di sopra di tutto il resto, mentre si nota immediatamente una particolare sintonia con Hervé Samb, con il quale sono sufficienti pochi sguardi per raggiungere una completa intesa.

Non mancano i tributi a Nina Simone, la cui presenza spirituale è percepibile, palpabile, durante tutta la serata. Le due successive canzoni sono interpretazioni di celebri composizioni di Nina Simone; la bellissima Ain’t Got No, I Got Life, del 1968, e la lenta e struggente If You Knew, del 1962, sono due vertici del concerto; una bellezza difficilmente descrivibile a parole.

Da sinistra Hervè Samb e Gino Chantoiseau. Photo by Guido De Maria ©

Da sinistra Hervé Samb e Gino Chantoiseau. Photo by Guido De Maria ©

Dopo la delicatezza del brano precedente, che Lisa Simone interpreta con grande eleganza, la brillante Hold On e la bellissima Expectactions, entrambe tratte da “My World”, ci regalano altre profonde emozioni;  Expectations è arricchita da un’introduzione strumentale particolarmente suggestiva, dove ancora la chitarra è al centro dell’attenzione.

Non mancano i momenti in cui anche il bassista Gino Chantoiseau si fa notare, con pochi vibranti assoli, ma la forza della voce della protagonista finisce per sovrastare il tutto.

Durante l’esecuzione del brano My World, Lisa Simone si siede al bordo del palco, quasi come se volesse raggiungere una maggiore intimità con gli spettatori; il brano, tuttavia, non desta particolari emozioni, e scorre via velocemente, per lasciare spazio a Soothing Kind of Love, un bellissimo pezzo blues, che, al contrario, risulta decisamente più piacevole.

Il virtuoso batterista in un momento del concerto. Photo by Guido De Maria ©

Il virtuoso batterista in un momento del concerto. Photo by Guido De Maria ©

Il successivo Let It All Go è un brano in cui emerge nuovamente un’evidente sintonia tra la protagonista ed il chitarrista Hervé Samb; in questo caso anche il batterista Sonny Troupé ci dimostra qualche guizzo di creatività, particolarmente gradito.

This Place è un’assoluta meraviglia; ancora un brano dedicato alla madre Nina, a quei luoghi dove ha vissuto gli ultimi anni della propria vita, quindi un brano profondamente emozionante, sia per Lisa, sicuramente per i ricordi che tale brano le permette di rievocare, sia per il pubblico, profondamente toccato da questa performance, a dir poco sublime.

Unconditionally è probabilmente il brano che più mi ha emozionato durante tutta la serata. Un mix infuocato di groove, di soul, di jazz e di molto altro, il tutto avvolto da un calore ed un’espressività strabilianti.

Un momento del concerto. Photo by Guido De Maria ©

Un momento del concerto. Photo by Guido De Maria ©

Nel fuoco dell’esibizione, mentre l’emozione è alle stelle, Lisa Simone scende in platea, cammina intorno a noi, continuando a cantare, salutandoci con evidente piacere di essere proprio lì, in mezzo al pubblico estasiato dell’Auditorium Flog; il brano prosegue, incessante, ma anzi, sempre più travolgente.

Suzanne, brano di Leonard Cohen, ci allieta piacevolmente, in una versione piuttosto lontana dall’originale ma non per questo meno interessante. Work Song, anche questo un brano appartenente al passato, e che vede Nina Simone come una delle più importanti interpreti, viene riproposto in una versione più brillante di come è più spesso conosciuto, ma ugualmente piacevole.

Dopo la bellissima Finally Free, particolarmente seducente, la serata si conclude con la splendida Take It to the Father, tratta, come la precedente, dal disco “All Is Well”; un ultimo guizzo di gioia, degna conclusione di un concerto assolutamente memorabile.

Si ringrazia Musica dei Popoli per l’organizzazione della serata e Guido De Maria per la gentile concessione delle foto.

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