Da Lata – Fabiola [2013]

Da Lata

La formazione dei Da Lata al completo. Photo by Eddie Otchere ©

Il duo britannico formato da Chris Franck e Patrick Forge, dopo ben 10 anni dal loro ultimo album, tornano con “Fabiola”, album uscito lo scorso 21 ottobre sotto etichetta Agogo Records.

Un lavoro che non solo conferma il loro inconfondibile stile di fusion, ricco di influenze afro-brasiliane alle atmosfere retrò delle piste da ballo londinesi, ma vanta anche un’eterogenea serie di collaborazioni internazionali: da Mayra Andrade (Capo Verde) alla splendida Luisa Maita (Brasile), dalla sensuale voce di Jandira Silva a Sacha Gabriel (Canada), ai connazionali Jason Yarde e Finn Peters. Un mix di culture, suoni e stili tanto originale quanto affascinante. Continua a leggere

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Trombone Shorty – Say That to Say This [2013]

«If it’s a rock concert, we can do that, if it’s a funk concert, we can do that.
We’re able to play all different styles…
That’s what we do in New Orleans every day.
To me, that’s normal.»

[cit. Troy “Trombone Shorty” Andrews]

Trombone Shorty

New Orleans Jazz & Heritage Festival, “Carlsberg Brass Band” con il piccolo Troy Andrews al trombone. Photo from Infrogmation, New Orleans (1991) ©

Qualche rivista specializzata lo ha definito «…the kind of player who comes along maybe once in a generation…», ovvero “quel tipo di musicista che nasce, forse, una volta in una generazione”.

Il suo stile è a dir poco unico, sorprendente. I suoi dischi non sono per soli appassionati di jazz, potrebbe essere uno di quegli artisti che mette d’accordo tutti.

Vi sto parlando di Troy Andrews, meglio conosciuto come Trombone Shorty, promettente trombonista classe 86 proveniente da New Orleans. Se nasci qui è difficile non crescere a pane, jazz e blues e Troy non è stato da meno. Continua a leggere

Kerbside Collection – Mind the Curb [2013]

Kerbside Collection

Kerbside Collection al completo.

«A gritty rhythm section of old school drums and Fender or upright bass,
alongside funky Hammond and Rhodes,
with some sweet George Benson-ish jazz guitar licks on top.»

Vengono da Brisbane, la terza città più popolosa dell’Australia, e hanno fatto del jazz, del funk e dei cosiddetti rare grooves il loro pane quotidiano. Sono i Kerbside Collection, band composta da Ravi Welsh (chitarra), Jason “Paprika” Bell (batteria e percussioni), Chris Poulsen (organo Hammond & piano Fender Rhodes) e Jeremy O’Connor (Basso Fender “P” & contrabbasso).

Ciò che accomuna i giovani componenti di questa band è la passione per il sound californiano degli anni ’60 e ’70. La loro ispirazione viene dalla musica di Joe Sample e i Crusaders, di George Benson, di Chico Hamilton, di Wes Montgomery; oppure, dando un occhio ad artisti più recenti, a Bobby Hughes, James Taylor, i Soulive ed altri. Continua a leggere

Archie Shepp – Attica Blues [1972]

Archie Shepp

Archie Shepp in una performance live. Photo by Roberto Cifarelli ©

Siamo alla fine degli anni 50. La grande rivoluzione jazzistica del bepop con Dizzy Gillespie e Charlie Parker ha fatto il suo tempo, aprendo nuovi orizzonti a tutti i musicisti arrivati sulla scena dopo di loro. Il periodo bop è passato e ora ci si rilassa con il cool jazz di Miles Davis, Chet Baker, Jim Hall, Charles Mingus e soci.

Parallelamente al cool jazz quindi alla tranquillità della società americana benestante, si affianca uno scenario a dir poco turbolento: la situazione socio-politica, basata interamente sui privilegi dei bianchi americani e la voglia di ribellione del popolo afro-americano contro soprusi, violenze e ideali razzisti, stava per esplodere, sia dal punto di vista culturale che politico. Continua a leggere

Joyce Moreno feat. João Donato – Aquarius [2010]

Joyce Moreno

Joyce Moreno durante un concerto.

Joyce Moreno è una cantautrice e chitarrista brasiliana. Grazie a molte importanti e prestigiose collaborazioni con alcuni dei più noti artisti brasiliani, come Caetano Veloso e Vinicius de Moraes, e a numerosi splendidi album incisi dalla metà degli anni ’60, Joyce Moreno si è guadagnata una certa popolarità e una notevole stima, da parte del pubblico e anche di molti suoi colleghi; non è un caso, infatti, che Antonio Carlos Jobim, il padre della bossa nova, l’abbia definita come una delle migliori artiste di tutti i tempi.

Molte sue canzoni sono diventate veri e propri standard, e sono divenuti parte integrante del patrimonio musicale brasiliano; molti altri grandi artisti, come Milton Nascimento, Gal Costa e Maria Bethania, in passato ma anche in tempi più recenti, hanno rivisitato molti di questi classici, rivalutando quindi Joyce Moreno come un vero riferimento per la musica brasiliana nel mondo. Continua a leggere

SC consiglia… Guru – No Time to Play

Guru - Guru's Jazzmatazz, Vol. 1

“Jazzmatazz, Vol. 1”, 1993. Innovazione e genialità in un solo album!

Oggi voglio portarvi ai primi anni 90. Per la precisione nel 1993 quando, per il mondo dell’hip hop (e secondo me per tutta la musica), viene pubblicato un album che definire innovativo sarebbe un eufemismo.

Un album hip hop, si, fatto però non con sintetizzatori e suoni elettronici, molto usati in quel periodo, ma con dei samples ricercatissimi assolutamente di primo livello.

Lui è Keith Elam, al secolo Guru e l’album in questione è “Jazzmatazz, Vol. 1”. Un disco come vi dicevo innovativo, soprattutto per le produzioni e per la selezione di primissimo livello dei pezzi campionati. Si tratta infatti di pezzi jazz, soul di grandissimi nomi quali Freddie Hubbard, The Crusaders, James Brown, Grover Washington e molti altri… Tutti accompagnati da altrettanto grandi musicisti come Donald Byrd, Roy Ayers, Lonnie Liston Smith, MC Solaar, N’Dea Davenport (voce dei Brand New Heavies).

Il brano che voglio proporvi oggi è No Time to Play; una vera chicca che nasce da un sontuoso sample della Love Unlimited Orchestra, Satin Soul. Per i meno attenti di voi, la Love Unlimited Orchestra è la mega band che accompagnava tutte le esibizioni del sultano del soul, Barry White. Continua a leggere

Steve Grossman – Quartet [1999]

Steve Grossman

Steve Grossman in un’intensa esibizione. © romamusica.it

Steve Grossman è un sassofonista statunitense. Emerge negli anni ’70, durante i quali lavora a fianco di importanti nomi del jazz, come Miles Davis o Elvin Jones; queste esperienze, soprattutto quelle con Davis, col quale registra una manciata di ottimi album nella prima metà degli anni ’70, sono molto formative per Steve Grossman, il quale finisce per maturare un proprio stile, in bilico tra le avvolgenti atmosfere più hard bop e sonorità ancora più sperimentali, quasi vicine alla fusion.

È ovvio che proprio i contatti con Miles Davis, che infatti, esattamente in quegli stessi anni stava portando avanti questo tipo di sperimentazioni, sono stati quelli più decisivi per la formazione musicale di questo sassofonista. Continua a leggere