Cassandra Wilson live @ Umbria Jazz, Perugia [16-07-2015]

Cassandra Wilson live @ Umbria Jazz, Perugia

La band sul palco; da sx: John Cohwerd, Robby Marshall, Cassandra Wilson, Davide Direnzo, Lonnie Plaxico, Charles Burnham e, in piedi, Kevin Breit. Photo by Armando Allegretti ©

Per me è sempre una grandissima emozione assistere ad un concerto di Cassandra Wilson, vedere questa splendida musicista esibirsi su un palco, solitamente a pochi metri da me, in tutta la sua raggiante bellezza, la sua consueta eleganza, mentre ci offre la sua arte e la sua musica. Sensazioni che spesso può essere riduttivo trascrivere in parole.

Quest’anno Cassandra Wilson era tra gli ospiti di Umbria Jazz, per cui ho avuto l’onore ed il piacere di assistere ad un altro concerto di questa amata artista. Continua a leggere

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The Roots live @ Umbria Jazz, Perugia [19-07-2014]

The Roots live @ Umbria Jazz, Perugia

The Roots all’Arena Santa Giuliana di Perugia. Photo by Yayo ©

Loro sono una delle band hip hop/soul più influenti degli ultimi 20 anni. Spesso vengono catalogati come “alternative hip hop”. Per molti aspetti, è esattamente così! I The Roots sono una band che va contro i canoni e gli stereotipi convenzionali dell’hip hop. Non indossano abiti sformati, non portano catene da mezzo chilo al collo e non bestemmiano nei loro pezzi.

Ma la cosa che più li distingue da ogni altro gruppo hip hop è il fatto che The Roots sono una band vera e propria, che fa hip hop con veri strumenti e non servendosi solo di sintetizzatori e campionatori. Questa peculiarità consente alla band di avere un sound che definire unico sarebbe un eufemismo! Negli anni hanno riscritto le regole dell’hip hop stabilendo nuovi standard che sono diventati modello per molti artisti contemporanei. Continua a leggere

Al Jarreau & Erykah Badu live @ Umbria Jazz, Perugia [11-07-2012]

Al Jarreau live @ Umbria Jazz, Perugia

Al Jarreau durante il concerto.

Lo scorso mercoledì mi sono concesso una serata ad Umbria Jazz. Il calendario di quest’anno, come del resto tutti gli anni, comprende alcuni tra i più grandi nomi del jazz internazionale, e non solo.

La serata a cui ho deciso di assistere vede come protagonisti il grande Al Jarreau e la splendida Erykah Badu; due artisti in generale abbastanza diversi, ma con un approccio totalmente personale nei confronti della musica; il loro stile è riconoscibile subito, ai primi ascolti, e diventa inconfondibile e unico. Continua a leggere

Maceo Parker… 100% Funk!

Se pensate per un attimo al funk, al massimo della sua espressione, molto probabilmente la prima immagine creata dal vostro inconscio sarà quella di James Brown, scatenato sul palco a cantare e ballare Papa’s Got a Brand New Bag o Sex Machine… Non potrebbe essere altrimenti! Ma subito dopo vi passeranno per la testa gli Earth Wind & Fire, George Clinton e i Parliament/Funkadelic; e se siete ben preparati e avete davvero il funk che vi scorre nelle vene, penserete anche ad un musicista, simbolo del funk, ovvero Maceo Parker!

Maceo Parker

Maceo ai tempi della JB’s Band.

Fin dalla sua nascita, Maceo era destinato ad essere un musicista. Suo padre infatti suonava il piano e la batteria, sua madre cantava in un coro gospel della chiesa, e i suoi fratelli Melvin e Kelis suonavano rispettivamente batteria e trombone. Lui scelse il sassofono che da allora divenne parte integrante di sé.

Maceo che ha collaborato con tutti gli artisti citati (tranne gli EWF). Di sicuro la collaborazione che più lo ha segnato è stata quella con The Godfather of Soul, al quale si unì nel 1964 insieme a suo fratello Melvin. In realtà James Brown voleva solo Melvin come batterista, ma alla fine decise di prendere anche Maceo nella sua band. Avrà pensato: «Vuoi vedere che questo qui mi diventa un fenomeno?!».

Beh con la benedizione del Padrino James, Maceo lo divenne. Nominato leader della band da James Brown, Maceo è decisamente uno dei motivi principali dello spropositato successo che ebbe il Padrino. Continua a leggere

George Benson… The Guitar Legend

«Se nel jazz esiste qualcuno che ha fatto quello che hanno fatto i Beatles nel pop, questo è George Benson.»

[cit. Ken Burns]

George Benson è il chitarrista per eccellenza, dotato di tecnica sopraffina, da manuale. Ispiratosi a Wes Montgomery e Charlie Christian, due geni della chitarra, inizia la sua carriera nel 1964 con l’incisione di “The New Boss Guitar” per la Columbia Records.

George Benson

La passione di George Benson in un live.

L’album, in collaborazione con Lonnie Liston Smith e Ronnie Cuber, ebbe un discreto successo e da lì in poi Benson non si è più fermato pubblicando altri 4 album nei 2 anni seguenti. Giovanissimo, 21 anni l’età del suo debutto, viene subito notato da un uomo “abbastanza influente” nel mondo del jazz, ovvero Miles Davis.

Benson coglie l’occasione al volo e inizia un periodo di collaborazione con Davis; in Paraphernalia, del 1968 presente nell’album “Miles in the Sky”, la chitarra elettrica che accompagna l’ipnotica tromba di Miles è proprio quella di George Benson che definì il periodo di collaborazione con Miles Davis come il suo più importante periodo di formazione musicale. Continua a leggere