Kendrick Lamar live @ Magazzini Generali, Milano [19-02-2013]

Kendrick Lamar

Kendrick Lamar, nuova stella della musica hip hop. Photo by Ben Miller, leveledmag.com ©

Il nuovo fenomeno dell’hip hop mondiale risponde al nome del 25enne rapper californiano Kendrick Lamar.

Kendrick, con la sua abilità ed il suo talento, ha saputo in questi ultimi anni attirare l’attenzione degli amanti dell’hip hop, guadagnandosi il rispetto di colleghi e addetti ai lavori e facendo breccia nel cuore di molti appassionati.

Lo scorso martedì 19 febbraio, nell’ambito del suo tour mondiale di promozione a “good kid, m.A.A.d city”, Kendrick è giunto a Milano, in occasione di quella che ha rappresentato la sua unica data live italiana.

Prima di parlarvi del concerto, a cui ho avuto il piacere di assistere, ripercorriamo insieme le fasi salienti della carriera artistica dell’astro nascente del rap.

Kendrick nasce nel 1987 a Compton, cittadina situata nella contea di Los Angeles, conosciuta ai più per motivi legati alla criminalità ma anche terra natale di grandi rapper, tra cui Coolio, DJ Quik, The Game, Compton’s Most Wanted, ed ovviamente il gruppo che più di ogni altro ha reso popolare il gangsta rap, gli N.W.A. (Dr. Dre, Eazy-E, Ice Cube, DJ Yella, MC Ren e inizialmente Arabian Prince). Continua a leggere

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In Memory of Tupac Shakur

«A coward dies a thousand death… A Soulja dies but once.»

2Pac

Tupac durante un’esibizione live.

Già lui non era un codardo, ha sempre lottato e si è sempre esposto in prima persona per le sue dichiarazioni e per i suoi problemi giudiziari. È la frase con la quale inizia If I Die Tonight, traccia iniziale di “Me Against the World”, uno degli album hip hop più belli di sempre… E lui ci morì quella notte, il 13 settembre di 14 anni fa. Tutto iniziò a Las Vegas, il 7 settembre 1996, quando era nella sua BMW nera con Suge Knight e viene raggiunto da 4 proiettili partiti da un’auto in corsa. Dopo 6 lunghi giorni di agonia viene dichiarato morto. Aveva 25 anni.

Non era la prima volta che Tupac subiva un attentato. Il 30 novembre del 1994, infatti, fu vittima di un’aggressione ad opera di alcuni rapper newyorkesi (che secondo 2Pac erano seguaci di Notorious B.I.G.), in uno studio di registrazione. Viene raggiunto da 5 proiettili e si finge morto. Quando i 2 tizi vestiti in tuta mimetica si allontanano, Shakur riesce a raggiungere l’ascensore e andare al piano superiore dove c’erano Biggie e Puff Daddy, che sono quasi sorpresi che 2Pac sia vivo, fingendo di non saperne nulla. Ma Tupac sopravvive miracolosamente e quando si rende conto della gravità delle sue ferite, l’unica cosa che dice ai due è «Oh shit! Roll me some weed!». Continua a leggere